lunedì, marzo 12, 2007

L’Afghanistan

Io dubito che se si chiedesse ad un cittadino che passa sul marciapiedi cosa sia l'Afghanistan e cosa ci stiano lì a fare 2000 soldati italiani egli sappia dare una risposta. Potrebbe ripetere le banalità che amministra la televisione di stato: la famosa egida dell'Onu, la difesa della verginità delle donne afghane, la missione di pace, l'instaurazione di una democrazia che manca a noi stessi, e simili. Aspetto che scoppi una contraddizione nel sistema mediatico a seguito del rapimento del giornalista italiano. Sembra vi sia una congiura del silenzio. Se ne parla molto meno che della vicenda Sgrena. Mi sembra ovvio il motivo. I talebani hanno posto un ultimatum: lo uccideremo se entro sette giorni non ritirete le vostre truppe. Fare propaganda sul rapimento del giornalista, significa richiamare una maggiore attenzione sui motivi della presenza militare dei nostri soldati in Afghanistan e compromettere la nuova votazione in senato sul rifinanziamento della missione con rischi di caduta del governo appena miracolato. Dunque muoia il giornalista di Repubblica, possibilmente in silenzio!

POSTO SCRIPTUM - Mi ero immaginato le cose che sono poi successe, secondo quanto ora si apprende.
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Mi ero immaginato tutta la storia



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