martedì, febbraio 13, 2007

Epifani orecchiante di Carl Schmitt

L’ultima di pochi minuti fa, al telegiornale del 20. Una perla troppo bella per non raccoglierla. Intervistando proprio Epifani per avere lumi su ciò che ahimé succede, malgrado Epifani e forse proprio perché in Italia ci sono tanti Epifani. Quale la perla? Perché quel che succede non succeda quali i rimedi? Per Epifani occorre usare un linguaggio dove la coppia amico-nemico non ci sia più. Magari proibendola con un altro bel decreto Mastella e perfino epurandola dai vocabolari e dai testi di ogni genere. Come se bastasse non pronunciare il nome del diavolo perché il diavolo e con esso il male non ci sia più. Sappiamo invece che il male tanto più esiste quanto meno se ne vuol riconoscere l'esistenza. Sappiamo come morì don Ferrante. Se non fossimo in una situazione tragica, il ragionamento di Epifani sarebbe perfettamente assimilabile a quello di don Ferrante, che “non accettava” l'idea della peste allo stesso modo in cui Epifani non si capacità che dei sindacalisti suoi dipendenti abbiano ridato vita alla ribellione armata delle brigate rosse o simili.

Il nemico esiste in modo oggettivo e per cause oggettive. Per combatterlo occorre innanzitutto conoscerlo e riconoscerne le ragioni, se ne ha. Senza avere le profonde conoscenze di Epifani, io ritengo che il fenomeno trae origine da una crescente carenza di legittimazione cui occorre rimediare allargando gli spazi reali di democrazia e di eguaglianza possibile. Invece la tendenza mi sembra che sia quella di reprimere il fenomeno restringendo ancora i margini della democrazia e l'ineguaglianza sostanziale, quando sarebbe possibile migliorare le condizioni di vita della gente. La finanziaria di Prodi qualche causa, a mio avviso, come spiegazione del fenomeno potrebbe fornirla. Il terrorismo, quarda caso, risorge nell’anno della finanziaria di Prodi. È inutile aspettarsi da Epifani e compagnia una spiegazione che in qualche modo faccia ricadere su loro stessi la crescente lacerazione sociale. Basta orecchiare qualcosa sulla teoria dell'amico-nemico e dire sciocchezze al telegiornale delle 20. Da questo ceto dirigente vi è poco da sperare e non mi aspetto neppure lumi per capire ciò che succede. Anzi diffido delle loro spiegazioni.

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