venerdì, febbraio 16, 2007

La vecchia cultura delle nuove brigate rosse

Le informazioni sono radiofoniche e non così accurate come sarebbe necessarie. Ma qui si tratta di riflessione estemporanee, cioè fatte all’istante e senza quella lunga preparazione che una prestazione intellettuale normalmente richiede. Confido che ciò comprendano i miei Quattro lettori, ma con ciò non intendo svalutare le riflessioni estemporanee. È la forma di pensiero concessa al comune cittadino.

Sento dalla voce di quello stinco di santo che è Marco Taradash che tra il materiale sequestrato ai “temibili” nuovi terroristici vi sarebbero volantini ed elaborati che inneggiano alla vecchia cultura marxista-leninista con presa violenta del potere e instaurazione di un ceto burocratico rivoluzionario dal puro sangue operaio. È chiaro che nessun pericolo può venire da questa parte alla classe politica che di fatto regge e continuerà a reggere questo paese per molti a venire. Le nuove brigate rosse non costituiscono né un pericolo militare né un pericolo ideologico. Anzi sono l’occasione per un suo consolidamento antidemocratico.

Altra cosa è la carenza di legittimazione che io ritengo presente e di cui può farsi una lunga lista. Non ho la sfera di cristallo e non so dove andremo a finire e cosa ci aspetterà. Un popolo non ha vita eterna e può morire di consunzione. Tra le forme di “ribellione” possibile non è per nulla necessaria la violenza. Basterebbe lo sciopero fiscale per far subito crollare qualsiasi governo. Il regime ne ha avuto paura quando si è trattato di votare per il sostituto d'imposta, ossia sulla facoltà concessa ad ogni cittadino di pagare le tasse dovute allo stesso modo e negli tempi con cui paga già le bollette di luce, gas, telefono. I cittadini avrebbero avuto in mano un'arma formidabile, non violenta, che avrebbe potuto fiaccare qualsiasi governo e castigarlo dall’insana abitudine di aumentare i balzelli, magari per finanziare i costi della politica.

È questa la strada efficace per una sana e salutare ribellione ad un potere sempre più sfacciato e dispotico. Dalle nuove brigate rosse non verrà nessuna liberazione, anche se la loro esistenza è un segno del profondo malessere che scuote tutti i settori della società italiana.


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