sabato, febbraio 10, 2007

Sui Pacs dice la sua (e soltanto la sua) il ministro della propaganda di Forza Italia, on. Antonio Palmieri

Ecco qui di seguito uno dei tanti “comunicati” che mi giungono dall’On. Palmieri, che detiene la dottrina di Forza Italia, a nome di nove milioni di elettori di Forza Italia che hanno il grande pregio di non parlare mai e di lasciare che lo stesso on. Palmieri attribuisca alle loro volontà e al loro pensiero le più arbitrarie e opinabili posizioni. I comunicati del ministro della propaganda si distinguono per la loro genericità e mancanza di approfondimenti. Non è possibile mai replicare agli “ordini” o "inviti" di scuderia perché la forma dell’invio non ammette possibilità di replica. La normale destinazione delle “veline” è il cestino o l’archiviazione a futura memoria. Caro Palmieri, se dobbiamo stare in uno stesso partito, ti devi abituare all'idea che tu sei On. in parlamento, ma quando parli di politica sei alla pari con l’ultimo degli iscritti. Ti ho già scritto che ti avrei messo sotto osservazione in senso politico. I tuoi “comunicati” mi sembrano un materiale oggettivo, pubblico, di inconfutabile attribuzione. Su di esso potrò basarmi per le mie analisi delle “tue” posizioni politiche all’interno del partito. Utilizzerò di tanto in tanto il materiale in archivio, non cestinato. Non devi intendere la mia critica come distruttiva e antipartito. Stare in uno stesso partito non significa annuire ogni volta che parla un Dirigente. Si chiami esso pure Palmieri, Pera, Tajani, Baget Bozzo, De Lillo.... e quanti altri ne vuoi. La loro candidatura non l'ho decisa io o altri fra i nove milioni di elettori che incautamente citi. L'elettore puà soltanto andare o non andare a votare, ma non ha deciso lui i nomi che si trova in lista sulla scheda. Spesso si tratta di un voto alla cieca. Bella democrazia! Insomma, sono molte le cose che non vanno e che bisogna discutere. E le discuteremo! Per adesso, mi preme sottolineare agli avversari o “nemici” interni a FI (e diamine se ce ne sono!) che in un partito ci si iscrive innanzitutto per discutere. Non per vendersi l'anima e il cervello all'On. Tizio o Caio. Né mi puoi ribattere: se non ti sta bene, te ne puoi andare! Non lo puoi assolutamente dire questo, innanzitutto perché è anticostituzionale (art. 49 che attribuisce un “diritto” al cittadino, non alla segreteria dei partiti) ed in secondo luogo perché negando al cittadino un diritto costituzionale verresti a legittimare il ritorno alla lotta armata e agli anni di piombo, stagione recente e dolorosa che non voglio qui ricordare oltre. Se ora esprimo la mia critica costruttiva e finalizzata ad una riforma democratica del partito (unitario), non puoi ipoteticamente obiettarmi di farlo "fuori" degli organi di partito. Se ti vai ad informare dai “ragazzi" di Ragionpolitica.it, troverai nei loro archivi la censura sui miei testi. Ragion per cui mi sono costituito un organo di espressione tutto mio. Di strada da fare insieme ne abbiamo molta. Buon fine settimana a te!

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Rendere Forza Italia sempre più forte, «perché rappresenta il vero, grande baluardo della libertà e del rinnovamento morale e civile dell’Italia», come dice Silvio Berlusconi nella sua lettera aperta agli italiani per sollecitarli ad aderire a Forza Italia

Se già non l’hai fatto, aderisci o rinnova la tua adesione a Forza Italia e convinci anche altre persone a seguire il tuo esempio. Più siamo, più forti saremo e potremo incalzare il governo Prodi non solo in Parlamento ma in tutto il paese e, soprattutto, impegnandoci per vincere le elezioni amministrative del prossimo maggio.

Ieri il governo Prodi ha partorito il DICO, versione all’italiana della legge sui pacs. Si tratta di un intervento del governo in una materia dalla quale dovrebbe stare fuori, per lasciarla al dibattito parlamentare. Come molti esponenti azzurri hanno detto, si tratta di un compromesso al ribasso, ambiguo, utile per rinsaldare momentaneamente l’Unione e rimandare la resa dei conti più in là.

Infine, non dimenticare che domani, il 10 febbraio, è la Giornata del Ricordo, in memoria delle vittime italiane uccise nelle foibe dai comunisti. Solo grazie a una legge voluta dal nostro governo tre anni fa, finalmente questa pagina vergognosa è stata rimossa dall’oblio.

Grazie per l’attenzione. Buon fine settimana,


on. Antonio Palmieri
responsabile comunicazione elettorale e internet Forza Italia

L’indirizzo mailing-list@forza-italia.it viene utilizzato dal sistema di spedizione della news-letter. Noi non possiamo in alcun modo leggere l’eventuale posta spedita a questo indirizzo. Ti ricordiamo che se vuoi cancellarti dalla Mailing-list, puoi inviare un messaggio vuoto a: CancellamiDaContatto@forza-italia.it

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Note di commento a margine del documento inviatomi come Mailing-List dall’On. Palmieri:

Poiché «Noi (= Palmieri) non possiamo in alcun modo leggere l’eventuale posta spedita a questo indirizzo», d’ora in poi la mia risposta ed il mio commento alle spedizioni del Ministro della Propaganda sarà fatto in modo pubblico su questo mio Blog. Ed analogo utilizzo farò di tutti i messaggi archiviati e non cestinati: una pubblica disamina del loro contenuto che considero “proprio” dell'on. Palmieri e non del partito di cui rivendico come un diritto costituzionale ex art. 49 cost. la tessera sottoscritta. All’On. Palmieri ricordo che sono sempre pronto ad un pubblico dibattito sui temi della politica e mi permetto di insegnargli che la politica è la sfera della pubblicità. Politica è ciò che si svolge sulla piazza del paese (l’agorà degli antichi) ed è noto a tutti i cittadini, i quali possono darne un giudizio di approvazione o disapprovazione. La sagrestia è la negazione della politica. Pertanto, caro Palmieri, riguardo al tema del giorno, per informarti sulla posizione degli italiani, devi uscire in piazza. Non devi andare in sacrestia per sapere sulle posizioni politiche di "nove milioni di elettori” di Forza Italia, che dici di rappresentare. Intanto fra quei nove milioni ci sono pure io, che la penso un poco diversamente da te. E come facciamo a sapere come la pensano gli altri 9 milioni meno 1? Non basta un voto anonimo e cumulativo ad ogni morte di papa. Intanto ci sei te! E siamo a due meno. Poi mettiamoci un Marcello Pera e siamo a meno tre. Mettiamoci pure la numerosa famiglia dei De Lillo (dieci fratelli di cui uno prete?): se da costoro ci dobbiamo aspettare il “rinnovamento morale e civile”, ci vuole ancora qualche migliaio di anni, ossia molto pochi nella storia della chiesa. E così via. Resta un numeroso elettorato, la cui rappresentanza politica è mera finzione e di cui ci si può arrogare la volontà facendo credere tutto e il contrario di tutto in merito al suo contenuto e alla sua espressione. In Forza Italia “mai” ho potuto assistere a dibattiti e ad assemblee che non siano battimani a favore di chi ha affittato la sala o si veste di onorevole autorevolezza. Il colmo dell’ottusità politica lo trovo in quanti trionfalisticamente sostengono che il truffaldino astensionismo del 75 per cento equivalga ad un pronunciamneto positivo dei si. Più corretto sarebbe ritenere che i 75 abbiano inteso delegare la loro volontà ai 25 che si sono assunti l’onere della decisione e pertanto ben farebbero gli onn. come Palmieri ha considerare seriamente il 25 per cento dei voti espressi. Insomma, vale il principio pirandelliano: “uno, centomila, nessuno”, per esprimere il concetto che la volontà dei più è insondabile ed in pratica vale zero. Mi auguro che il progetto berlusconiano del partito unitario, di cui sono entusiasta, sia l’occasione per una profonda e radicale democratizzazione interna al partito. Se ciò non avverrà, il passaggio dal multipartitismo al bipartitismo non sarà un progresso democratico, ma una gravissima caduta indietro verso un regime dispotico, un sistema bipartico di spartizione del potere che sarà più tirannico e tremendo di quello hitleriano e staliniano. Altro che spauracchio del comunismo. Rischiamo di andare verso qualcosa di peggio.

E chiudo con una riflessione finale, che mi pare qui ben collocata. Assisto anche io ad una caduta verticale della squadra intorno a Prodi, uomo a cui non ho mai potuto dare il minimo credito e la cui ascesa al potere non mi spiego se non come quella del re Travicello, di cui altri hanno bisogno. Non so quanto tempo reggerà. Sono però preoccupato alla vista degli uomini che si apprestano a ritornare sulle poltrone insidiate. Una Moratti di nuovo all’Università? All'On. Mauro (responsabile del partito per l’università) dissi testualmente: che alle prossime elezioni FI vinca o perda per me docente universitario non incluso nella “potente lobby dei professori ordinari” non sarebbe cambiato nulla. Con questo sistema sistema politica in mano alle lobby trasversali (economiche, confessionali, accademiche...)
distribuite in tutti i partiti io vengo sempre e soltanto a perdere. Ai miei quattro lettori voglio ricordare la metafora manzoniana dei polli di Renzo che si beccavano fra di loro pur dovendo tutti finire in cucina! Ne usciremo fuori tutti (di destra, di centro, di sinistra) solo se riformeremo i modi della politica ed avremo imparato a confrontarci civilmente e laicamente (= la religione solo in chiesa e per chi la pratica!) sui temi della cosa pubblica e dell'interesse pubblica, deponendo il pessimo costume di vivere la politica con lo stesso spirito con cui si va allo stadio.

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