mercoledì, febbraio 28, 2007

Ha parlato il sen. Zanda detto Zorro

A conclusione del dibattito sulla fiducia al senato ha parlato buon ultimo per dieci lunghissimi minuti il sen. Zanda, di cui non avrei mai saputo nulla se il suo nome non fosse emerso nel contesto del famigerato e sciagurato emendamento Fuda, per il quale rimando ai nn. 11, 12, 17 e passim del mio lunghissimo Dossier, dove raccolgo tutta la documentazione raccolta da fonti di stampa. Ad evitare ogni rischio di inesattezza o mal informazione non riassumo i termini ed i modi in cui il sen. Zanda, detto Zorro dai suoi Colleghi, entra di peso in una vicenda dove il nome del responsabile di un vero e proprio reato non è ancora venuto fuori, benché abbia impegnato il suo nome il tal senso l’ex PM Di Pietro, che ha per l'appunto ricononosciuto l'esistenza del reato. Conoscendolo dunque nel contesto indicato, lascio immaginare al Lettore quale possono essere state le mie reazioni nel sentire dalla bocca di Zorro le parole “senso del dovere”, “senso dello Stato” e addirittura pronunciare da Zanda il nome di Aldo Moro, che era stato mio professore di diritto penale ossia perfettamente attrezzato a riconoscere il “reato” commesso nelle segrete stanze del Senato, quando si varava la finanziara. Mi immagino che Aldo Moro si sia rivoltato nella tomba a sentirsi chiamare da un aula del Senato, sacrario delle nostre Leggi. Naturalmente, il sen. Zanda ha annunciato che confermerà la sua fiducia al governo ed ha pure ricordato il valore della continuità di governo, già invocato al tempo di Berlusconi. Lo credo bene! Se il governo Prodi non potrà redigere un'altra Finanziaria non ci sarà più lavoro per l’on. Zanda detto Zorro.

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