Che all'estero ci siano "dissidenti" iraniani, ostili al governo iraniani, mi era noto e non mi stupisce che si sian mobilitati o siano stati mobilitati. Li considero assoluti traditori di quello che dicono essre il loro Paese. Innegiano al ritorno dello scià. ossia della monarchia, che neppure formalmemnte può essere definita una democrazia. Ho visto vari filmati di Local team sulle loro manifestazioni: gridano alla libertà. Ma quale libertà? Con quali contenuti? Non l'ho sentito! Non so quanti soldi, quante risorse abbiano impiegato, che certo non mancano loro, ma sono più che convinto che le manifestazioni in corso abbiano una regia esterna. Spero che il governo legittimo resista, senza esercitare una grande repressione, cosa che è appunto ciò che dall'estero si aspetta. Si noti il doppio registro: quando in Italia gruppi di manifestanti, ammesso e non concesso che non siano agenti provocatori infiltrati, si grida a non finire per qualche vetrina rotta, per qualche cassonetto rovesciato, per qualche secchio di letame scaricati alla redazione della Stampa, ma per assai di peggio si plaude a ciò che viene orchestrato in Iran. Eppure la Guida Suprema ha riconosciuto come giuste le manifestazioni contro il carovita, che però è una conseguenza delle sanzioni dell'Occidente, non un risultato della politica governativa. Vedremo. Seguiamo gli eventi come possiamo.
• Si noti il via libera di Piantedosi agli assalti contro le rappresentanze diplomatiche iraniane. Quando si tratta di Israele, ai manifestanto non è permesso neppure l'ingresso nella strada dove si trova l'ambasciata israeliana. Ogni luogo ebraico è iperprotetto! Quando si dice doppio standard!
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