Il varo di una legge ingiusta, assurda, oppressiva che si sta approntano in Senato suscita reazioni nelle piazze, in tutto il Paese. In Senato, nel chiuso del Palazzo, nelle sue segrete stanze, questa volta è ben visibile e presente una Lobby che in questi decenni ha sempre tramato alle spalle dei cittadini, ignaro il popolo sovrano, che poi improvvisamente si ritrova ristretti ed impediti, perfino criminalizzati i suoi diritti di espressione e di manifestazione. Mi dispiace, per pregressi inderogabili impegni, di non poter essere fra i manifestanti, ma ne raccoglierò tutta la documentazione possibile, come questo Documenti del Giovani Studenti Palestinese, ed ogni altrà documentazione "oppositiva ai ddl" che mi giungerà, anche i seguito, integrandola nel Commentario che prosegue delle Audizioni, il tutto collegato in un Sommario che raccoglie tutta la materia omogenea, in modo che possa servire a chi ne ha interesse come un testo organico di studio, a differenza di un libro cartaceo, sempre aggiornato, fino a tutta la conclusione dell'iter, e perfino alle prime applicazioni poliziesche e giudiziarie che seguiranno al varo della legge. Non solo. Andremo anche a ricostruire il precedente della Legge Mancino e dell'istituzione colombiana (Furio Colombo) della Giornata della Memoria, un complessivo disegno egemonico il cui esito ben lo vediamo oggo sotto i nostri occhi: il genocidio in corso, sotto i nostri occhi in Gaza. E non solo.
DOCUMENTO
degli Studenti Palestinesi in Italia
Fonte.
ANTISIONISMO NON È ANTISEMITISMO

28 gennaio

17.00

roma, piazza capranica
Negli ultimi mesi assistiamo a un’escalation sempre più evidente di repressione politica: una strategia che punta a impedire le manifestazioni, a intimidire chi scende in piazza e a criminalizzare il movimento di solidarietà con il popolo palestinese.
È in corso una vera e propria guerra psicologica per scoraggiare la partecipazione, colpire il dissenso e limitare il diritto costituzionale alla libertà di espressione e di manifestazione.
Le mobilitazioni degli ultimi due anni — in particolare quelle di settembre e ottobre — hanno dimostrato la forza di questo movimento: scioperi generali, manifestazioni oceaniche, culminate il 4 ottobre a roma con oltre un milione di persone in piazza per la palestina.
Un numero che ha spaventato il governo.
Non è un caso che proprio in quella fase arriva il cosiddetto “piano di pace” di trump: un piano che di pace non ha nulla, un progetto apertamente colonialista, che punta alla cancellazione di gaza, alla sua “ricostruzione” sulle macerie e all’espulsione del popolo palestinese.
Parallelamente, da destra alla cosiddetta sinistra, avanza un attacco legislativo senza precedenti.
Sono sette i disegni di legge attualmente all’esame della commissione: quelli presentati da massimiliano romeo (lega), maurizio gasparri (forza italia), ivan scalfarotto (italia viva) e, già dal novembre scorso, anche da graziano delrio (partito democratico), a cui si sono aggiunti i testi di fratelli d’italia, movimento 5 stelle e noi moderati.
È particolarmente grave il ruolo di delrio e dei firmatari del suo disegno di legge, che ritenendo “insufficiente” il ddl gasparri 1627, hanno scelto di superarlo a destra, presentando il ddl 1722, che rafforza ulteriormente l’equiparazione tra antisionismo e antisemitismo.
Un salto di qualità repressivo che chiarisce l’obiettivo politico: mettere un vero e proprio bavaglio sulla palestina, colpire il movimento, rendere rischioso e perseguibile esprimere solidarietà al popolo palestinese e denunciare i crimini dello stato di israele.
In questo quadro si adotta la definizione ihra di antisemitismo, secondo la quale:
“L’antisemitismo è una certa percezione degli ebrei che può essere espressa come odio per gli ebrei.
Manifestazioni di antisemitismo verbali e fisiche sono dirette verso gli ebrei o i non ebrei e/o le loro proprietà, verso istituzioni comunitarie ebraiche ed edifici utilizzati per il culto.”
Una definizione che viene strumentalizzata per confondere deliberatamente la critica politica allo stato di israele con l’odio antiebraico, aprendo la strada alla repressione delle piazze, alla censura e alla criminalizzazione del dissenso.
Noi lo diciamo con forza: il movimento per la palestina non è antisemita.
L’antisemitismo è odio verso gli ebrei in quanto tali, e noi questo odio non lo abbiamo.
Esistono in tutto il mondo ebrei antisionisti, che rifiutano che la propria identità venga usata per giustificare occupazione, apartheid e genocidio.
Opporsi al progetto sionista e criticare lo stato di israele non solo è legittimo, è doveroso.
Benjamin netanyahu, responsabile politico dello sterminio in corso a gaza, dovrebbe essere arrestato per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, come affermato dalla corte penale internazionale.
Questo dimostra chiaramente chi è il vero criminale e chi, invece, viene colpito per aver denunciato l’ingiustizia.
Il fatto che in italia si tenti di imporre per legge il silenzio sulla palestina e sulle responsabilità di israele dimostra come gli apparati politici e ideologici israeliani stiano imponendo i propri diktat anche qui, esportando un modello repressivo che punta a normalizzare guerra, occupazione e apartheid.
È in atto un processo di israelizzazione della società, sostenuto dalla stretta repressiva in italia, in cui chi denuncia un genocidio viene perseguito, mentre chi lo commette viene protetto.
Siamo orgogliosamente antisionisti e non permetteremo che decreti repressivi e leggi liberticide ci zittiscano.
Per questo scendiamo di nuovo in piazza.

mercoledì 28 gennaio

ore 17:00

roma – piazza capranica
Non ci faremo zittire.
RASSEGNA STAMPA SELEZIONATA
L'ordine che segue è casuale, prima e dopo l'Evento. Non ripeteremo testi l'uno copia dell'altro o non segnificativi. Se del caso, aggiungeremo una nostra Nota di commento. Se vi sarà un video di Local team lo aggingeremo di seguito e per maggiore evidenza lo pubblicheremo anche come post autornomo.
2.
Contropiano. Notizie sulla Manifestazione in procinto.
3.
Fetore Settobrista. In questi giorni non ci cureremo la nostra consueta Controrassegna della stampa sionista. Li terremo d'occhio, come una sorta di termometro, ma concentremo il nostro tempo e la nostra attenzione sull'iter dei ddl liberticidi. Credo che passerano, a meno che non vi sia una spaccatura in una maggioranza bipartisan, ormai da circa 40 totalmente asservita agli interessi anglosionisti. Altro che Iran! Dovremo abituarci a vivere e sopravvivere in un regime repressivo. A me non piace risalire a
prima del 1945 per trarre analisi politiche per l'oggi.
Prima di quell'anno è storia e le categorie concettuali sono quelle della storia: dopo, solo
dopo di quell'anno possono farsi analisi politiche che valgono per il presente. Usare analisi del
prima ed applicarle al
dopo significa fabbricare ideologia, ed è proprio dell'ideologia che per prima cosa occorre liberarsi, se si vuole uscire dal pantano. Ancora non sono venute fuori tutte le contraddizioni insite nell'Olocausto di
ieri e quelli che saltano fuori dall'Olocausto di
oggi.
– Esilarante quanto disgustoso il carnefice che vuol farsi passare per vittima, e continuare ancora a sfuttare i profitti, patrimoniali ed extrapatrimoniali, immensi, lucrati dall'«Industria dell'Olocausto», non senza una complicità ed una copertura bipartisdan. Ancora oggi però, e lo vediamo con l'iter dei ddl, vi chi regge loro il sacco: i loro volti, i loro nomi, dobbiamo imprimerceli nella Memoria, la nostra, per non cadere poi nello sconforto del fatalismo: quello che è successo, che succede, che sta per succedere hanno nomi e volti di persone, storicamente esistenti, oggi, in carne e ossa.
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