| Ministero Pubblica Istruzione |
Dovendo scegliere un testo base per la nostra analisi optiaoo per una pubblicazione di quello che si chiamava Ministero della Pubblica costruzione e che così ci piace ricordare risposto alla denominazione bislacca oggi assunta. Si tratta addirittura di un fascicolo di ben 96 pagine entro le quali è incardinata la definizione dell'Ihra, che noi pronuciamo all'italiana pensando all'Ira divina davanti a tanta bestialità spacciata per "pubblica istruzione", e per giunta "del merito"! Procederemo leggendo il fascicolo in sequenza, pagina dopo pagina, e via via annotando quello che ci viene in mente. Considereremo a parte, in un distinto post, una dichiarazione sempre di provenienza ebraica, detta Dichiarazione di Gerusalemme, sempre prodotto da soggetti ebraici, e finalizzata a criticare la Dichiarazione IHRA. Prendiamo invece dal Sito dell'Assopace Palestina la Dichiarazione di Gerusalemme. Curioso che il Ministero del Merito, oggi Valditoriano, non abbia pensato per par condicio, ad analoga publicazione per la Dichiarazione di Gerusalemme, salviamo che non ve ne sia riferimo all'interno del fascicolo che ci accingiamo a leggere, con pazienza e contenendo il più possibile la nostra indigazione. La differenza fondamentale e sostanziale fra le due è che la prima è volta a reprimere penalmente chi non non accetta e non si sottomette alla Dichiarazione stessa, mentre la seconda oltre a criticare concettualmente la Dichiarazione dell'IHRA si oppone fermamente ad una disciplina penale della materia. Entrambi partono dall'ammissione che oggi esista un "antisemitismo", cosa che noi qui invece escludiamo, distinguendo rigorosamente tre diversi concetti; antigiudaismo, antisemitismo, antisionismo, che vengono invece confusi strumentalmente, per fini di repressione politica e di ogni forma di disssenso sulla materia, che oggi è fortemente compromessa dall'evidenza empirica ed universale del genocido in Gaza, tuttora in corso e mai più docuemntati in tutto il corso della storia, al cui confronto molto si ridimensiona Auschwitz e la Shoah, cosa che non si vuole ammettere e che costituisce un fronte decisivo ed assai aspro nella propaganda politica della nostra epoca.
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1. Il testo è facile da ribaltare. Basta sostituire la parola Shoah con Gaza, per farlo diventare: «Nessuno ha il diritto di negare o sottovalutare il peggiore crimine nella storia dell'umanità: il genocidio in Gaza tuttora in corso e la Pulizia etnica della Palestina nel 1948.» Gli Studiosi e le Normative approvate convengono nell'individuare nella «intenzionalità» la caratteristica principale ed essenziale per definire il peggiore crimine che si possa immaginare. Finora si è pensato per il nazismo di averne individuata la prova nella “Conferenza di Wannsee”, la cui interpretazione ufficiale, "sterminazionista", è contestata dagli storici revisionisti, bollati come "negazionisti". Noi non entriamo in questa pericolosa disputa, ma rileviamo cià che pare di assoluta evidenza: mai nella storia un genocidio fu più e meglio documentato come quello tuttora in corso a Gaza. Non è qualcosa di passato, come Auschwitz, che occorra narrare e ricordare, ed imprimere autoritativamente nella "Memoria", ma è qualcosa di presente ed attuale che basta soltanto guardare ed appurare con l'evidenza empirica dei sensi. Non è passato, ma è presente! E grande scandalo resta impunito e viene "negato" dal governo israeliano, e dai governi americani ed europei che ne sono "complici". Ulteriori osservazioni possono farsi sul diritto di negare, sottovalutare, affermare, sopravalutare, ma non vogliamo ora dilungarci. Libertà di pensiero significa poi sia diritto di affermare sia diritto di negare, salvo l'apparato probatorio e la sanzionabilità o meno dell'oggetto.

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