sabato, gennaio 24, 2026

Di nuovo le Leggi Razziali in Italia, ma di segno opposto! Audizioni in Senato: 5c. Intermezzo: il ddl n. 1627: Maurizio Gasparri.

 Questa vergogna si svolge nell'Aula del Senato, e lontano dall'attenzione e consapevolezza del popolo italiano, narcotizzato da stampa e televisione di regime. Se nelle piazze non si forma una forte opposizione, per la difesa della nostra Libertà, che abbia perlomeno lo stesso riconoscimento di quella che i nostri Parlamentari accordano ai Manifestanti iraniani, ma autoctona e senza esiti tragici, saranno assai brutti i nostri prossimi anni. È una discussione su ben quattro ddl che sono stati presentati sulla stessa materia: 

Audizioni in merito ai ddl nn.

– 1004,-21 gennaio 2026-57902/Massimiliano Romeo, cofirmatari: Daisy Pirovano, Giorgio Maria Bergesio: presentato in data 30 gennaio 2024 -www;

– 1575-21 gennaio 2026/59355/Ivan Scalfarotto, presentato in data 8 luglio 2025,-www;  

– 1627,-21 gennaio 2026/59943, presentato in data 6 agosto 2025 da Maurizio Gasparri-www 

– e 1722,-21 gennaio 2026/59733, presentato in data 20 novembre 2025 da Graziano Delrio, cofirmatari: Simona Flavia Malpezzi, Alessandro Alfieri, Alfredo Bazoli, Pier Ferdinando Casini, Tatjana Rojc, Filippo Sensi, Walter Verini, Sandra Zampa, Marco lombardo, Carlo Calenda, Luigi Spagnolli -www.

(Contrasto all'antisemitismo).

In questo "Intermezzo" vengono analizzati e passati in rassegna i quattro ddl di cui nelle Audizioni e che dovrebbero venire unificati in un solo testo di legge. Considerata la maggioranza filoisraeliana e "complice", a quanto si dice, di un "genocidio", sempre più riconosciuto come tale, mentre è semplice, mero, banale "conflitto", per i firmatari dei quattro ddl, ci si deve aspettare, si deve temere che sarà approvata una orribile legge liberticida che poco avrà da invidiare alle famose Leggi Razziali che una sua logica, condannabile quanto si vuole, pure l'avevano, mentre qui non si trova la ratio di quella che si annuncia come una vera e propria caccia alle streghe, per giunta nell'interesse e su ordine di uno stato straniero. Per figli, nipoti e pronipoti, per me è sufficiente poter un giorno dire che c'ero, ero presente, sapevo e mi sono opposto nel modo che potevo.

VIDEO WEB DEL SENATO

DDL 1627

5b. <sommario> 5d.


OSSERVAZIONI sul ddl pro IHRA: n. 1627, Maurizio Gasparri. Presentato il 6 agosto 2025. Annunciato nella seduta n. 339 del 10 settembre 2025. Resoconto stenografico. Relatore alla Commissione: Daisy Pirovano: nominata il 30 settembre 2025. Assegnato alla 1ª Commissione Permanente (Affari Costituzionali) in sede redigente il 24 settembre 2025

Titolo completo: Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo.


  1. Ingrandisci

    PAGINA 5. - Dietro le sigle sarà interessante ed esplicativo individuare i nomi e cognomi che dietro quelle sigle si nascondono. Ed è un lavoro che ci riserviamo che ci riserviamo di fare con pazienza certosina, anche per avere un saggio del funzionamento delle istituzioni, che ci opprimono dando a se stesse il nome di democrazia. Ogni meccanismo di potere è e resta sempre potere, comunque lo si voglia chiamare: democrazia, monarchia, dittatura… e quali che sia l'efficienza e la giustizia, spesso condizionati all'interesse ed alla sua natura. Si tenta di presentare l'IHRA come un'istituzione rispettabile, mentre è per sua natura un ente lobbistico ispirato da uno stato che nasce nel 1948 da una pulizia etnica ed un genocidio programmato e costante nel tempo. Per avere piena legittimazione al genocidio si inventa istituzioni come l'IHRA, composta da 35 stati membri, per ognuno dei quali andrebbe fatto apposita indagine, del come e perchè abbiano deciso di far parte di una simile bislacca istituzione.
  2. Si ripetono o forse si copiano gli stessi dati dei precedenti ddl 1004, 1575. Esilarante Gasparri parla, scrive di "aggressioni antisemite" e non vede l'aggressione israeliano a donne e bambini che uccide. Le "aggressioni antisemite" esistono solo nella sua testa. Ciò che vuole impedire è che continuino a svolgersi manifestazioni contro il genocidio ed a sostegno del popolo palestinese, sotto occupazione da oltre 80 anni, ed al quale non si vuole, non vuole lui riconoscere il diritto alla legittima resistenza, anche armata, che in quanto tale non è "terrorismo".  È ben più terroristica l'esistenza stessa dello Stato di Israele, nato con il terrorismo e che vive di terrorismo.
  3. È curioso ed evasivo al tempo stesso il richiamarsi a soggetti e decisione esterni. Non si ha la capacità di dare una motivazione propria ed originale dell'atto repressivo al quale intendono dare vita e che è un atto di ostilità verso tutto il popolo italiano, che naturalmente è all'oscuro dei passaggi parlamentari delle carte, un calderone dove ogni cosa si perde e si nasconde. I cittadini si accorgono del male che viene loro fatto, quando giunge a loro, quando arriva a destinazione, non nel momento e nelle fasi della sua genesi. Per respingerlo occorrerà un atto eguale e contrario, che però non è ipotizzabile se la maggioranza che lo prodotta resta la stessa che dovrebbe abrogarlo. L'unica via per i cittadini è un atto insurrezionale, che però verrà represso anche nel sangue se necessario, oltre che diffamato dai soliti talk show di regime. Se il livello dello scontro dovesse alzarsi restano sempre i cannoni Bava Beccaris / Cazzola. 
  4. Anche qui si demanda all'esempio di Regno Unito ed Austria, e dovremo andare con ricerca separata, per qui non appesantire, a vedere cosa si è combinato in questi Stati indicati come esempi da seguire. Ed è davvero un curioso modo di fare le leggi: così fan tutti!
  5. Poiché il parlamento fa le leggi, i giudici devono applicare queste leggi, non importa quanto inique ed insensate. Trasformano i giudizi in aguzzini destinati ad essere odiati dal Popolo, nel cui nome viene esercitata la Giustizia, una giustizia che opprime e toglie diritti elementare. Vi sarebbe la protezione della dettato costituzionale, ma questo non può essere applicato dallo stesso giudice, bensì rinviato ad una Corte Costituzionale che è pure essa parte della stessa consorteria di potere: difficile che cane morda cane. Le sue sentenze, per le quali i suoi componenti sono strapagati, riguardano in genere quisquilie che non compromettono i rapporti di potere, e la distribuzione del potere e dei privilegi dei regime, o come dicono gli equilibri costituzionali di potere, perno della democrazia.
  6. Benedetto sia internet. Eccola qui la citata «Dichiarazione del Consiglio dell'Unione Europea n. 15213» di ben dieci pagine che ognuno puà scaricare a questo link. Incominciamo a leggerla, e sopresa, subito la prima perla, per le altre che troveremo ci riserviamo trattazione a parte. Si noti, a pag. 2: «Considerano la determinazione dell'Unione europea [che non è uno Stato federale sovrano] e dei suoi Stati membri…»: una sorta gioco a rimpiattino, dove l'uno si nasconde dietro l'altro in un rinvio degli uni agli altri: l'Unione che si richiama agli Stati e gli stai che si richiamano all'Unione. Davvero grottesco come fanno le leggi, svilite al punto da essere derise e di istigazione ai cittadini nel trovare il modo per aggirarle. Ma per non appesantire troppo è giocoforza esaminare a parte "tutti" i rinvii di legge e a disposizione che vengono fatte regredendo all'indietro. Quando si dice incertezza del diritto abbiamo qui un piccolo esempio, dal quale poi si arriva all'attuale legge della giungla inaugurata dal Dittatore (non lo chiamo Imperatore che sarebbe ben altra cosa, anche seria) Trump il Folle.

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