mercoledì, aprile 19, 2006

Cronaca di una campagna elettorale che non si vuol dimenticare

Sono un Tizio che protestò pubblicamente ad una manifestazione dei fratelli De Lillo sul referendum riguardante l'abrogazione delle norme sulla fecondazione assistita. Mi considero un elettore tradito e beffato in quanto più di una volta ho votato candidati che si sono poi rivelati agli antipodi del mio modo di pensare. Mi trovai perciò poco dignitosamente costretto a schiamazzare, essendo stata concessa al pubblico presente la sola libertà di applaudire alle opinioni opinabilissime e politicamente inaccettabili, espressi dai proprietari del microfono e del tavolo di comando della manifestazione. Io ho il solo torto di aver accettato l'invito alla manifestazione e mi guarderò bene per il futuro dall'accettarne di simili senza le opportune cautele. In quell'occasione fu proprio Stefano, di fronte al mio vivace disappunto ed al mio sconcerto, a dirmi di "non votarlo". Ho risposto: «vi manderei tutti a casa!» e farò quanto civilmente e lecitamente possibile perché i De Lillo trovino una voce critica delle loro posizioni.

Assai malvolentieri ho votato alle ultime politiche per Forza Italia, avendo trovato in lista tanti nomi non graditi insieme a quello di Sodano, pure presente all'Hotel Parco dei Principi, esperienza politica per me indimenticabile! Alle passate elezioni del 9 e 10 aprile ho infine inghiottito per senso civico. Apprendo successivamente, ma non posso verificare gli arcana della politica, che a formare quelle liste bloccate sarebbero stati pochissime persone di un ristretto entourage. Sarebbe giusto e doveroso che uscissero fuori allo scoperto, assumendosi la responsabilità di ogni singolo nominativo, dandone motivazione analitica. Spero che il Presidente Berlusconi se mai leggerà questa mia lettera me ne renda merito. Temo però che altri non abbiano inteso inghiottire e tra le cause della perdita di consenso sia ascrivibile anche la vostra posizione sul referendum. Ignoro i criteri con cui vengono formate le liste di Candidati che io al pari di tanti altri cittadini ed iscritti dovrei poi votare senza aver minimamente concorso alla loro candidatura. Nessuno può tuttavia impedire al cittadino militante in un partito la critica ai Candidati proposti e non a lui imposti. Non so ancora se siete risultati eletti, ma sia ben chiaro che io non ho inteso votarvi e mi auguro di non vedervi MAI in Parlamento, dove per il mio modo di vedere potreste fare solo del danno al Paese e al Partito. Ma se per caso foste stati eletti, per giunta con il mio voto forzato, avrò il diritto di criticarvi per tutta la durata della legislatura in quanto NON mi rappresentate in ciò che penso e voglio. Ad esemplificazione di quanto qui affermo addito ai vertici del partito il nome di Pietro Fuda indicato prima come l'anima stessa di Forza Italia nel reggino, eletto alla presidenza della Provincia con i voti di Forza Italia ed ora trasmigrato dall'altra parte: lo troveremo in Parlamento sui banchi del centro-sinistra. E' profondamente sbagliato e fallimentare considerare l'eletto il solo depositario del partito e del simbolo di FI: alle frequenti "riunioni degli eletti" devono poter partecipare tutti gli iscritti che lo vogliano! Degli eletti, portatori di interessi loro personali, occorre diffidare. Su di essi occorre esercitare un costante controllo politico, cosa che può fare solo una base del partito libera, politicamente formata ed in grado di potersi esprimere.

Questo testo viene da me rivisto a distanza di tempo e trasformato da una lettera aperta e soggetiva destinata al deputato da me votato in una forma oggettiva generale e astratta. Di quella manifestazione, di cui vorrei avere la registrazione, che credo esista, giudico gravi e da porre agli atti i seguenti aspetti: a) che sia stata disattesa la direttiva nazionale del partito che lasciava ad ognuno libertà di coscienza. Fu usata in quell'occasione il logo di Forza Italia; b) il tentativo di occultare la responsabilità politica del grave fatto; c) lesa maestà verso il popolo italiano dichiarato ignorante in quanto incapace di comprendere i quesiti referendari; d) un appello al pubblico con in quesito: "siamo o non siamo cattolici". E mi pare che basti, ma vorrei avere la registrazione della manifestazione pubblica.

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