martedì, aprile 11, 2006

Dall'altra sponda: critica al trionfalismo di Di Pietro

L'On. Di Pietro, ringraziando i suoi elettori (poco più del due per cento), parla di "battaglia per la legalità", o qualcosa di simile. Giunto lui è assicurata quella legalità che finora evidentemente è mancata, quasi che il Parlamento in questi cinque anni avesse sfornato castagne o pizze e non leggi che per l'appunto sono "legalità" e diritto vigente. Potranno cambiarle, se vogliono, ma se lo faranno in modo capriccioso e arbitrario o vendicativo aumenteranno l'»incertezza« di quel diritto di cui l'Italia si dice sia patria (del diritto, cioè, non della sua »incertezza« o del suo contrario). Apprezzo il fatto di essere nell'indirizzario dell'On. Di Pietro, ma questo non significa che lo abbia votato. Ed in effetti non l'ho votato malgrado una certa simpatia umana che mi ispira. Leggo i messaggi che mi manda e qualche volta, come in questo caso, rispondo su entrambi le sedi: sul suo sito, dove suscito talvolta i commenti non sempre cortesi dei suoi fans, e su questo sito che è mio proprio e dove sono libero di organizzare al meglio le mie opinioni politiche. Negli opposti poli ho notato una certa simmetria fra la soddisfazione di Lorenzo Cesa e di Antonio Di Pietro: ognuno annaffia il suo orticello. Gli interessi del paese (quelli oltre il 90 per cento) appaiono sullo sfondo lontani e tutto sommato poco importanti.

Ecco dunque la mia risposta a Di Pietro che ho redatto in forma abbastanza ermetica per non urtare la suscettibilità dei suoi elettori che pensano di avere qualcosa di cui festeggiare:

CIECO TRIONFALISMO

Con tutto il rispetto e senza intenzione polemica il mio commento è: Mah! Un trionfalismo analogo l'ho trovato in Lorenzo Cesa che per la mia parte politica ho appena finito di criticare nel mio ultimo post. Ciò che io invece mi auguro è che l'inedito risultato elettorale, che significa una DELEGITTIMAZIONE di qualsiasi governo venga fuori, serva ad insegnare agli italiani di considerare la politica in modo diverso dal gioco del pallone, dove si fa il tifo per l'una o per l'altra squadra. Serva a far smettere di guardare in cagnesco chi ha commesso il crimine di aver votato diversamente e di pensarla (quando pensa) diversamente. Il governo di un paese non è il gioco del pallone. Esiste una legalità ed una legittimità: non so se l'ex PM Di Pietro conosce questa distinzione. Probabilmente no! Ma è fondato sulla legittimità il patto che ci unisce, non sulla legalità che può essere facilmente rivoltata dall'una o dall'altra parte. Ne va di mezzo la convivenza civile del popolo italiano, il mantenimento dell'ordine pubblico e della pace fra i cittadini, le ragioni profonde della solidarietà e della coesione sociale.

Auguri!

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Alla mia incursione nella lista Di Pietro (non moderata) è seguita una reazione tanto irriguardosa quanto non pertinente al contenuto del mio testo. L'episodio mi ha convinto che non vale né la pena né il tempo impiegato la mia frequentazione della lista dipietrina. Mi sono cancellato dalla lista, dopo aver preso commiato con il seguento testo:

COMMIATO

Ricevo la mailing-list dell'on. Di Pietro per iniziativa dello stesso Di Pietro, i cui interventi pubblici ho apprezzato qualche volta ed altre volte ho invece criticato. Da qui è nata su sua personale iniziativa l'iscrizione alla sua Mailing-List. Mi rendo conto che la mia permanenza in una sito di suoi entusiasti sostenitori possa essere una nota stonata, fuori del coro. In linea di principio, ritengo che un civile confronto fra punti di vista politici diversi possa essere fecondo. La polemica faziosa mi sembra oltre che inutile una secca perdita di tempo prezioso.

Ho registrato almeno due casi di reazioni che con i miei argomenti non ci... azzeccavano. Se con i miei commenti critici, non entusiastici, posso aver dato inavvertitamente adito a reazioni piuttosto irriguardose, me ne rammarico e starò più attento per il futuro, soprattutto quando giuoco fuori casa.

Non volendo però registrare una terza replica dello stesso tenore, prendo commiato dalla mailing-list, autocancellandomi. Pur non avendo votato per Di Pietro, non ho difficoltà ad esprimere l'augurio che possa operare bene nell'interesse del paese. Non mi "brucia" (termine sciocco, offensivo e irritante usato da un signore della lista) la sconfitta a me attribuita, semplicemente perché non ho nessun interesse personale legato al risultato elettorale. Per me personalmente cambia poco o nulla: non ho mai portato a nessuno la borsa né campo di politica né MAI ho guadagnato una sola lira con la politica. Non temo neppure che con la nuova legalità che si annuncia io possa venire iscritto in qualche lista di proscrizione per essere semplicemente di un diverso orientamento politico da quello dell'on. Di Pietro, che per fortuna non è più un PM.

Nel prendere commiato, ricordo infine che la mia militanza politica si svolge non in un partito del 2 per cento, ma in un partito che pur avendo perso rispetto alle precedenti politiche ha il 24 per cento e resta pur sempre il partito di maggioranza relativa. Come militante di Forza Italia, giudico provvidenziale l'esito elettorale proprio ai fini interni partito, che per alcuni anni non sarà gravato dal peso del governo e potrà riorganizzarsi. Se lo cose andranno secondo i miei intendimenti, confido che alle prossime tornate elettorali FI potrà risalire a ben oltre il 30 per cento ed assicurare al Paese le riforme di cui ha bisogno.

Distinti saluti

Antonio Caracciolo
Coordinatore provinciale dei Clubs di FI di RC

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