martedì, aprile 04, 2006

Dibattito sull'ICI

Con dei "copia ed incolla" intendo raccogliere in questo post tutto quello che trovo su questa faccenda dell'ICI che mi sembra la cosa più seria finora emersa dalla campagna elettorale. L'impegno è solenne e formale. Mi viene il sospetto che le polemiche dei giorni successivi all'annuncio a sorpresa di Berlusconi abbiano lo scopo ddi distogliere l'attenzione su un tema concreto che interessa l'87 per cento degli italiani, di destra e di sinistra. Non credo che quest'ultimi siano più felici di essere tassati di un odioso balzello. Seguirò la vicenda sperando che non si risolva in una bolla di sapone. Chi vuole rivisitando questo post potrà trovarvi una specie di notiziario. Intanto, cliccando sul titolo, si accede sul sito di Forza Italia dove è riportata la notizia ufficiale che sta già scatenando le reazioni degli avversari politici. Noto che la mia congettura sulla lotta all'evasione come mezzo per reperire le risorse necessarie era una misura già prevista nel momento in cui la proposta veniva fatta. Era del resto una cosa facile da pensare. Se la lotta all'evasione può essere indicata come una risorsa a cui attingere (Prodi), perché non utilizzarla per uno scopo specifico (abolizione dell'ICI) indicando i comuni come gli esattori della risorsa compensativa. Secondo me, ha fatto male Prodi a usare questo argomento che con maestria gli si è potuto ritorcere contro. Curioso che non venga rigettata per l'ICI da Prodi che della lotta all'evasione aveva fatto la sua principale fonte di approvvigionamento di risorse finanziarie. Curioso pure che l'abolizione dell'ICI era stata addirittura proposta da Bertinotti, ma che a prometterne la realizzazione sia ora Berlusconi con il consenso degli alleati: su questo non fanno la fronda. Casini dice di averlo lui detto per prima venti giorni fa. Incongruo il commento di Bertinotti: perché non è stata fatta prima durante i cinque anni di governo? Ma quante cose si dovevano fare prima! Ed in ogni caso Bertinotti può dispiacersi se viene fatta adesso? Meglio tardi che mai! Ovvero pensa che sia pura demagogia? Ed allora quando la proponeva lui, che non poteva farlo, non era demagogia?

In questa campagna elettorale sta succedendo di tutto. Non mi aspettavo da Berlusconi che desse del "coglione" a qualcuno, ma in questo non già a chi non vota per lui e vota invece per Prodi, ma a chi non sa valutare il suo interesse. Sull'espressione gergale si è aperta per qualche giorno una grande bagarre, che puzzava di strumentalizzazione lontana un miglio. In questa campagna elettorale anche io sono schierato, ma pur stando lealmente nel campo che mi sono scelto (fino a quando, ripeto, non verrò cacciato, cosa che non credo avverrà), sono capace di autonomia di giudizio. Se mi ascoltasse, darei buoni consigli a Berlusconi, o almeno quei consigli che ritengo buoni. Aggiungo che, a mio avviso, l'offesa non c'è per nessuno. Se volessi io esprimermi in un linguaggio ancora più pesante che non oso per una scelta di castigatezza del linguaggio da tenere in questo sito e che chiedo anche ad eventuali commentatori, darei espressione volgare ma efficace alla condizione di tutti gli elettori italiani, non importa se di destra o di sinistra. Da anni sento il peso di una rappresentanza politica che non mi appare meno tirannica di quante ne sono esistite in passato. Uno dei mei autori, il calabrese Francescantonio Grimaldi, scrisse dieci anni prima che scoppiasse la rivoluzione francese tre umanissimi volumi sull'ineguaglianza tra gli uomini. Sosteneva che le forme dell'ineguaglianza e dell'oppressione su di essa fondata possono mutare nel tempo, ma sono costanti sotto ogni cielo ed in ogni epoca. Che un qualsiasi deputato abbia più a cuore la mia sorte che non la sua posizione di potere, conseguita senza andare troppo per il sottile, è una bufala che lascio credere a chi non vuol fare uso della sua intelligenza o non ne possiede affatto. Impegnandosi in politica, non importa da quale parte, bisogna trovare rimedi ad un male che sembra necessario ed inevitabile. Gli elettori (da destra a sinistra e da sinistra a destra) dovrebbero innanzitutto trovare una loro solidarietà superiore e più forte a quella che i parlamentari, autentico ceto del privilegio, hanno fra di loro. Se non sappiamo fare questo (e mi ci metto pure io), ecco che siamo per davvero degli autentici coglioni, o se preferiamo un'immagini meno icastica identifichiamoci tutti con i polli di Renzo.

Ho visto l'altra sera a Ballarò un Fini e Casini che ai miei occhi hanno ben retto il confronto con Rutelli e Fassino. Credo che quest'ultimi di proposito abbiano voluto evitare un nuovo confronto a Matrix. Non credo alle loro motivazioni con le quali spiegavano perché non si sono recati alla trasmissione. I politici mentono abitualmente e specialmente quando non possono essere smentiti. Dopo il diversivo sui coglioni d'Italia il dibattito è proseguito sull'ICI e Fini ha molto insistito sulla lotta all'evasione fiscale come risorsa per finanziare l'abolizione dell'ICI che viene a costare due miliardi e trecento milione. L'obiezione di Rutelli si è basata sulla copertura finanziare che dovrebbe essere specifica e non generica come sarebbe la lotta all'evasione. Non voglio però fare io il resoconto di ciò che hanno detto e che può leggersi meglio altrove. Voglio soltanto commentare il fatto che gli elettori potranno pronunciaris sulla decisione politica di abolire o non abolire l'ICI. Penseranno poi gli esperti finanziari a trovare la giusta copertura. Intanto qui si vota sulla legittimità o non legittimità di una tassazione sulla casa, ovvero sul giaciglio. Credo che ci si possa orientare sulla sostanza politica della questione. Senza voler insultare nessun mio concittadino io vorrei idealmente riportare la loro attenzione su questo quesito: ICI si, ICI no. Su questo quesito io baso la mia partecipazione al voto e la mia dichiarazione a favore di Berlusconi. Per il resto, continuerò per quanto mi sarà concretamente possibile la mia lotta interna a Forza Italia. Tutti noi coglioni d'Italia dovremmo alla fine capire che se non vogliamo scannarci l'un l'altro, dobbiamo cercare di ragionare con la nostra testa nel partito che ci siamo scelti. Dobbiamo essere in grado di produrre una nuova classe politica. Il cammino è lungo e dobbiamo procedere per gradi.

RASSEGNA STAMPA CON EVENTUALE MIO COMMENTO IN MARGINE ALL'ARTICOLO

1°) IL RESTO DEL CARLINO: 4 aprile

GALLETTI AL CONTRATTACCO

"L'Ici è la tassa più iniqua
Abolirla è sacrosanto"

L'esponente dell'Udc risponde così al sindaco Cofferati, che aveva criticato la proposta del premier definendola demagogica

Bologna, 4 aprile 2006 - "Il sindaco Cofferati e i leader del centrosinistra hanno finalmente gettato la maschera: schierandosi per il mantenimento dell'Ici sulla prima casa, dimostrano di essere un vero partito delle tasse".

Il capogruppo dell'Udc nell'Assemblea legislativa dell'Emilia Romagna Gian Luca Galletti controbatte così al sindaco di Bologna Sergio Cofferati che, stamattina, ha bollato come 'demagogica' la proposta di cancellare l'Ici, lanciata nel corso del duello tv dal premier Silvio Berlusconi.

«L'Ici sulla prima casa è l'imposta più iniqua che esiste nel nostro sistema fiscale - continua Galletti - perché colpisce l'85% delle famiglie italiane che, con molti sacrifici, hanno acquistato la casa, investendo tutti i loro risparmi".

Abolirla, dunque, secondo l'esponente dell'Udc è una "proposta sacrostanta. È strumentale, invece, chi come Cofferati, ancora una volta, ricorra alla menzogna, minacciando i cittadini di tagliare i servizi sociali essenziali", prosegue Galletti.

Che bolla come "demagogica e populista" la recente scelta di sindaco di rendere gratuito l'ingresso in tutti i musei civici della città.

2°) L'UNITA': 4 aprile

04.04.2006
«Abolirò l'Ici». Prodi: balle
di red

«Gli elettori non crederanno mica alle balle». Sostenuto dai sindaci del centrosinistra che denunciano il rischio bancarotta e la cancellazione dei servizi ai cittadini, il leader dell’Unione replica così alla nuova promessa di Berlusconi sull’abolizione dell’Ici. Il tema del day after dell’ultima sfida televisiva è inevitabilmente questo: da una parte il centrodestra elude le cifre esatte delle sue chimere elettorali, dall’altra il leader del centrosinistra incalza, ricordando che gli elettori «ci hanno già creduto una volta e hanno avuto le conseguenze. Ora gli elettori si sapranno regolare. Quando ho fatto la vera domanda, cioè dove pensa di trovare i soldi, Berlusconi non ha neanche provato a pensarci e ha proposto un'altra riduzione di imposta. Ora non devo più chiedergli dove trova 35 miliardi di euro, ma dove trova 45 miliardi di euro. Un giorno o l'altro risponderà».
Per ora, tuttavia, il premier non spiega. Ha altro nella testa: insulti, soprattutto. «Abolire l'Ici è una scioccheza da 2,5 miliardi», si limita a dire.

Ai numeri ci pensa invece il suo responsabile economico Renato Brunetta. La ricetta: vendere il patrimonio immobiliare dei Comuni. Una sua vecchia fissazione, già sbugiardata dagli alleati: «Se i governi locali privatizzassero in tutto o in parte o mettessero a rendimento di mercato i 500 miliardi in valore dei loro asset, essi potrebbero non solo eliminare tutti i loro debiti, ma anche avviare enormi investimenti». E gli alleati? Adolfo Urso di An è il primo a salire sul carro del miracolismo presidenziale: «Il rilancio di Berlusconi si basa su due proposte forti di Alleanza Nazionale: la maggiore presenza delle donne nell'esecutivo e l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Ancora una volta è la destra che segna la strada per vincere»

Certo Berlusconi almeno un risultato sembra averlo raggiunto: far parlare ancora una volta di sé. E sei suoi numeri, anche se poco plausibili. Secondo Piero Fassino, la trovata dell’Ici «è stato il tentativo disperato di recuperare una serata che aveva visto prevalere nettamente Prodi. Si è parlato di fisco e di tasse per metà trasmissione ma Berlusconi ha lanciato la sua boutade all'ultimo minuto quando non si poteva più chiedergli come intende finanziare e garantire ai comuni l'introito dell'Ici e come evitare che si taglino molti servizi come gli asili, l'assistenza agli anziani e ai disabili». Ora «Berlusconi ha il dovere di spiegare come intende sostituire l'abolizione dell'Ici». Per l’Unione un buon proposito per i prossimi giorni: «Non partecipiamo al gioco di chi la spara più grossa: cerchiamo di affrontare le cose con serietà, grado di realismo ed ogni volta avanziamo una proposta indichiamo anche come intendiamo finanziarla».

3°) IL GIORNO: 4 aprile

LA RIVOLTA DEI SINDACI

"Così si tagliano i servizi essenziali"

Da Cofferati a Veltroni a Chiamparino, è un coro di proteste: "Non è più nemmeno demagogia, ma pura irresponsabilità"

SERGIO COFFERATI, sindaco di Bologna
"Ipotizzare l'abolizione dell'Ici senza indicare dove e come reperire risorse alternative non è più nemmeno demagogia ma vera e propria irresponsabilità". Lo ha detto il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati in merito all'intenzione di voler abolire l'Ici lanciata dal premier Silvio Berlusconi.

VALTER VELTRONI, sindaco di Roma
"L'Ici è un'imposta dei Comuni che porta un gettito di 3 miliardi di euro in Italia e 300 milioni di euro nella Capitale. Si ha il dovere di dire come si compenserebbero queste minori entrate, altrimenti significherebbe taglio drammatico di servizi essenziali per i cittadini".

SERGIO CHIAMPARINO, sindaco di Torino
"Quella di Berlusconi è una trovata puramente demagogica. Se davvero lo volesse fare dovrebbe sostituire l'Ici con un'altra imposta per mantenere i servizi essenziali garantiti dai comuni. Per esempio in unacittà come Torino, senza l'Ici il comune potrebbe solo pagare gli stipendi ai dipendenti, tutto il resto salterebbe"

SECONDO AMALFITANO, coordinatore piccoli comuni dell'Anci
"Il presidente del Consiglio chiarisca come intende risarcire i Comuni del taglio annunciato alle loro entrate abolendo nella sostanza l'Ici. In mancanza di fondi compensativi 12 milioni di italiani sono a rischio di estinzione. Al silenzio risponderemo con la mobilitazione dei 5.800 sindaci dei piccoli Comuni italiani, che spiegheranno ai loro cittadini l'attentato che si sta perpetrando ai loro danni in nome di una manciata di voti''.

4°) RAI NEWS: 6 aprile
Elezioni. Abolizione Ici, Prodi: e' solo un tentativo in zona cesarini

Romano Prodi


Roma, 6 aprile 2006
"Sono tentativi di fare gol in zona Cesarini, ma il fischietto dell'arbitro lo hanno in bocca gli italiani". Il leader dell’Unione torna a bocciare la proposta di Silvio Berlusconi di abolire l’Ici.

"Promettere e' facile - spiega nell'intervista all'Unione Sarda - E' mantenere gli impegni con responsabilità che segna la differenza tra chi fa politica e chi la usa".

"Il giustizialismo non è nel mio dna, né in quello del centrosinistra. Non c'è bisogno di far tintinnare le manette nei confronti di nessuno".

"Le imposte servono a fornire servizi essenziali per le persone e le famiglie, bisogna cambiare il concetto che le tasse siano solo un prelievo forzoso da parte dello Stato. C'è bisogno di una seria riforma fiscale che aiuti le famiglie e le imprese. Pagare le tasse è un dovere civico, non pagarle un crimine che danneggia la società intera".

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Proprio non ci siamo: la mia distanza è massima. Se prelevano cento lire dalle mie tasche, non ne ritornano cento e neppure vanno tutte quante al mio vicino di casa più bisognoso. Tanto valeva lasciarli nelle mie tasche. Almeno qualche lira resta nelle tasche di Prodi e del suo entourage, tanto più che vuole costituire tante nuove commissioni, certamente non a costo zero. Tra democrazia e tassazione vi è un nesso inscindibile e sostanziale. La polemica contro "Roma ladrona" aveva ed ha un suo senso logico. Come meridionale non ho mai avuto paura della propaganda della lega. Ho pensato subito ad un modo efficace per estirpare la piaga del clientelismo e della corruzione che affligge gran parte delle amministrazioni meridionali. l'ICI fu una bella trovata di Amato insieme con quella del prelievo notturno dai depositi bancari degli italiani (anche quelli di sinistra) che mai in modo più appropriato fece meritare ad un governo l'appellativo di "ladro". Di fronte ad un governo "ladro" come indignarsi se chi può evade il fisco? Ricordate l'esito del referendum sul prelievo forzoso dagli stipendi a reddito fisso? Evidentemente, gli italiani non sono uguali nella loro libertà di pagare o non pagare le tasse.

5°) LA GAZZETTA DI SONDRIO: 8 aprile 2006

CS
Riceviamo dal Comune di Sondrio:
In merito a quanto riportato dalla stampa circa la proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri sulla possibile abolizione dell’ICI sulla prima casa il Sindaco Bianca Bianchini e l’Assessore alla Programmazione economico/finanziaria Francesco Venosta precisano quanto segue:
“Il Comune di Sondrio è in piena sintonia con la proposta del Presidente del Consiglio tanto che la Giunta comunale ha approvato la riduzione dell’0.5‰ dell’ICI sulla prima casa e rientra nelle previsioni dell’Amministrazione provvedere ad un’ulteriore riduzione dell’0.5‰ per il prossimo anno portando in questo modo l’imposta sulla prima casa al minimo consentito dalla normativa vigente.
Consideriamo, infatti, un forte segnale di sensibilità sociale abolire una tassa che grava anche su chi non produce reddito, ed in questo senso si è orientata la nostra azione amministrativa. Non possiamo quindi non condividere un cammino sul quale siamo già impegnati.
Il venir meno dell’ ICI sulla prima casa impone certamente di trovare altre forme di reperimento di entrate, come peraltro ha affermato lo stesso Presidente Berlusconi, indicando maggiori trasferimenti dallo Stato uniti ad una più incisiva attività di controllo da parte degli stessi enti locali. Non dimentichiamo che recenti interventi normativi hanno incentivato l’attività di verifica in materia tributaria da parte dei comuni, conferendo agli stessi maggiori poteri.
CS
Annotiamo: se non fossimo stati in campagna elettorale non ci sarebbe stato tutto quel polverone sulla questione dell'ICI.
Un'aggiunta la facciamo lo stesso. D'accordo sull'abolizione dell'imposta "su un bene strumentale" essenziale per qualsiasi famiglia. Si potrebbero però escludere dal beneficio le prime case classificate di lusso (NdR)

6°) METRO: 5 aprile

05/04/2006 10:27

Firenze, 5 apr. - (Adnkronos) - "Senza Ici i Comuni chiudono e chiuderebbe anche il Comune di Greve in Chianti". Lo afferma la giunta del comune chiantigiano, guidata dal sindaco Marco Hagge, dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "L'Ici sulla prima casa porta alle casse del Comune circa un milione di euro e sono tutti soldi che vanno a coprire le spese necessarie per assicurare i servizi per i cittadini - afferma l'amministrazione grevigiana - Senza quel milione di euro non saremo piu' in grado di sostenere i genitori dei bambini che vanno a scuola: le quote di asilo nido, mensa, pulmini raddoppierebbero, creando veri e propri drammi sociali".

7°) IL CORRIERE DELLA SERA: 8 aprile

Ici
«Su l’Ici il premier ha copiato dai comunisti»
sabato 8 aprile 2006.

Pannella: «La clamorosa trovata l’ha trovata nell’archivio di Rifondazione Comunista, dove giaceva dal 2000»

ROMA - L’abolizione dell’Ici? E’ un idea che Berlusconi ha preso dai comunisti. Lo dice senza ironia il leader radicale Marco Pannella che spiega: «La clamorosa trovata del nostro davvero unico Presidente del Consiglio, l’ha trovata nell’archivio di Rifondazione Comunista, dove giaceva dal 2000». Pannella, poi aggiunge: «Non contento di avere sistematicamente fatta promozione e propaganda in tutte le nostre abitazioni, da molti anni, e ad un ritmo chaplinesco in questi ultimi mesi, dei suoi "komunisti" mangiatori di bambini bolliti e del per lui bollito Romano Prodi, ha sparato come grande bomba elettoralistica nè più e nè meno che quanto previsto sin dal novembre 2000 nella proposta di legge di Rifondazione comunista, a firma Bertinotti, Giordano, De Cesaris e tutti i deputati del gruppo dal titolo: "Norme per l’esenzione d’imposta comunale sugli immobili - Ici - sulla prima casa di abitazione". Non sappiamo ancora quali saranno le eventuali correzioni e gli aggiornamenti che il presidente del Consiglio in versione proletaria si accinge ad apportare». TROVATA - L’esponente della Rosa nel pugno conclude: «Ad onor del vero l’ispirazione e la trovata odierne potrebbero risultare più serie ed interessanti delle altre, sfornate a ritmo quotidiano. La sua fonte odierna merita indubbiamente maggiore attenzione di quella usuale, creativa, del maitre à penser Giulio Tremonti». 04 aprile 2006

8°) NUOVA AGENZIA RADICALE < IL GIORNALE: 8 aprile

Rimandi / Gli inganni del Professore
News del 08-04-2006
In tema di soldi e di tasse non c'è alcun dubbio che la sinistra è in affanno mentre l'affondo di Berlusconi sull'abolizione dell'Ici, una tassa odiosa e iniqua perché grava anche sulla prima casa, ha centrato il segno.
Poco importa che i sindaci diessini, Cofferati e Veltroni in testa, si siano affannati a dire che senza il gettito dell'Ici essi saranno costretti a tagliare l'assistenza agli anziani, le mense ai bambini, le cure ai malati.

È stato facile rispondere loro meno sprechi, meno auto blu, meno consulenze per gli amici, meno enti superflui che servono solo ad alimentare il clientelismo. L'Ici può essere abolita; questo è un punto fermo e chiunque vinca dovrà tener conto del problema.

Nelle varie apparizioni televisive Prodi ha propalato bugie, contraddizioni, inganni da quattro soldi che non possono essere giustificati - come ha detto lui - da «errori di comunicazione».
Altro che errori di comunicazione! Sono raggiri veri e propri.

Quando Prodi dice di voler abbassare dal 27 al 20 per cento l'imposta sugli interessi maturati sui depositi di conto corrente, dice una cosa buona a gettare fumo negli occhi della gente ma di nessun valore economico.
I depositi in conto corrente riguardano cifre modeste perché nessuno è così sciocco da lasciare in conto corrente anche solo qualche migliaio di euro.

Su queste cifre modeste le banche pagano interessi dello 0,25,- 0,30 per cento che di solito non coprono nemmeno le spese di gestione.
Tassare questi interessi del 27 o del 20 per cento significa parlare di centesimi, e non figuratamente.
E' un argomento che svela che Prodi, Fassino e Rutelli che lo ripetono, considerano gli italiani o schiocchi o ignoranti.

Altro tema altro inganno: l'affermazione che saranno tassati solo i BOT e i CCT di nuova emissione e non quelli già emessi.
Ma i BOT e i CCT già emessi non sono a cent'anni: sono a tre mesi, sei mesi, un anno, tre anni al massimo.
Questo vuol dire che nel giro massimo di tre anni almeno l'80 per cento dei titoli già emessi dovranno essere rinnovati pagando l'imposta maggiorata.

Terzo tema e terzo inganno: i proventi che verrebbero da una seria lotta all'evasione fiscale.
La verità è che dalla lotta all'evasione non è mai uscito più di qualche spicciolo: si fa per scoraggiare i potenziali evasori ma nessuno pensa seriamente che possa contribuire a sanare i buchi di bilancio.
Nel suo intervento televisivo Prodi ha detto una bugia spacciando per imposta evasa la massa di imponibile non denunciato scoperto dalla Guardia di Finanza.

Questo imponibile è oggetto di tutti i ricorsi che potete immaginare.
Quello che alla fine resta viene messo a ruolo ma l'esazione è tutt'altro che certa perché in misura notevole si tratta di evasori che non hanno pagato non per mettersi dei soldi in tasca ma perché le loro attività non rendevano tanto da pagare.

Le vecchie agenzie che appaltavano l'esazione delle imposte (ora il servizio è stato assunto dalla stessa Agenzia delle Entrate) non facevano che lamentarsi perché spesso il ricavato non copriva le loro spese.
La lotta all'evasione costa.
Costa la Guardia di Finanza,costano le commissioni tributarie, costa l'esazione, costano i fallimenti con cui spesso si conclude l'intero iter.
Pagare anche in parte i cinque punti del famoso cuneo fiscale con il recupero dell'evasione è semplicemente una bufala.

Due parole su questo famoso cuneo. Prima di tutto: quanto vale? Diecimila o 20mila miliardi? Prodi non ha mai fatto una cifra.
Ha detto solo di tagliare di cinque punti il costo del lavoro. Perché - aggiungo io - lo ha promesso a Montezemolo e ai suoi amici che lo ripagano con l'appoggio dei loro giornali.

Ma anche la destinazione è incerta perché Bertinotti vorrebbe che finisse nella busta paga. Insomma è tutto incerto: quanto sarà, dove si troverà la copertura, a chi finiranno i soldi.
Una cosa sola è certa: che una bella stangata si abbatterà sul ceto medio chiamato a pagare i debiti dei ricchi e le difficoltà della fascia bassa della popolazione.

L'ultimo inganno di Prodi (ma ultimo per questo elenco perché tutta la campagna elettorale di Prodi è stata una menzogna) riguarda proprio l'Ici.
Prodi ha detto che abbasserà l'Ici ma ha sempre aggiunto che saranno riveduti gli estimi catastali che effettivamente sono molto bassi. Proviamo a fare il conto: moltiplichiamo per due i valori immobiliari segnati in catasto e diminuiamo di un decimo o di un quinto la percentuale d'imposta. Il risultato è semplice: mettete le mani in tasca e pagate.

(°da "il Giornale" 8 aprile 2006)

Stefania Craxi

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