domenica, aprile 16, 2006

Le bestialità di Giovanardi

Ascolto la solita rassegna stampa di Radio Radicale, oggi fatta da Daniele Capezzone ed al quale mando questo post. Sento di Giovanardi che dice una sequenza di sciocchezze una maggiore dell'altra. Le sciocchezze sono spesso innocenti ed ognuno di noi ne dice molte ogni giorno. A volte ce ne accorgiamo un momento dopo ed in tal modo, riconoscendole per tali, progredisce la nostra consapevolezza critica. Quelle sciocchezze che non troviamo ce le portiamo addosso – come le famose pulci dell'indovinello antico – e restano nella nostra mente. Ma altre sciocchezze come quelle che sento oggi da Giovanardi non sono innocenti ed assumono i connotati delle bestialità, che sono pure delle sciocchezze ma prive dell'innocenza.

Giovanardi fa un trionfalismo fuori luogo sui risultati elettorali, difende la legge elettorale e così facendo ne riconosce la vera paternità nell'UDC piuttosto che in Calderoli, che ha definito la legge una "porcata", producendo un neologismo, il "porcellum" che si affianca al "mattarellum" usato per definire la precedente legge elettorale. Altra bestialità di Giovanardi è quella di ritenere che con questa legge i cittadini siano stati favoriti nello scegliere il loro partito, come se prima non lo avessero potuto scegliere. E' vero il contrario. Chi legge il mio blog può sapere come fino all'ultimo sono stato tentato a non votare il mio partito proprio per questa legge elettorale a liste bloccate con candidati che dovevano essere votati in blocco: prendere o lasciare. Fino all'ultimo giorno ero intenzionato a lasciare perché ho trovato in lista clericali alla Giovanardi: i fratelli De Lillo e il Sodano fratello del cardinale, per non dire di altri. Quindi, esattamente il contrario di ciò che dice Giovanardi. I miei nervi sono stati messi a dura prova. Non ho votato e non credo che voterò mai per gli alleati dell'UDC, ma è certo che basterebbe il nome in lista di Giovanardi per scappare via di corsa. La logica del maggioritario comporta la pratica delle alleanza, ma il maggioritario a cui io penso si limita a due o tre grandi partiti all'interno dei quali possono esservi tendenze molto diverse che si confrontano e si compongono in votazioni interne su punti programmatici. La coalizione è un maggioritario a compartimenti stagno dove io non avrò mai la possibilità di cantarle ad un Giovanardi. E' un sistema del ricatto, dello sgambetto, delle furbate. Bisogna superare questo sistema ed andare verso il partito unico all'interno del quale possono confrontarsi e misurarsi ai voti le diverse componenti che dovranno sentirsi vincolate alle decisioni di maggioranza. Oggi vige il sistema delle congreghe e delle camarille che impongono gli accordi sottobanco di pochi alla voltà dei più ignari e all'oscuro dei giochi segreti. Che le elezioni siano andate come sono andate, cioè perse per un soffio, è a mio avviso un bene se ciò porterà con convinzione verso il Partito del Popolo.

Dichiarandosi soddisfatto, Giovanardi accredita le voci secondo cui questa legge è stata dagli UDC fortemente voluta e si deve sostanzialmente a loro. Sono stati i soli ad averne tratto vantaggio in una loro perversa strategia di distruzione della coalizione per trarne un relativo vantaggio, che a mio avviso non potrà giungere oltre il pieno dell'elettorato sanfedista, che non ritengo sia molto rappresentativo. Ha riconosciuto anche la forte opposizione dell'UDC all'ingresso dei radicali nella coalizione: meglio i comunisti dei radicali. Tra i due infatti l'elettorato cattolico avrebbe scelto i comunisti. Per questo è stato giusto essersi impuntati contro di loro. Abbiamo infatti perso le elezioni, come mi aspettavo benché io non abbia defezionato il campo nel quale mi ero schierato nel 2002. Ma ne abbiamo abbastanza direi per documentare le sciocchezze di Giovanardi, contro il quale non vale la pena di inveire oltre. Trovo l'alleanza con gli uomini dell'UDC molto più indigesta dell'alleanza con la Lega. Mi auguro che verso di loro Berlusconi riesca ad avere più polso. Li mandi pure al diavolo. Per il senso che io do alla mia tessera di Forza Italia non intendo che si debba essere anticristiani, anticlericali o anticattolici, ma queste queste qualificazioni in positivo non dovrebbero dare contenuto alla politica, le cui funzioni non sono quelle di un sacrestano. Se Giovanardi è un pio cattolico, ha tutto il diritto di perseguire ideali di santità, ma deve andare in chiesa o in un convento, ma deve lasciare in pace il suo prossimo ed i suoi alleati politici.

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