sabato, aprile 29, 2006

Di male in peggio: Bertinotti presidente e "uomo di parte"

Non avevo stima e simpatia per la figura umana, intellettuale e politica di Pierferdinando Casini. Non posso dire di averne una maggiore per Fausto Bertinotti, che sto ascoltando in diretta ma che non finirò di ascoltare. Un presidente della camera dovrebbe avere una funzione notarile per il funzionamento dell'istituto. Fausto sta enunciando un programma di governo, si definisce "uomo di parte", dice delle sciocchezze quando parla di amico-nemico, cose da lui orecchiate e non comprese. Il suo discorso avrebbe potuto essere tollerato e passare inosservato in qualche sezione di Rifondazione comunista, ma rivolto ad un intero paese è un segno quanto mai preoccupante dello scenario che si appresta. Lo spengo e mi occupo di altro.

2 commenti:

SOYUZ1968 ha detto...

Ah...e da quando si fa Politica in Forza Italia? Si può chiamare Politica il perseguimento degli interessi personali di un personaggio volgare e irrispettoso delle Istituzioni?
Veda un po' Lei....

Antonio Caracciolo ha detto...

La ringrazio per il commento. Il mio Blog è nuovo e sono lieto che qualcuno lo legga. Ho ricevuto tre volte lo stesso identico testo. Ne pubblico ovviamente uno solo. Mi pare che lei mi ponga una domanda che leggo solo adesso.

Stavo lavorando. A cosa? Su di un autore da cui Bertinotti ha orecchiato quanto diceva circa amico-nemico. L'autore si chiama Carl Schmitt e me ne occupo da oltre venti anni. Vorrà comprendere il mio fastidio nel sentir parlare il neopresidente della Camera di cose che non capisce. Non posso prenderlo sul serio anche in questo argomento. Se stava zitto, avrebbe fatto più figura. Non è necessario che un presidente della Camera ostenti una cultura che non ha e che non gli viene chiesta. Ma questo è il minimo.

Ad un mio giudizio, opinabile quanto vuole, lei risponde in sostanza: Ed allora Berlusconi è forse meglio di Bertinotti? Sarà il suo giudizio opinabile quanto il mio, ma io ho parlato di Fausto Bertinotti, non di Silvio Berlusconi. Io Berlusconi posso criticarlo dentro uno stesso partito e magari essere espulso. Se per lei Bertinotti va bene, se lo tenga! Non posso io sindacare la sua libertà. Lei va per la sua strada, io per la mia. La fiducia che si ha verso un terzo è un fatto soggettivo. In passato ho mandato ai presidenti delle Camere un telegramma rituale di auguri a qualsiasi partito appartenessero. Da Casini in poi non l'ho più fatto. Non lo farò neppure con Bertinotti. Di Casini e di Pera non sopporto le posizioni clericali, ma come mi giro casco male. Per almeno cinque anni il centro sinistra ha fatto opera sistematica e scientifica di delegettimazione del governo Berlusconi ed io non vedo in cosa il neogoverno Prodi-Bertinotti, probabilmente venuto fuori da un broglio elettorale, debba venir considerato più legittimo del precedente.

In quanto al perseguimento di interessi personali io francamente ne vedo di più in quanti partiti con le "pezze al culo" (espressione non mia) con la politica si sono arricchiti e continuano ad arricchirsi e fare affari magari non sostanziosi come quelli di Berlusconi, ma pur sempre affari loro e non miei. Che i vari Bertinotti siano rappresentanti e curatori degli interessi miei e suoi più di quanto non si riconosca al governo Berlusconi, io non lo credo… Ma saranno i fatti a dircelo!

La ricchezza di Berlusconi. Io mi chiedo e le chiedo se qui non vi sia quel fattore psicologico che si chiama Invidia. Io non sono invidioso del fatto che Berlusconi sia ricco ed io povero. Anzi mi assicura proprio il fatto che lui sia ricco di suo e non abbia certo bisogno dello stipendio da deputato, che per me è astronomico. Non so per lei. Se un uomo ricco come Berlusconi si è messo in politica, non può averlo fatto per i soldi. Sarebbe stato più saggio ed astuto, come hanno fatto gli Agnelli e altri, affittarsi un partito e piegarlo interamente ai propri interessi, restando in ombra. Non lo ha fatto e si è trovato esposto all'invidia sociale e ad una fin troppo facile diffamazione ed ora probabilmente al rischio di un esproprio proletario. Chiunque ha fatto i soldi non può averli fatto in modo onesto e puliti. Solo gli stipendi dei nostri parlamentari sono onesti e puliti.

Ma di quali istituzioni stiamo parlando? Di quando Giuliano Amato, nottetempo, sottrasse dai conti corrente di ogni cittadino un tanto per mille e meritò più di ogni altro l'appellativo di "governo ladro"? Giuliano Amato è professore del mio Dipartimento, che si è messo anzitempo in pensione, pare per ottenere una migliore pensione come presidente dell'Antitrust. In una conferenza che si tenne proprio nella mia Facoltà un altro professore ebbe a commentare a questo riguardo il detto "governo ladro", riferendosi alla notte dello scippo. Oppure si riferisce a quelle Istituzioni parlamentari, le quali – dopo che tutti i cittadini, autentici c... impotenti (mi ci metto pure io e così non si dovrebbe offendere nessuno) votarono ad un referendum abrogativo del finanziamento pubblico dei partiti - rivotarono un finanziamento aumentato ed imposto anche a quelli che si fossero astenuti dal voto: per esserne esentati bisogna commettere un reato che faccia perdere i diritti politici.

Fare Politica in Forza Italia. Guardi, che io sono critico all'interno del partito che mi sono scelto non meno di quanto lo sia verso un Bertinotti o un Diliberto. Mi immagino e tento per quel che posso una riforma radicale del modo di intendere e praticare la politica. Se fra le Istituzioni devono essere compresi anche i partiti i casi sono tre:

a) vita privata per ognuno con passeggiate all'aria aperta ignorando preferibilmente financo il nome dei Bertinotti, D'Alema, Rutelli... Berlusconi!

b) gli anni di piombo in cui giudicando i politici tutti corrotti gli si sparava addosso a vista e senza ascoltarli neppure.

c) Accettare il dettato dell'art. 49 della costituzione. Scegliersi un partito, starci dentro in mod onesto e leale, icominciando proprio al suo interno a fare politica. Io mi sono scelto Forza Italia, che giudico tuttora preferibile al partito di Bertinotti che considero un relitto storico… In ultimo, Bertinotti è pure giunto alla teoria della non-violenza, ma è un abito che lui non può indossare. Diventa appunto un... pagliaccio con panni non suoi.

La saluto e la ringrazio. Probabilmente, dovremo fare tutti uno sforzo di responsabilità, ma ognuno ha ruoli e peso distinti nella società. Per me è già tanto, se qualcuno come lei legge il mio disappunto sulla politica del giorno dopo giorno.