mercoledì, aprile 26, 2006

Liberazione e pensiero storico

Ricevo la segnalazione di un articolo "Lo scippo della Liberazione" di Mario Cervi, apparso su "Il Giornale" del 26 aprile: per leggerlo basta cliccare sul titolo di questo post. Avrei voluto tacere a proposito di questa ricorrenza, ma adesso ci sono tirato dentro da un amico che mi spinge ad un giudizio. Mi limito soltanto ad una enunciazione. In Germania, per esprimere il proprio pensiero in merito allo spettacolo che si presentava in Germania nel maggio del 1947 si pone una domanda e si attende la risposta: in quel frangente la Germania era stata liberata o distrutta? Dalla risposta discendono posizioni e atteggiamenti largamente noti. Posi anni addietro la stessa domanda ad un amico filosofo della politica, il quale mi diede una risposta salomonica: distrutta e liberata. Io non sono Salomone e so dare solo una risposta semplice che considero valida per la Germania, per l'Italia e per l'Europa. Tutto era andato distrutto in Europa, anche la speranza. Aggiungo che la mia risposta non significa in alcun modo che mi senta dalla parte del nazismo o del fascismo. Episodi come quello denunciato nell'articolo di Cervi e riferito all'ennesima celebrazione della »Liberazione« dimostrano perfettamente che la "distruzione" morale e politica di allora si protrae fino ad oggi, dopo che gli edifici bombardati sono stati in buona parte ricostruiti. Ciò che non è stato più ricostituito è il senso dell'unità politica.

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