sabato, aprile 15, 2006

Ne vedremo delle belle

La riflessione odierna, non incentrata su un particolare episodio della cronaca politica, riguarda lo scenario che si apre con l'era prodiana. Mi voglio servire di un'immagine, spero efficace, nel presupposto metodologico che ciò che si osserva nel piccolo possa valere anche per un contesto più grande. Sono docente universitario, per l'esattezza del ruolo dei Ricercatori, come ho scritto nel mio Profilo. Lavoro alla Sapienza che è la più grande università d'Europa con circa 180.000 Studenti iscritti. I docenti sono oltre 5.000. Nel dicembre del 2004 abbiamo votato per l'elezione del Rettore. Dopo una lotta logorante anche noi Ricercatori abbiamo potuto votare per l'elezione del Rettore. A questo elementare diritto democratico si sono opposti pervicacemente tutti o quasi i professori ordinari che siedono in Parlamento distribuiti in tutti i partiti. Ebbene, per farla breve, anche l'elezione del Rettore attualmente in carica è avvenuta con lo scarto di pochi voti. Si è parlato di brogli, irregolarità, manipolazioni. Ed in effetti sono stati fatti subito dei ricorsi, le cui vicende processuali non ho più seguito. Sono stato membro del seggio elettorale ed ho partecipato abbastanza da vicino a vicende che ora sento lontane. Un piccolo insignificante episodio è però rimasto indelebile nella mia memoria.

Lasciato il seggio al termine dello scrutinio, tornando verso casa, incontro ad una delle uscite il simpatico prof. Luigi Frati, attuale prorettore. Lo vedo festante per i risultati ed in corsa mentre insieme con un gruppo di gente sale le scale al grido di giubilo: «Prendiamoci la Sapienza!». Espressione rigorosamente vera che ho sentito con le mie orecchie e di cui seduta stante (per la storia) chiederò conferma a Gigi, cui giro questo post accompagnandolo con gli auguri di Pasqua. La frase in sé non configura nessun reato, non è offensiva, non significa nulla. Gigi è un medico e non è tenuto ad avere la sensibilità che potrebbe essere propria ad un filosofo della politica. Quindi, non potrà aversene a male il prof. Luigi Frati se scrivo questa nota. Ma perché ho conservato nella mia memoria quest'episodio insignificante? Perché nutrendomi di testi filosofici ho sempre coltivato il pregiudizio che il potere sia innanzitutto un onere per chi lo esercita, supponendo che gli stiano a cuore innanzitutto gli interessi dei soggetti o il bene pubblico. Il potere secondo questo pregiudizio non dovrebbe essere un onore o peggio ancora una libido. Almeno così si dice in pubblico e nei libri di edificazione morale. E spesso sono gli stessi detentori del potere (grande o piccolo) a dirlo nei loro discorsi ufficiali. Non ho conservato purtroppo il ritaglio di stampa di un Tizio che la mattina aveva fatto un discorso retorico sull'omicidio di Giacomo Matteotti ed il pomeriggio veniva arrestato in flagranza di reato con il denaro di una tangente nascosto nelle mutande.

Nel caso specifico del governo della Sapienza è stata disattesa una solenne promessa a proposito della riforma dello Statuto per allargare la partecipazione democratica e contrastare un diffuso mobbing. Il rettore Guarini, che secondo molti non aveva neppure l'elettorato passivo, aveva solennemente promesso che entro i primi famosi 100 giorni avrebbe fatto determinate cose. Nulla di ciò è stato fatto ed io mi diverto a ricordarlo non a lui (e chi lo vede più ora che è salito al monte Olimpo?) ma a quei colleghi ricercatori che hanno venduto il loro voto per interessi di bottega. Nella sua piccolezza l'episodio è istruttivo per quanto ora si verifica in ambito nazionale. Dalla rassegna stampa vedo un assalto alla diligenza: «Prendiamoci palazzo Chigi e tutte le lucrose prebende del regime! Di quei c... che a destra e a sinistra hanno votato, spesso con la bava alla bocca, possiamo infischiarcene fino alla prossima tornata elettorale, quando ripristineremo il gioco degli inganni, delle seduzioni, delle corruzioni». Ho narrato di un elettore che "voleva" essere invitato a cena con tutta la sua famiglia. Basta poco per cedere per un piatto di lentichhie un diritto (il voto) che nelle condizione storicamente date vale poco. Ormai, giunto all'età matura, non mi scandalizzo più di tanto ed accetto perfino l'idea che le cariche – se utili e necessarie per la collettività – debbano essere retribuite, non potendosi demandare ogni cosa al volontariato (spesso ipocrita: vedi apposito post di denuncia del modo in cui si sta ricercando il consenso per le prossime elezioni municipali).

Non sono un critico distruttivo. Ho anche una visione ottimistica delle cose. Ritengo che nelle condizioni in cui si sono svolte le elezioni vi sia una sostanziale delegittimazione del governo che andrà a Palazzo Chigi e di tutti i parlamentari, che soddisfacendo la loro vanità si sentiranno chiamati "onorevoli". Beninteso ciò non significa che le cose non andranno diversamente da come sono andate per il passato. Con delegittimazione intendo dire che noi tutti cittadini oggi più di ieri siamo autorizzati a non prendere nessuno sul serio. Chi ha avuto il voto ed è stato eletto persegue un suo interesse che è distinto dal nostro e perfino opposto. Non ripeto qui le chiacchiere sulla rappresentanza politica alle quali non credono neppure gli stessi rappresentanti eletti.

La nota positiva di ottimismo è nel maggiore stimolo che i cittadini sensibili e capaci possono trarre per forme diffuse di democrazia diretta. Le condizioni odierne dell'istruzione pubblica consentono quelle forme di autogoverno che in passato erano ritenute utopiche. La democrazia diretta si oppone alla democrazia rappresentativa nello stesso modo in cui il popolo si oppone agli ottimati che nel regime attuale è l'oligarchia dei magnifici mille che siedono in Parlamento e che si spartiscono tutto quello che c'è da spartire, lasciando le briciole alla loro clientela. Per loro la crisi economica, sociale, civile non esiste, o se esiste saranno gli ultimi a soffrirne. Questa la Verità alla quale un numero crescente di cittadini a destra e a sinistra dovranno arrendersi.

Il significato politico della discesa in campo di Berlusconi era ed è una possibile alleanza fra il popolo ed il Principe contro gli Ottimati. Se questa alleanza passa e si consolida saranno possibili forme di democrazia diffusa ed un alleggerimento del peso delle bardature statali. Non sono un sostenitore del liberismo selvaggio che fa morire la gente di fame. Berlusconi non ha fatto questo nei suoi primi cinque anni. I suoi avversari sono stati i suoi stessi alleati. Il realismo politico lo ha costretto a crescenti compromessi che hanno ingabbiato la capacità riformatrice. Il fatto che il Leader per ora non sia più gravato dal peso del governo per un certo numero di anni lascia sperare che possa dedicarsi all'organizzazione di quel Partito del Popolo, di cui più volte parla ma senza riuscire a passare ai fatti. Io che sto da quest'altra parte, alla Base, fra il Popolo, aspetto fiducioso e sono pronto a fare la mia parte. Prevedo che l'armata Brancaleone giunta al potere cadrà presto sotto il peso delle liti interne per la spartizione dei posti e sotto il peso dei problemi del paese al quale loro non saranno in grado di dare una risposta.

Per chi ha tempo e voglia di fare un nuovo lavoro politico le prospettive sono eccellenti. Se vuole, può iscriversi al Club Tiberino e avviare una forma di partecipazione politica stando alla sua scrivania. Quando e se saremo in numero adeguato potremo passare dal virtuale al reale, pretendendo un'organizzazione democratica interna ed elaborando in comune quelle linee di politica nazionale che l'art. 49 della costituzione demanda al popolo sovrano.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Esprimo tutta la mia contentezza nel sentire che Luigi Frati non è amato dai fascisti!!! ... e che La Sapienza non sia in mano alle destre!! Un'ennesima nota di merito a favore di Luigi Frati e del Rettore Guarini!Comunque la pregherei di avere un minimo di pudore e di non parlare di democrazia data l'area politica da cui proviene. Ho comunque apprezzato molto il nesso tra Frati e il nuovo governo di sinistra! Era ora di cambiare rotta!! Qualcosa mi dice che questo commento non verrà pubblicato....