domenica, maggio 27, 2007

Critica di un tesserato di FI a "Ragionpolitica.it"

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Sommario
: 1. Prologo. –

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Altre critiche interne di partito

Testate giornalistiche:
Parlamentari e politici: 1. Tajani;

1.
Prologo

Non mi dispiace affatto che in questi giorni sulla scia del libro denuncia “La casta”, che analizzo e commento altrove insieme ad una serie di testi analoghi, sia emersa la profonda corruzione del sistema politico italiano. Il fenomeno “Mani Pulite” che ha portato alla scomparsa dei partiti maggiormente impigliati nella rete delle tangenti non ha bonificato la selva selvaggia delle molteplici forme di corruzione e di depredazione dell’erario, cioè di quel tesoro comune di tutti i cittadini, che dovrebbe venir impiegato per il “bene comune”, una forma così logora che con riluttanza mi rassegno ad includerla nel mio vocabolario in attesa di uno specifico studio sull’oscuro concetto. I nostri politici tranquillamente ed impunemente ci tolgono dalle tasche quei danari che poi considerano propri per diritto divino. È ormai chiaro che il presidente Berlusconi ha deluso le attese di quanti gli avevano attribuito fiducia. Non avevo mai invidiato la sua ricchezza proprio perché essendo già immensamente ricco non avrebbe dovuto aver bisogno di mettere le mani sull’erario, come invece fanno tutti gli altri politici per i quali la carriera politica è il mezzo per fare fortuna ed arricchirsi. La metafora dei politici che hanno iniziato la loro carriera con le “pezze al culo” non è mia, ma è giustamente passata alla storia per la sua efficacia plastica.

In sostanza, l’imprenditore Berlusconi ha avuto fiuto tipicamente imprenditoriale nel raccogliere quell’elettorato dei vecchi partiti allo sbando. Questi elettori non avrebbero potuto mai votare per quei comunisti, che si erano salvati dalla bufera giudiziaria malgrado la chiamata craxiana di correità. In che cosa Berlusconi ha deluso le speranze in lui riposte anche da elettori che nulla avevano a che fare con i vecchi partiti, di destra o di sinistra che fossero? Egli aveva promesso la costruzione di un Partito Liberale di massa, fondato sulla netta separazione fra Stato e Chiesa, sulla eguale dignità di tutte le confessioni religiose ma soprattutto sulla libertà di pensiero di quella vasta intellettualità che non ha bisogno di nessun credo religioso e che è abitualmente assediata da “testimoni di Geova di ogni specie” e dall’ottusa arroganza di chi a forza vuole imporre al suo prossimo le sue superstizioni. Il discorso potrà essere ancora approfondito. Non sono un dipendente di una delle numerose aziende del Cavaliere e posso parlare a lui a testa alta, da cittadino a cittadino, e non da servo a padrone. L’ho sempre difeso fino ad oggi, ma devo ammettere pubblicamente che la mia fiducia in lui si sta incrinando. Se a Lui che risiede nell’Olimpo di Arcore o di via del Plebiscito, a fianco di Palazzo Mussolini, giungono queste mie parole, spero che almeno sappia apprezzare la mia sincerità. Qui mi propongo di condurre una critica sistematica ad un foglio telematico che a mio avviso ha fortemente inquinato la vocazione liberale di Forza Italia, quell’anima che in Italia è sempre stata soffocata dal Vaticano. Berlusconi non ha saputo difendere i cittadini italiani dall’ingerenza clericali. I vescovi hanno fatto irruzione nelle camere da letto degli italiani ed ormai diventa possibile solo una lotta di resistenza. Ma di tutto ciò le specificità verranno fuori dalla critica sistematica al foglio suddetto che è ingannevole fin nel nome che porta: Ragione si oppone a Fede e Dogna. La Ragione è qui stata asservita a Monsignor Bagnasco. Gli articoli di pia ed untuosa genuflessione al Monsignore si sprecano. Dei Redattori che assolutamente non conosco sul piano personale, di cui non solo quale volto e quale età abbiano, mi son fatto l’idea di un gruppo di chierichetti ai quali è stato dato il giocattolo internet. La Politica poi è cosa di cui i chierichetti hanno assoluta ignoranza. Come posso dirlo? Dietro alle mie spalle si trovano i miei Maestri, che in questi campo sovrastano tutti gli altri. Ma ciò non posso dirlo. Solo sul campo di battaglia della critica democratica, civile, non violenta potrò dimostrare quanto ho saputo apprendere da essi. Non ne faccio pertanto neanche il neanche. Potrei dimostrarmi incapace nell’applicare il loro insegnamento alle situazioni costituzionali concrete che a me tocca vivere, mentre loro sono orami morti. Altro contenuto che ho ravvisato in Ragionpolitica.it è un filone sionista. Sospetto che fra la redazione di Ragionpolitica.it e quella di Informazione Corretta, ufficialmente sionista, vi sia un legame organico. Le singole critiche saranno divise in paragrafi e qui collegate tramite link interni in un solo file.

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