venerdì, maggio 11, 2007

Forza Italia “ufficialmente” a San Giovanni?

Creato l’11.5.97
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Il ministro della propaganda di FI, on. Antonio Palmieri, fa sapere con il suo comunicato nr. 16/2007 che:
Forza Italia sarà ufficialmente in Piazza San Giovanni, alla manifestazione per la famiglia, rappresentata dal nostro coordinatore Sandro Bondi e da moltissimi parlamentari nazionali ed europei, sindaci, consiglieri comunali, provinciali, regionali e da moltissimi militanti e simpatizzanti. Dopo che ieri sera alla Camera l'Unione ha votato compatta contro la nostra proposta di discutere con urgenza nelle prossime settimane la proposta di legge Palmieri-Bondi-Vito per le famiglie numerose, la nostra presenza intende ribadire l'impegno di fare leggi che promuovano le famiglie, in continuità con quanto fatto dal governo Berlusconi
ma si è potuto apprendere che il vicecoordinatore e presidente Biondi ha deciso “ufficialmente” di non esserci e volutamente non hanno esteso il loro documento ad altri parlamentari ed iscritti a FI. Quanto poi all’«ufficialmente», a voler essere rigorosi, occorrerebbe partire dall’attuazione dell’art. 49 cost, mai avutasi. Tutti i partiti sono allo stato una combricola di arrivisti ed affaristi, capaci di strumentalizzare, pur di far voti, anche la luce del sole o la scoperta dell’acqua calda. Agli on. Palmieri-Bondi-Vito suggerisco io un bella proposta di legge, che piacerà certamente anche all’Unione, per le famiglie numerose: non qualche scatola di latte in polvere in più, ma un milione di euro per ogni nato da padre e madre, oppure in alternativa almeno un trasferimento delle attuali risorse destinate alla chiesa cattolica ad ognuna delle famiglie presenti nella piazza di san Giovanni, che sono “sante” e “benedette” e meritano perciò più delle altre che non vanno in chiesa la domenica. Alla chiesa cattolica non dispiacerà rinunciare a quello che possiede per nutrire le sue pecorelle fedeli. Loro che son onorevoli lo posson fare! A far demagogia son tutti bravi. Ed io resto del parere che ad insistere sulla famiglia – lo facciano! – si scoprirà presto che le famiglie degli onn. Palmieri, Bondi, Vito (per non parlare di quella del presidente Berlusconi) in quanto a possibilità finanziarie non sono e non saranno mai esattamente la stessa cosa della stragrande maggioranza delle famiglie italiane, che guarda caso fanno sempre meno figli, non avendo i mezzi dei citati onorevoli e non ritenendo risolutiva qualche scatola in più di latte in polvere o interventi fiscali su stipendi da mille euro mensili. Forse pensano che l’affare non conviene: è un lusso che solo i citati onorevoli si possono permettere. Potrebbe fare ciascuno cento, mille, diecimila figli a testa ed avrebbero così risolto il problema del calo di natalità del popolo italiano: potrebbero chiamarsi meritatamente padri della patria.

Quello che per adesso è assolutamente certo è che per negare diritti agli uni che ne hanno bisogno e li chiedono si è escogitato il Family Day, cioè la scoperta dell’acqua calda. Ed il tutto in servile obbedienza ad una burocrazia di celibi che se fanno figli commettono peccato. Si è voluto contrapporre una minoranza bisognosa di diritti ad una maggioranza che nessuno minacciava e che già dispone di tutte le più benevole, anche se un po’ pelose attenzioni di chierici e laici, di pii e timorati parlamentari ben distribuiti in tutto l’arco parlamentare. Si è voluto far credere che una minoranza attentasse ai diritti di una maggioranza per negare diritti agli uni senza darne di maggiori agli altri: due piccioni con una fava!
Ma in realtà ad essere stata maggiormente ingannata è stata la maggioranza che fra cinque, dieci, venti anni potrà ritrovarsi nelle identiche condizioni di quelle minoranze, alle quali oggi vengono negati diritti che domani possono essere nella facoltà di tutti. Il divorzio o l’aborto non è un augurio che si possa fare agli altri o a se stessi, ma se le disgrazie della vita riducono qualcuno in quello stato il non potervi fare ricorso sarebbe una moltiplicazione inverosimile di una male che può incombere ad ognuno. Su questo si era pronunciato il 70 per cento degli italiani, guarda caso, proprio il 12 maggio del 1974. Sono sicuro che la prossima proposta di legge di qualche nutrito gruppi di cattolici osservanti sarà volta, per il bene della famiglia e la difesa della razza, all’abolizione del divorzo e dell’aborto. Quanto dovremo aspettare? A quando il prossimo intervento pubblico della chiesa cattolica nella sfera politica? A quando la prossima illuminazione delle coscienze?

In realtà, nessun partito ha voluto ufficializzare la sua presenza, nella finzione che la riunione abbia carattere ecumenico e non sia una forma di integralismo con cui il Vaticano tenta di riportare le lancette della storia all’epoca del potere temporale dello Stato pontificio. Per questo disegno egemonico può contare sulle tante palme che crescono in Montecitorio. Pare di poter concludere che il ministro della propaganda abbia voluto forzare il suo ruolo. Vuol dire che ci va l’on. Palmieri?
Ci resti pure sulla piazza, a fare il palo. Per quanto mi riguarda l’on. Palmieri rappresenta se stesso, non me che in quella piazza ero stato il due dicembre. Invece io sarò domani a piazza Navona. Il partito sta dove ognuno è. Se vi sarà possibilità di contrapporsi all’interno del partito in ordine alle ragioni per cui uno sta a san Giovanni, altri a piazza Navona, scontro e dibattito vi sarà. Certamente, non è nelle facoltà dell’on. Palmieri di portarmi a forza in San Giovanni o di potermi fare un baffo per aver io (e tanti altri) deciso di non esserci in quella piazza, ma di averne preferita un’altra, senza per questo ritenere di uscire dal partito. Mi auguro che ne esca l’on. Palmieri.

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