venerdì, maggio 25, 2007

Quelli di “Corretta Informazione”: un gruppo filoisraeliano volto ad influenzare i media italiani. Un pericolo per la democrazia e la pace.

Versione 1.0

I fatti successi in Teramo hanno dato vita alla formazione di un Comitato per la difesa della libertà, che ha avuto una sua prima riunione in Alba Adriatica. Quanto successo mi ha riportato alla luce il ruolo non marginale di un’organizzazione dalle molte ammanicature riconoscibile nella testata “Informazione Corretta”. Mesi or sono ero stato fatto oggetto delle loro attenzioni, delle quali non mi ero più dato pensiero fino a quando non ho visto gli stessi soggetti e le stesse tecniche operanti contro il Master del prof. Moffa e le sue iniziative didattiche e culturali. Per quanto mi riguarda, nello scorso ottobre, mi ero messo a studiare senza preconcetti un tema di cui troppo spesso sento parlare, ma senza che me ne siano chiari e convincenti le impostazioni abituali, ad incominciare dalla parola “Olocausto” il cui termine mi riesce linguisticamente ostico. Non ero ingenuo al punto da non sapere che ad uscire dal conformismo avrebbe potuto scatenarsi la solita accusa terroristica di antisemitismo. Avevo pensato di cautelarmi con una premessa che mi mettesse al riparo da accuse del genere, a me estranee, benché l’antisemitismo sia stato praticato tranquillamente per due millenni. Solo oggi viene considerato il peggiore in assoluto di tutti i crimini dell’unanità. Ecco il mio testo del 21 ottobre 2006:


1.
La leggenda dell’«Olocausto»: riapertura di un dibattito

Tranquillizzo subito chi si infiamma facilmente appena si tocca questo argomento. Sto dalla parte delle vittime, sempre e senza riserve. Ma chi è vittima? Vittima è l’innocente che ignora perfino le ragioni dell’odio e della persecuzione contro di lui. Vittima è il bambino, il vecchio e la donna, la cui debolezza mai potrebbe costituire minaccia e fonte di timore per l’aggressore. Vittima innocente è chi è privo di qualsiasi colpa che possa venirgli imputata per giustificare la ferocia che lo vuole morto per fini che rispondono molte volte ad un calcolo utilitario ma spesso sono anche frutto di follia e accecamento prodotto da ideologia, religione, manipolazioni e menzogne abilmente orchestrate da altri. Vittime sono state gli ebrei nell’ultimo conflitto mondiale, ed a loro va anche la mia solidarietà senza riserve, ma vittime ne esistono tante altre nella storia che meritano un’eguale (non maggiore né minore) solidarietà: lo sterminio ebreo è “unico” come è unico quello “armeno”, “amerindo”, “giapponese” (Hiroshima e Nagasaki), e così via fino allo sterminio “ignoto”. Tutte queste vittime (non raccomandate) purtroppo restano in buona parte dimenticate e non hanno la stessa solidarietà strumentale riservata oggi agli Ebrei dell’Olocausto. Ritengo che questa discriminazione e disparità sia un’ingiustizia verso tutti i morti egualmente innocenti. Essa è nella sostanza un’operazione politica del presente che per oltre mezzo secolo è stata l’ideologia fondante di un equilibrio espansivo e di un politica imperiale. Sul tema è bene chiarirsi criticamente le idee. Ben vengano dunque le provocazioni iraniane sul tema. Diventeremo più civili quando la pietà per le vittime innocenti non avrà più confini e preferenze per colore della pelle, per credo religioso, per appartenenza politica, per ceto sociale, per stili di vita. Potremo guardarci nello specchio con buona coscienza quando nessuno penserà di sfruttare la memoria dei morti per suoi loschi fini che non hanno niente a che fare con la pace e la pietà.

David Irving ha cambiato idea dopo aver sperimentato la prigione austriaca. Gli storici non sono liberi di fare le loro ricerche, che possono anche essere sballate. Ma della loro erroneità possono essere giudici solo altri storici in grado di contrapporre documenti a documenti oppure di fornire diverse interpretazioni e letture degli stessi documenti. Non certo i giudici dei tribunali che di storia poco o nulla sanno. Che i morti dell’Olocausto (termine in sé già discutibile per il suo contenuto ideologico) siano sei milioni, o cinque milioni e mezzo, poco cambia. Ma se gli storici vogliono fare le pulci alle verità ufficiali o ai luoghi comuni, ne hanno pieno il diritto. Il presidente iraniano Ahmadinejad che riprende gli argomenti degli storici revisionisti non può essere facilmente trascinato in una prigione austriaca per farlo ricredere. La stampa internazionale si trova costretta a riportare le tesi dette aberranti e quindi offre suo malgrado l’occasione per un vasto dibattito su un tema tabù. Per una eterogenesi dei fini in questo campo la liberazione rischia di venire dall’Islam. Qualcosa di simile avvenne in passato quando gli arabi ci restituirono le radici greche dell’occidente che erano state estirpate e sostituite dalle radici cristiane.

Il tema è complesso e non posso esaurirlo in un solo post. Conosco bene le reazioni che immediatamente si suscitano solo ad accennarne e pertanto la mia cautela contro chi è ideologicamente prevenuto non è mai abbastanza. Dico subito per sommi capi che a mio avviso tutta la faccenda dell'Olocausto è stata una politica strumentale con la quale un'intera generazione di politici al governo ha inteso vivere e speculare sul fallimento dei governi precedenti, le cui sedie hanno occupato con eguale cinismo e assenza di scrupoli, facendo pesare sulle generazioni successive ai fatti colpe a loro estranee. Anche questi giovani, che non hanno conosciuto gli orrori e le nefandezze della guerra, ma vengono nondimeno allevati nel culto della memoria e dell'odio verso i loro padri e la loro storia, sono vittime innocenti. Un grande filosofo, già nei primi anni del dopoguerra, si accorgeva di quanto i vincitori andavano orchestrando ed così ammoniva: «vivere della colpa altrui è il modo più basso di vivere a spese degli altri»

Offro in questo post di seguito la rassegna stampa che trovo sull'argomento. Di ogni articolo on line riscrivo il titolo originale, cioè correggo il titolista, e attraverso il titolo così modificato cerco di richiamare l'attenzione su altri aspetti del contenuto. Se del caso, aggiungo in calce un mio commento o contestazione all'articolo stesso. Mi riservo di ritornare in ogni momento sul contenuto di questo post, anche rivedendo radicalmente i giudizi espressi.

* * *

Seguiva quindi una mia attività di ricerca con Google di notizie online, di cui oltre il link fornivo una mia interpretazione, mai definitiva, un mio valore aggiunto. Per puro caso era capitata in quel periodo la vicenda iraniana e la preparazione del convegno iraniano sull’Olocausto. Il semplice copia ed incolla avrebbe mortificato la mia capacità critica. Naturalmente, nel trarre le mie conclusioni provvisorie non mi facevo autorizzare dalla redazione di “Informazione Corretta” o da quella di “Ragionpolitica.it” o da personaggi come Nirenstein, Ottolenghi, Panella, Magdi Allam, Pacifici, che pretendono di riscrivere loro la costituzione italiana e di stabilire loro chi può o non può insegnare nelle università italiane o chi ha o non ha il diritto di iscriversi ad un partito politico previsto dall’art. 49 della stessa costituzione. La loro pretesa di imporre, con i mezzi che ormai conosciamo, all’universo mondo la loro opinabile visione delle cose mi sembra quanto di più illiberale e violento possa esserci. Non ho alcuna esitazione a respingere una simile violenza in primo luogo come cittadino, restando del tutto secondarie le qualificazioni partitiche e professionali, ma non esito neppure, se occorre, ad affrontare all’interno del mio stesso partito quanti da un insignificante Iannuzzi (di cui più sotto) allo stesso megalattico presidente Berlusconi pretendessero di impormi posizioni non democraticamente condivise. La costituzione è chiara a questo riguardo: i partiti devono avere struttura e metodo democratico, cosa che il Dr. Iannuzzi è ben lungi dall’aver compreso. Evidentemente crede che il partito sia una religione, della quale egli pensa di distribuire gli articoli di fede attraverso i suoi astrusi ed insulsi scritti editi senza contradditorio in “Ragionpolitica.it” Ne sono convinti gli stessi redattori di “Informazione Corretta” che si sono rivolti al correligionario di “Ragionpolitica.it”, una ragione senza una briciola di ragione e la minima cognizione di cosa sia la politica. Oppure forse pensano che un partito sia un’aggregazione di esecutori e passaordini di cui neppure si conosce la fonte prima, più o meno come in un’organizzazione mafiosa.

Devo aggiungere che ancora in ottobre si trattava per me di mera curiosità intellettuale non avendo avuto fino a quel momento un particolare interesse per la “religio holocaustica”, argomento invero piuttosto tedioso. Dopo quel che è successo in Teramo, non a Teheran, cambiano i termini del problema e quel precedente episodio acquista nuovi inquietanti contorni. Intanto mi sento ora moralmente obbligato a conoscere innanzitutto quei testi proibiti che avrei potuto altrimenti ignorare. Francesco Perfetti, che ricordo da quando era assistente di varie cattedre, potrà ben dire che sono cose che “non stanno né in cielo né in terra”, ma non credo che con ciò lui intenda impedire ad altri di prender diretta visione dei testi e degli autori censurati, dovendosi accontentare del suo giudizio o di altri giudizi. Il diritto di libertà di manifestazione del pensiero garantito dall’art. 21 include il diritto speculare di quanti vogliono ascoltare chi ha qualcosa da dire o da esprimere! Essendo lui storico ed io filosofo, ricordo a lui collega nella stessa Facoltà un giudizio sbrigativo di Augusto Del Noce sugli storici: si perdono dietro ai fatti e non capiscono nulla. Per la moderna “questione ebraica” non si tratta di fare la conta del numero dei morti o della tecnica crematoria o dell’esistenza/inesistenza delle camere a gas, ma di prendere coscienza dell’operazione politico-ideologica seguita al processo di Norimberga. Non vi è tanto bisogno di nuovi archivi quanto di poter fare libero uso della nostra testa. Si tratta di poter liberamente interpretare ciò che già si conosce in ordine ai fatti. I fatti stessi già noti sono sufficienti a formulare un giudizio o articolare un’interpretazione complessiva della storia d’Europa e del mondo dal 1945 ad oggi.

Con quest’ottica anche testi “proibiti” come quelli dei cosiddetti “negazionisti” o “revisionisti” possono offrire spunti a volte di interesse maggiore delle ponderose e finanziatissime opere storiche ufficiali, che proprio per la loro ufficialità possono apparire sospetti. Cosa che è spesso accaduta in passato: ciò che era ufficiale era falso, mentre ciò che era proibito era vero. Per poterlo acclarare si è dovuto aspettare interi secoli ed ancora oggi in molti casi occorre aspettare. Insomma non si tratta di poter disporre di dati grezzi, ma di poter liberamente interpretare dati già in larga parte noti: i dati da soli non parlano se non sono interpretati. Ciò che in realtà si vuole imporre è una Verità di Stato, principalmente gradita ad uno stato determinato e con sacrificio della libertà di coscienza e di pensiero dei propri concittadini. Un autentico tradimento del proprio popolo e della propria patria. Ed è questa la radice autentica del problema, qui il vero oggetto del contendere. Imporre con il terrore, la violenza squadristica e subdolamente “fascista” una Verità di Stato significa ricadere nella più profonda oscurità e negare i principi su cui è sorta la scienza e la filosofia moderna. Gli storici qui hanno poca competenza e se non sono in malafede dimostrano i loro limiti: silete theologi in munere alieno! Il problema è qui prettamente politico-filosofico e politico-teologico.

In particolare, come spia di questa tendenza, ho notato che la faziosità interventista di ben determinati circoli, credo di fanatici sionisti, scatta appena si usano espressioni dubitative del termine Olocausto sia che che lo si scriva con virgolette “Olocausto” o con la minuscola o peggio ancora con l’espressione “cosiddetto Olocausto” o addirittura in modo satirico “olio caustico”. Ho precisato che nel contesto da me usato si tratta proprio dell’espressione tratta dalla religione giudaica a riuscirmi del tutto incomprensibile ed inesplicabile. Nulla ciò toglie alla realtà storica dello sterminio di ebrei e zingari, comunisti, omosessuali e comuni oppositori politici durante la seconda guerra mondiale. Non è questo il mio abituale campo ricerca, ma ho appreso casualmente che ad avere avuto le stesse mie riserve critiche sull’uso del termine Olocausto è stato l’autorevole storico ebreo Sion Segre Amar, che in un articolo apparso su “La Stampa” nel 1994 stigmatizzava l’uso invalso di un simile termine. Lui stesso insofferente scriveva di norma “cosiddetto Olocausto”. Per avere usato le sue stesse espressioni sono stato fatto oggetto di ignobili attacchi, cosa di cui non mi sarei dato pensiero se in ciò non fosse ravvisabile un clima analogo a quello che precede l’entrata in guerra di un popolo, quando si scontrano le fazioni che spingono alla guerra e quelle che considerano bene supremo la pace.

Episodi recenti come quello della censura di Ariel Toaff o gli atti ebraico-squadristici di Teramo o la reazione all’uso di espressioni “cosiddetto Olocausto” (sion Segre Amar) o alla pacifica volontà di studiarne il tema mi convincono che non si tratta di semplice ignoranza mista a stupidità, ma di un chiaro disegno bellicista volto a creare in Italia ed in Europa una discesa in guerra contro tutto il mondo arabo in una conflagrazione bellica ancora maggiore di quella che già arde da oltre mezzo secolo. Basta leggere i libri usciti a pochi mesi l’uno dall’altro di Panella, Ottolenghi, Nirenstein, Magdi Allam, oltre all’attività quotidiana di “Informazione Corretta”, per accorgersi dell’esistenza di una psicologia di guerra volta a spingere l’Italia in un sempre maggiore coinvolgimento bellico in Medio Oriente. Per questo una lobby ormai individuata si avvale di una rete di contatti in tutte le testate giornalistiche italiane oltre che di agganci in partiti di governo e di opposizione. Tutte le guerre sono sempre state precedute da campagne ideologiche volte a scaldare gli animi ed a criminalizzare i pacifisti. L’attacco preventivo all’Afghanistan e all’Iraq è stato motivato sulla base dell’assurda ed inedita teoria degli “stati canaglia”, ossia stati che ospiterebbero le basi terroristiche responsabili di attentati in Usa. Ci si è avvalsi spudoratamente della teorie della guerra preventiva che fu di Hitler e per la quale principalmente il nazismo venne bollato come criminale: per aver detto questa verità un ministro tedesco è stato costretto alle dimissioni. Di ciò ho parlato nel mio post incriminato da quelli di “Informazione Corretta”. Del resto, non sono mai state provate le motivazioni che hanno condotto alla guerra (pure persa) contro l’Afghanistan e la guerra di aggressione contro l’Iraq è pure avvenuta sulla base di una menzogna (gli inesistenti armamenti atomici) ormai acclarata. Tutti ricordano le sollecitazione dei media per preparare lo spirito dei cittadini all’accettazione della guerra, di una guerra che ha prodotto lutti “inconmensurabili”, maggiori di quelli prodotti da Saddam, e che è stata pure persa di fronte all’accanita resistenza di quanti non vogliono saperne di una liberazione alquanto pelosa. Basti pensare per assurdo che sulla base del principio dell’eguale ritorsione gli stati arabi potrebbero attaccarci per il fatto di ospitare in Italia organizzazioni interventiste di sostegno ad Israele e nemiche dell’Islam. Ricordo che la nostra costituzione proibisce espressamente l’entrata in guerra: solo con vere e proprie capriole concettuali è possibile giustificare la nostra presenza in Iraq ed in Afghanistan. Rispettare quell’articolo significa adottare una politica conseguente volta alla pace autentica, non ad una guerra spacciata come “missione di pace”, o ad una politica interna che copre chi fin troppo chiaramente medita una guerra destinata a coinvolgere tutto il popolo italiano, che troppe volte ha conosciuto nella sua storia questa penosa e tragica condizione.

Ciò premesso, ognuno può comprendere il contenuto diffamatorio e delatorio nei miei confronti tuttora presente nell’archivio di Informazione Corretta:

2.

Informazione Corretta Informazione che informa
09.11.2006 Un testo vergogoso sulla "leggenda dell'Olocausto"
chiama in causa Forza Italia,
che ha il dovere di prendere posizione


Testata: Informazione Corretta
Data: 09 novembre 2006
Pagina: 1
Autore: la redazione
Titolo: «Un testo vergogoso sulla "leggenda dell'Olocausto"»

Il blog clubtiberino si presenta come rivolto a quanti sono interessati alla militanza politica nell'area di Forza Italia.

Il suo titolare, Antonio Caracciolo, si presenta come docente di Filosofia del Diritto all'Università La Sapienza di Roma e come coordinatore dei circoli di Forza Italia in Calabria.

Un post del 21 ottobre ha per titolo
"La leggenda dell'Olocausto: riapertura di un dibattito" .

E' una lunga apologia di Ahmadinejad e di al tri negazionisti , incentrato sull'idea che la memoria della Shoah sia stata sfruttata per dominare il mondo.

Ecco il link a questo testo vergognoso.

Da parte nostra ci chiediamo se Antonio Caracciolo abbia realmente le responsabilità che afferma di avere all'interno di Forza Italia.

Partito che ha comunque il dovere di prendere nettamente le distanze e, nel caso, di revocare gli incarichi che sembrerebbe aver affidato a un emulo italiano di Ahmadinejad.


info@informazionecorretta.it

* * *

Questo il testo che mi riguarda, messo in rete con le tecniche già descritte e volte a creare un “linciaggio” mediatico. Si noti anche il contenuto offensivo del “si presenta”, quasi che facessi esercizio di millantato credito. Anche a seguito di questi dubbi ho messo in rete le foto delle mie tessere di Forza Italia nonché delle cariche di presidente di club e Coordinatore provinciale, benché io non abbia mai firmato le mie opinioni con altra qualifica che di semplice tesserato. Avendo alto il senso della democrazia interna, cosa che manca altrove, non rappresento posizioni del Club di cui sono presidente o del Coordinamento provinciale che non siano frutto di apposite assemblee e deliberazioni. Viceversa, fino a prova contraria, nessuno in un Paese che si pretende libero ed un partito come Forza Italia che pretende di essere liberale più degli altri, può impedirmi di avere mie proprie opinioni e di dibatterle in civile confronto con chiunque voglia fare esercizio di logica argomentativa. Quanto poi ai miei titoli universitari si tratta di cosa a cui nessun conto devo dare a quelli di Informazione Corretta ed è semplicemente indecente la loro intromissione, che come Pacifici insegna è cosa abituale ed analoga ai dirittii che la chiesa cattolica si attribuisce sui docenti di dottrina cattolica. Almeno la chiesa cattolica si attribuisce un limite nel suo diritto di ingerenza. La comunità ebraica romana, evidentemente rappresentata da Pacifici e da Informazione Corretta, non attribuiscono a se stessi nessun limite ai loro poteri di intervento.

Per quanto riguarda Forza Italia mi ha fatto molto sorridere, ma un sorriso di compatimento, il tentativo di minare una mia posizione assolutamente non lucrativa e gratuito all’interno di un partito che prende da me molto più di quel che offre. Molti se ne sono andati dal partito per la mancanza di democrazia e dibattito interno, per la latitanza dei dirigenti ai massimi vertici. Io sono rimasto per i miei principi di coerenza e di fedeltà ad un impegno, che ha senso solo in quanto teso a dibattere con altri militanti su tutti i temi che formano la politica nazionale. Insomma, chi conosce la situazione interna di Forza Italia può ben sorridere con me di fronte al goffo tentativo da parte di quelli di Informazione Corretta di mettermi in difficoltà all’interno di Forza Italia, che avrebbe il dovere di “prendere posizione”, cosa che anche io adesso reclamo, intendendo che Forza italia debba prendere posizione contro gli attacchi alle libertà costituzionali perpetratica dall’organizzazione sionistica “Informazione Corretta” e dal tal Pacifici, che si arroga il diritto di chiedere al ministro Mussi se un docente (Moffa) possa restare a svolgere il suo insegnamento, non avendo il gradimento dello stesso Pacifici e del gruppo sionistico di Informazione Corretta.

È pura ed assoluta diffamazione la parte più delirante di un testo già delirante dove mi si attribuisce il ritornello antisemita del “dominio del mondo” da parte degli Ebrei. Per fortuna, non ritengo sia mai esistito questo rischio, non l’ho mai pensato e non l’ho mai scritto. Diversa è l’opinione, per nulla originale e sostenuta prima di me da scrittori ebrei (Finkelstein ed altri che non ho antologicamente raccolti), secondo cui del “cosiddetto Olocausto” (rinvio a Sione Segre Amar che già nel 1994 manifestò insofferenza per l’uso alquanto improprio del termine olocausto) viene tutt’oggi usato in modo strumenti da loschi individui privi di scrupoli. La teoria della legittimità dello Stato di Israele viene spesso ricondotta allo sterminio di cui furono oggetto nella seconda guerra mondiale anche e non solo gli ebrei. Di un siffatto uso strumentale danno prova anche i miei diffamatori di Informazioni Corretta, ai quali mando un cordiale improperio.

L’arroganza degli Informatori Corretti è inaudita. Neppure la Santa Inquisizione osava tanto. Poco danno a me recherebbe se effettivamente ottenessero di farmi revocare dai lucrosissimi incarichi di cui dispongo in Forza Italia. Non saprei dire se la pretesa è più volta a far ridere o ad indignare per l’inedita impudicizia, che di certo non giova al buon nome degli Ebrei ed alla simpatia che possono sperare di ottenere, se a rappresentarli sono effettivamente quelli di Informazione Corretta o il fantastico Riccardo Pacifici. Non mi curo di verificare il tasso di rappresentatività ebraica di Lor Signori: mi basta sapere ciò che sono o almeno ciò che a me appaiono. Più grave e preoccupante è la pretesa del signor Pacifici di interferire sulla titolarità all’insegnamento di un Professore ordinario, promotore in Teramo di un’iniziativa culturale sabotata con un una violenza squadristica, tipicamente fascista – secondo quanto denunciato dal presidente dell’ANPI di Fermo, che di queste cose si intende –. Il rabbino (?) Pacifici chiede al ministro Mussi se il professore in questione può rimanere ad insegnare. Per me l’on. Mussi, ministro precario, è soprattutto un politico, che qualche volta ho perfino visitato in parlamento. Da politico a politico credo che abbia fatto un gravissimo ed imperdonabile errore nel non aver saputo difendere le libertà costituzionali dell’art. 21 e dell’art. 33. Quando neppure i ministri in carica sanno difendere la costituzione, il baratro è profondo.

Quanto all’«emulo» di Vatteloapesca restituisco l’insulto ricordando ai “combattenti israeliani stanziati in Italia” le oltre 600.000 vittime civili procurate dal loro “padrino” Bush nella guerra in Iraq, alla quale i “combattenti della civiltà occidentale” avrebbero voluto partecipare. Come divinato cinicamente dal politologo Luttwak, il loro destino, caduto il tiranno Saddam, è di finire tutti scannati l’un l’altro con sommo gaudio dei figli di David, che da quando hanno rimesso piede nella Terra Promessa hanno prodotto morte, distruzione e sofferenze umane di gran lunga superiori a quelle da loro lamentate con il grande mito fondativo dell’Olocausto, al confronto un’inezia. E se andiamo a prendere il loro testo religioso veterotestamentario, lo troviamo intriso di sangue e violenza ad ogni pagina, un vero prototipo della stato fascista, tanto da recar invidia ai più grandi massacratori della storia. Vergognatevi!

3.

Informazione Corretta Informazione che informa
10.11.2006 Chi si ritova tra i piedi Forza Italia
due posizioni incompatibili

Testata: Informazione Corretta
Data: 10 novembre 2006
Pagina: 0
Autore: la redazione
Titolo: «Chi si ritova tra i piedi Forza Italia»

Dopo la nostra segnalazione di ieri , Forza Italia risponde così:

Spett.le Redazione di "Informazione corretta", in riferimento al vostro report del 9 novembre scorso - "Un testo vergognoso sulla leggenda dell'Olocausto" - dedicato al blog "clubtiberino", curato dal Sig. Antonio Caracciolo, ci permettiamo di rilevare alcuni dati incontestabili: 1) il Sig. Caracciolo risulta solamente iscritto a FI e non ha alcun ruolo nel partito; 2) in conseguenza di ciò, egli parla solamente a titolo personale e, inoltre, non risparmiando critiche prive di fondamento e talora violente all'indirizzo dello stesso partito al quale si è, presumiamo liberamente, iscritto; 3) rebus sic stantibus, Caracciolo è un discutibilissimo "libero pensatore", in alcun modo "organico" a FI, partito che prende le distanze, con il pensiero di cui si fa portatore e con i fatti, dalle sue tesi. Ci pare, con queste constatazioni e dichiarazioni, di aver risposto in maniera esauriente alle vostre giuste e legittime richieste di spiegazione, contenute nel vostro accurato report, in merito al nesso fra Caracciolo e il nostro partito. Con stima e viva cordialità, Dr. Raffaele Iannuzzi

Ringraziamo Raffaele Iannuzzi per la cortese risposta, che ci pare però insufficiente. Se le posizioni politiche del Caracciolo non sono compatibili con quelle di Forza Italia, ci chiediamo come FI possa accettare che un semplice iscritto possa qualificarsi come tale propagandando idee e posizioni più confacenti ad un partito di etrema sinistra o di estrema destra. E' quello che fa Caracciolo con il suo Blog, nel quale viene fatto riferimento esplicito a Forza Italia. Il danno che ne deriverà a FI è immaginabile, dichiarandosi lui pure presidente di un circoli di FI. Non tocca però certo a noi suggerire a FI quale provvedimento prendere.

Riceviamo dal sig. Antonio Caracciolo la seguente mail che pubblichiamo e non commentiamo. Non siamo interessati ad un colloquio con chi sostiene simili tesi aberranti. Le abbiamo volute proporre ai nostri lettori perchè è sempre meglio conoscere il mondo nel quale si vive, anche nei suoi aspetti più aberranti. E' quello che abbiamo fatto con le vignette di Ahmadinejad.

Ecco la sua mail:

Trovate la mia risposta al n. 19 del mio incriminato post. Mi rendo conto che la lunghezza e la ricchezza di documentazione non induca ad una diligente lettura, ma è decisamente falso e scorretto il "cappello" con il quale vengo presentato. Ho avvisato io stesso la Direzione Nazionale di Forza Italia mandando tutta la documentazione.

Fino a prova contraria mi ritengo tutelato dagli articoli della costituzione che sanciscono la libertà di pensiero e la sua manifestazione nonché in quanto Ricercatore la mia libertà di ricerca.

Naturalmente le mie tesi e le mie opinioni possono essere discutibili e lo scopo del mio post è proprio quello di offrirlo alla pubblica discussione. Ma non mi giungono argomenti che io possa valutare criticamente, magari convincendomi della erroneità delle mie opinioni. Leggo solo insulti, delazione e disinformazione!

Antonio Caracciolo
- Presidente del Circolo di FI di Seminara (RC)
- Coordinatore Provinciale dei Clubs di RC

- Docente di Filosofia del Diritto nell'Università di Roma La Sapienza

allegato:

http://clubtiberino.blogspot.com/2006/10/la-leggenda-dellolocausto-riapertur
a.html

- Si legga in fondo al n. 19 la risposta pubblica alla vostra pubblica bdiffamazione e delazione.
- Tutti i post dei miei DIECI Blogs [ora 21] sono sempre soggetti a miglioramenti ed approfondimenti. Sono testi sempre in progress.

Riportiamo nuovamente il link al post di Caracciolo per permettere ai nostri lettori di giudicarlo direttamente.

info@informazionecorretta.it

[nota: con l’occasione il post “incriminato”, che aveva avuto un dicreto successo di pubblico, è ora da me aggiornato nei testi e nella veste grafica. Confido di farne un’ampio studio anche alla luce dei testi “proibiti”. Si tratta di un lungo lavoro. Quanti ne sono interessati dovranno visitare periodicamente il blog al quale apporrò una catalogazione che permetterà di valutarne gli aggiornamenti - ac]

* * *

Il citato Iannuzzi è “Forza Italia” non più di quanto lo sia io. Che cosa sia la Redazione di “ragionpolitica.it” ho cercato a fatica di saperlo alla sede nazionale di via dell’Umiltà. Non ne ho cavato un ragno dal buco e mi sono stancato presto di fare l’investigatore. Per l’idea che ho potuto farmene si tratta di una congrega parrocchiale all’interno del partito e facente capo al “prete” Gianni Baget Bozzo, con il quale ho avuto qualche cortese e civile scambio di idee. Non sembra però che don Baget Bozzo si occupi concretamente del sito telematico, che a me appare gestito da un gruppo di ragazzi tanto immaturi quanto ignoranti. Tale mi è sembrato il Iannuzzi in questione, che non mi risulta essere più che un redattore, stipendiato o meno di Ragionpolitica.it Con una lettera privata, rimasta senza risposta, gli ho già notificato che non compete a lui, a rigor di legge, di fornire informazioni private a terzi sul mio conto. L’ho diffidato in privato e lo diffido nuovamente in pubblico. Quanto ai miei “titoli” in Forza Italia, che risultano da atti scritti che mi danno la titolarità del logo di Presidente e di Coordinatore Provinciale, quando a me serve farne uso appropriato, non è cosa di cui debba render conto né a Iannuzzi né ai Redattori di “Informazione Corretta”. Appunto, nei testi in questione non ho ritenuto di far uso del logo di FI in quanto non sono atti collegiali né del mio Club né del Coordinamento provinciale. E quindi non capisco né l’attività delatrice né il responso del Dr. Iannuzzi, che travalica di parecchio le sue facoltà e che per le cose che scrive mi sembra persona di grande oscurità mentale, frutto di letture mal digerite, ma con la pretesa di poter fornire la “dottrina” di FI, cosa che mai ho pensato di attribuirgli aderendo “liberamente” (certamente! o altrimenti per graziosa concessione dello stesso Iannuzzi dietro domanda in carta bollata?) a FI.

Il “tra i piedi” è espressamente altamente urbana per la quale non pretendo pubbliche scuse, ma sulla base della quale mi riservo il diritto di rendere insulto equivalente e proporzionale ogni volta che mi ispirerà la mia fervida fantasia. La mia preoccupazione nel corso delle polemiche è sempre quella di lasciarmi sfuggire qualche frase di troppo; se sono gli altri a sgarrare nelle norme della correttezza e del civile confronto, anche se aspro, lungi dall’offendermi, tiro un sospiro di sollievo per l’evidente caduta sul tappeto del mio avversario. Per mera informazione di chi legge, a parte gli insulti del Iannuzzi, di oltre oltre al titolo di scribacchino ignorante e astruso non conosco altra posizione in Forza italia, rendo noto che nessuno si è minimamente azzardato a muovermi alcuna formale contestazione per le mie private opinioni di tesserato di Forza Italia (vedi a fianco le foto delle tessere dal 2002 in poi), ma sono stato io a sollecitare chiunque lo volesse ad un confronto critico, un chiarimento, un dibattito sugli oltre trecento articoli da me scritti sul mio apposito Blog di militanza politica, che ho dovuto creare dopo aver sperimentato che sui fogli di partito o in altra sede non viene dato agli iscritti alcuno spazio per esprimere le loro idee ed posizioni politiche. Nessuno si è fatto vivo ed io ancora aspetto in Forza Italia un cane qualsiasi con il quale poter parlare di politica. Non se ne trovano, a parte qualche slogan televisivo.

Per chiudere la mia “inchiesta” su “Informazione Corretta”, anche dopo le gravissime vicende teramane, sono io che sollecito l’attenzione dei più alti vertici del partito, in quanto a mio avviso tutta l’attività di “Informazione Corretta” è gravemente censurabile sotto il profilo della democrazia. Per mera prudenza non mi esprimo in termini più pesanti e decisi, ma considerando il tipo di attività volta ad intimidire quanti esercitano la libertà di pensiero, nell’attività delatrice verso supposti superiori organi in grado di coartare i liberi convincimenti altrui, in un’indebita attività spionistica verso il sottoscritto, attività sopra oggettivamente documentata dagli stessi loro archivi, per terminare con il ruolo svolto da Informazione Corretta negli eventi teramani e senza indagare sul resto del modo di fare informazione, tale da poter collegare la loro attività con quello bellica di uno Stato belligerante, mi pare ovvio che Informazione Corretta costituisca un pericolo per la democrazia in Italia e per le relazioni pacifiche dell’Italia con la totalità degli Stati arabi. A tutela mia di iscritto ad un partito secondo il diritto sancito all‘art. 49 della costituzione, a tutela della pace e del ripudio della guerra sancito nell’att. 11 della costituzione, a tutela degli art. 21 e 33 della costituzione chiedo agli onn. parlamentari di Forza Italia che esprimano una pubblica posizione e che ove siano di diverso avviso accettino di discutere in sede di partito le loro diverse valutazioni.

* * *

4.
In attesa
dell’esecuzione della sentenza Iannuzzi-I.C.

Resto in attesa di un ritiro delle credenziali di partito ex annuncio Iannuzzi, ritiro mai pervenuto ad oggi 26.5.07, né io stesso posso porre il problema dell’eventuale ritiro delle mie deleghe più di quanto non abbia ufficiosamente già fatto: exusatio non petita, accusatio manifesta. Nessuno al momento mi ha ritirato la fiducia prima accordata e soprattutto non è venuto meno finora il consenso di quanti in ambito territoriale sono come me in contatto e con me fanno politica, sia pure in condizioni assai difficili. Per l’occasione, dopo i fatti di Teramo, sono stati da me informati gli iscritti ai miei clubs, informandoli dell’attacco alla mia legittimazione statutaria proveniente dal consorzio Iannuzzi-I.C. Del resto, in Forza Italia che fino a prova contrario è un partito liberale le decisioni collegiali degli organi vincolano quanti di quegli organi fanno parte, mentre le opinioni che ognuno ritiene di assumere a titolo individuale, offrendoli alla pubblica discussione non sono oggetto di censura preventiva. Ma ancor meno sono posizioni ufficiali e vincolanti di partito le astruse ed insulse elucubrazioni di un Raffaele Iannuzzi su un foglio telematico (Ragionpolitica.it) dai discutibili contenuti, mai offerti alla libera discussione degli iscritti e degli elettori di FI. Questo Iannuzzi io poi non l’ho mai visto e non so che faccia abbia né con lui ho mai avuto un organico rapporto di partito. A rigor di logica e diritto dovrebbe essere Raffaele Iannuzzi a spiegare: a quale titolo comunica quanto sopra ad Informazione Corretta, oltretutto su posizioni a me arbitrariamente attribuite e da nessuno mai seriamente esaminate, secondo canoni elementari di diritto: 1°) a quale titolo o per conto di chi egli parli; 2°) con quale diritto, violando la normativa sulla privacy egli comunica a terzi senza esserne autorizzato dati per giunta falsi e diffamatori; 3°) non è per giunta chiaramente indicato il titolo di reato a me ascrivibile e quale il corpo stesso del reato; 4°) non è infine ascoltato l’accusato da nessuno che abbia titolo ad accusarlo giudicarlo o giudicarlo o al quale l’accusato debba render conto delle proprie opinioni e delle proprie interpretazioni storiche e filosofiche. Tutto ciò è davvero grottesco ed aberrante. Inoltre, come ben sanno i miei superiori dirigenti, sono da me accuratamente tenuti distinti dalle mie personali posizioni gli organi ed i momenti decisionali del mio proprio club e delle rete dei clubs da me diretti, i quali hanno propri ed autonomi momenti deliberativi che vincolano quanti concorrono alle comuni decisioni. Ciò non riduce la mia libertà, ma la esalta in quanto dimostrazione palpabile dell’autonomia che un partito come Forza Italia è in grado di concedere ai suoi iscritti che non solo tali perinde ac cadaver. Alla discussione critica, cioè alla vera e propria sfida retorica da me lanciata, si sono ben guardati sia i delatori di I.C. (e che siano delatori lo dimostra la loro denuncia al mio partito) sia l’astruso ideologo Iannuzzi. Infatti, con grande senso della dignità del prossimo mi considerano “indegno” avversario con il quale misurarsi dialetticamente. La cosa non mi offende affatto, ma al contrario mi risparmia il gravoso lavoro di dover lavare la testa agli asini. Chi si riconosce nelle mie opinioni politiche e pensa di poterle condividere e farle valere incominciando da FI è libero di iscriversi al Club Tiberino, un club virtuale dal quale si può liberamente entrare ed uscire con pochi clic sui tasti del proprio computer. Dopo gli esperimenti in atto, pasticciati, dei clubs Brambilla e Dell’Utri che hanno tolto il vincolo della tessera di partito per poterne fare pare, sono quanto mai lieto di estendere ai miei Lettori l’invito ad aderire al Club Tiberino, sciogliendoli da qualsiasi vincolo di appartenenza partitica. Con una differenza importante rispetto ai Clubs cosiddetti del Buon Governo (Dell’Utri) o della Libertà (Brambilla) che pretendono di essere clubs culturali senza sapere neppure dove stia di casa la Cultura, il Club Tiberino si caratterizza invece come Club eminentemente politico. Se Forza Italia dovesse sparire con la stessa rapidità con cui è nata il Club Tiberino in quanto aggregazione politica potrà continuare ad esistere. Episodi come quelli di Teramo, che vedono minacciata la libertà di noi tutti (ebrei alla Toaff compresi), dimostrano come i partiti tradizionali non siano i migliori custodi della costituzione del 1948. Invito pertanto quanti hanno aderito al Comitato di Difesa della Libertà, riunitosi ieri ad Alba Adriatica a prendere anche in considerazione la non incompatibile adesione al mio Club Tiberino: Club Tiberino: iscrizione libera. Io sono e resto iscritto, tesserato e militante di Forza Italia fino a quando non verrà eseguita nei miei confronti la sentenza Iannuzzi-I.C. A chi aderisce non verrà chiesta da parte mia nessuna tessera o militanza in Forza Italia. Ciò può avvenire in piena sintonia con la normativa Brambilla/Dell’Utri.


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