domenica, maggio 27, 2007

Il latinorum di Massimo Introvigne

Qualcuno ha scritto che una immagine vale più di mille parole. Ho visto quante parole Massimo Introvigne ha pubblicato nel solo 2006. Tante! Ma se metto le sue parole accanto alla faccia del prete adescatore, padre Oliver O’Grady, che risponde alle parole del giudice per spiegare la tecnica con cui adescava le sue vittime, o a quella di padre Sean Fortune che ogni domenica dopo lo stupro scendeva a dir la prima messa per poi ritornare a stuprare nuovamente la sua vittima, ma se confronto le astruse argomentazioni di Introvigne soprattutto con il volto umiliato della nonna brasiliana, che è sul punto di piangere per la violenza subita dal nipote e per il silenzio a cui la si voleva costringere e per la fede che così perse, allora Introvigne non può cancellare l’evidenza della verità, che è lo stupro subito dalle vittime, non la responsabilità vera o falsa dell’attuale pontefice. Anzi l’attuale pontefice fa qui la parte di uno che le tenta tutte per scansare da sé ogni responsabilità, che se non direttamente su di lui, cadono comunque sulla della chiesa cattolica, mica sui musulmani. Sembra più l’atteggiamento di un gerarca nazista, o anche soltanto da un modesto burocrate che non il Santo Padre dal quale in questo frangente ci si sarebbe aspettato un gesto, una delle tante, troppe parole che disperde al vento. Invece se ne sta dietro i suoi... Legali. Questo ultimo fatto, cioè la responsabilità effettiva del pontefice in ordine ai fatti acclarati, potrà poi essere importante per lo stesso Introvigne ed i suoi cofirmatari, ma non per chi le violenze le ha subite e per quanti con queste vittime si sentono solidali. La questione della responsabilità del pontefice in carica o la esatta qualificazione canonistica delle fattispecie concrete non è l’oggetto principale del filmato, non è ciò che lo rende più interessante.

Del resto, il curatore del filmato, diligentemente, si è rivolto ad un “consulente tecnico” nella persona di padre Tom Doyle, ossia «un esperto di diritto canonico, un tempo stimato in Vaticano, ma oggi non più a causa del suo interessamento agli abusi del clero». Il canonista Doyle, citato dal non-canonista Introvigne, ammette che alcune distinzioni da lui fatte siano state perse dal curatore del filmato, ma non è affatto “ambiguo”, quanto chiaramente afferma nel filmato: «Il Crimen Sollicitationis prescrive una politica di segretezza assoluta su tutti gli abusi. Quello che leggiamo qui è una chiara politica di copertura dei casi di abuso perpetrati dai preti. E anche la punizione per quelli che vorrebbero richiamare l’attenzione su questi crimini ad opera del clero. Il che prova che le gerarchie ecclesiastiche sono interessate unicamente al controllo della situazione. C’è la chiara evidenza che la preoccupazione è solo di controllare e contenere il problema. Da nessuna parte c’è scritto di aiutare le vittime. La sola cosa che impone, invece, è di terrorizzare le vittime, con la minaccia di punirle se raccontano l’accaduto». Cosa c’è qui di ambiguo e di inverosimile rispetto a ciò che già conosciamo sui metodi propri della chiesa? La stessa volontà di copertura è ciò che traspare dal comportamento degli ascari parlamentari, che interpretano in questi modo i desideri della gerarchia cattolica. Ciò che offende è la totale insensibilità per le vittime. Tra padre Tom, che almeno è chiaro, e Introvigne, che è oscuro, io preferisco credere al primo.

Comunque stiano le cose, che sempre si possono verificare ed approfondire, e poiché il canone sono costretto a pagarlo, pur non volendolo pagare, almeno vorrei mi si concedesse di poter vedere in tv questo benedetto filmato. Naturalmente Introvigne potrà scrivere duemila libri per dire che chi ha realizzato il filmato era ignorante in fatto di diritto canonico, ammesso che Introvigne ne capisca di più di padre Tom e che padre Tom sia disposto a smentire quanto sopra riportato testualmente. Ma se i numerosi stupri non sono stati una semplice fiction televisiva, cioè opera di fantasia; se le sentenze dei giudici americani non sono pure una fiction televisiva, allora abbiamo come cittadini maggiorenni il sacrosanto diritto di poter vedere questo filmato sul quale Introvigne potrà poi dire tutto quello che vuole e quanti lo vorranno potranno ascoltare Introvigne, al quale certo non verrà riservato lo stesso trattamento che a Faurisson. Se la BBC ha già trasmesso per i cittadini inglesi lo stesso filmato, sarebbe offensivo che a noi italiani fosse proibito per ordine vaticano: sarebbe la migliore conferma alle accuse di segretezza e copertura quale politica abituale di Santa Madre Chiesa, mossa appunto da padre Tom nel filmato proibito.

Sul latinorum di Introvigne che per la verità poco mi convince come altrettanto poco mi convince lo stesso Introvigne, ahimé sono malfidato, incomincia ad apparire qualche disamina, qui a cura di Massimo Capriccioli, ma sono sicuro che a mettersi a studiare il diritto canonico o ad affidarsi a qualche esperto di fiducia la malafede dei papisti verrebbe allo scoperto. Per adesso, direi, è sufficiente il normale buon senso per farsi un’idea di un caso, o meglio di tanti casi, di per sé chiari seppur squallidi e tali da suscitar riluttanza a parlarne. Questa riluttanza si deve però superarla principalmente per solidarietà seppur tardiva con le vittime. Io penso che il tacerne faccia male alle vittime. Non si tratta di curiosità morbosa, cosa in sé patologica e spero limitata. Ma di far capire a chi è stata vittima e quanti ancora lo sono in segreto che possono contare sulla solidarietà e protezione di noi tutti. Loro in quanto vittime non hanno nulla di cui vergognarsi. Soffriranno di più standosene in silenzio. Solo dalla più ampia pubblicità potranno avere quella giustizia che nessuno ha mai loro dato. La maturità della nostra società che è cresciuta malgrado la Chiesa cattolica e contro la chiesa cattolica si vedrà dal modo in cui sapremo uscirne. Se poi il dibattito sarà ampio ed approndito ne sapremo tutti qualcosa di diritto canonico, di quel che vale come sapere giuridico ed il latinorum di Introvigne ci impressionerà di meno. Tutti siamo ignoranti in qualcosa. Si può essere ignoranti in diritto canonico, ma è un ignoranza che si può vincere.

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