giovedì, maggio 24, 2007

Le vignette di Berlusconi ed il Family Day

Il presidente Berlusconi si decise ad andare alla manifestazione in piazza San Giovanni dopo aver visto una vignetta in cui si alludeva alla pedofilia del clero. Indignato, il presidente andò al Family Day, dove già avevano messo le tende uomini come Casini, Mastella, Buttiglione e quanti raccolgono voti nelle sacrestie. Pragmatico come è sempre stato, Berlusconi pensò che non gli conveniva cedere ai concorrenti una consistente quota di mercato elettorale. Non vi era e non vi è alcun dubbio, che dietro il Family Day vi fosse la chiesa cattolica, che anche in questo caso come per l’astensionismo referendario ha attinto ai cospicui fondi garantiti dall’otto per mille. Grazie a quella formidabile invenzione che è internet e mentre in RAI si discute per l’acquisto del filmato da far vedere ad Anno zero di Michele Santoro fra un paio di settimane, è già qui disponibile il video della BBC che in 38 minuti documenta una diffusa pratica scoperta e denunciata negli USA, paese amato dal nostro presidente Berlusconi fino al punto di essersi lasciato trascinare in guerra dal suo collega Bush figlio, inviso a non pochi cittadini statunitensi.

Potenza della Chiesa o se si preferisce dello Spirito Santo! Il video è sparito! Se non è stata la spada della censura, avanzo come pura congettura che l’annunciato acquisto del video da parte della Rai abbia prodotto l’improvviso oscuramente del server da cui io ho potuto vederlo. Ma sconcertante è quanto ho appreso ier sera nella trasmissione di Rai2 “Confronti”, dove il conduttore ha fatto saper saper che l’aver acquistato il video non significa eo ipso che la Rai abbia intenzione di trasmetterlo. Sarebbe una beffa all’italiana tutta all’ombra del cupolone. Con i soldi dei contribuenti si sarebbe acquistato un video per censurarlo, togliendo la possibilità di vederlo a quanti finora in Italia lo hanno visto in internet, cioè forse in molti ma certo non quanti potrebbero vederlo e farsene un’idea in una sola serata di una trasmissione televisiva di ampio ascolto. Qualche commento sui “Confronti” televisivi di ier sera, trasmissione che non avevo mai visto prima e che ho incrociato solo per caso. Il conduttore televisivo sollecita l’invio di email, ma si lamenta di una consistente quota di insulti. Non gli manderò insulti anche io, ma vorrei fare una difesa di ufficio dell’insulto nel senso che in molti casi, non sempre, ma in molti casi l’insulto è la sola cultura di cui il popolo è capace. L’apice della cultura umanistica è il saper redigere una forbita e diplomatica lettera, piena di sfumature, distinguo ed allusione. Il popolo lavoratore non è capace di tanto ed è già tanto se a malapena sa scrivere quattro parole. Pertanto, invito il conduttore ad avere un poco più di carità cristiana e di chiedersi se dietro l’insulto vi sia, almeno qualche, una giustizia negata, un’offesa subita, una verità imbavagliata: siate buon cristiani coi fatti, non con le parole!

Quanto al merito della trasmissione citata ed anche ad alcune notizie online penso di poter svolgere alcune riflessioni. Vittorio Sgarbi non l’ho mai potuto soffrire ed è rimasto per me un mistero il suo successo e mediatico. Non sono il solo a trovarlo antipatico. Ricordo di un mio amico gigantesco di corporatura quanto mite di carattere. Eppure mi disse una volta che vedendo il volto di Sgarbi alla televisione sentivo un impulso fortissimo a lanciargli una delle sue gigantesche scarpe, ma si tratteneva solo perché non voleva rimetterci il televisore. Ieri sera però la mia spontaneo antipatia per il personaggio ha potuto trovare argomenti razionali. Intanto, ci ha confessato di essere stato dodicenne quasi vittima delle attenzioni di un prete pedofilo suo insegnante. Non si è capito bene cosa è successo ma pare siamo stati vicini con Sgarbi forse o quasi consenziente. Non mi interessa chiarisca lui, se vuole. Ha proseguito Sgarbi ricordando il ruolo della pedofilia nell’antica Grecia ed anche il fatto che il rapporto pedofilo non è sempre frutto di violenza. Il bambino può anche starci e forse non in pochi casi. Non si è accorto Sgarbi di aver aperto le porte dell’inferno che pur per mero opportunismo politico voleva tener ben chiuse.

I casi noti, già numerosi, di pedofilia dei preti cattolici sono quelli accertati dai tribunali e terminati con una sentenza di condanna. Se accettiamo la plausibile ipotesi del consenso e dell’attrazione reciproca, questi casi restano necessariamente ignoti e si moltiplicano di non poco. Il presidente Berlusconi avrebbe poco di che scandalizzarsi davanti alla vignetta del Manifesto. A proposito di Berlusconi ha fatto sapere lo stesso conduttore che per intervento diretto del Presidente Mediaset non ha acquistato il video, che quindi è rimasto nella disponibilità della rai. Per ragioni politiche il presidente non ha più fatto l’imprenditore, ma a mio avviso avrebbe fatto meglio ad acquistare il video anziché una copia del Manifesto, che poteva invece tranquillamente ignorare. L’ineffabile Sgarbi sempre pronto ad irritare il suo prossimo, questa volta a chiuso la sua sparata dicendo che la pedofilia dei preti è cosa assolutamente schifosa, ma che però la chiesa non si tocca per una sorta di ragion di stato o di sicurezza nazionale. A Napoli ci sono tantissime opere d’arte e sappiamo che ci sono anche montagne di rifiuti. Occorre far vedere le opere d’arte, con le quali lo stesso Sgarbi campa non poco, ed occultare le montagne di spazzatura, in mezzo alla quale tutta la popolazione di Napoli vive tutti i giorni, forse neppure sapendo che ad edificazione del loro spirito la città di Napoli possiede tante opere d’arte, guarda caso spesso situato dentro chiese ricchissime di ornamenti. Questa la moralità pubblica e privata dell’uomo Sgarbi, al quale perfino il gigante mite voleva lanciare una scarpa alla sua faccia televisiva.

Ma non è stato di meno Marcello Veneziani, indubbiamente più intelligente e serio di Sgarbi. L’amico Marcello che si è tagliato i baffi ci ha detto di aver scoperto in Puglia, facendo ricerche d’archivio, casi di pedofilia dei preti già nel Seicento. Potrei confermargli qualcosa di analogo per la Calabria nello stesso periodo. Ma poi ha concluso anche lui per la ragion di stato, immaginando gli italiani un popolo di bacchettoni che non vogliono si tocchi la loro chiesa, che è fatta di tante madre terese di Calcutta o di padri pii. A propositi di questa Madre Teresa di Calcutta voglio levarmi un sassolino dalle scarpe. Sono in casa mia con quattro lettori virtuali e posso prendermi la mia libertà. Non cerco voti. Non mi presento alle elezioni. Posso fare anche a meno del Cavaliere. Questa donna indiana, che avrà pure fatto un po’ di bene, facendone un mestiere ed una ragione di vita insieme, viene costantemente utilizzata come un’icona cattolica per coprire tutte le nefandezze che altrove ma sempre nel santo grembo di madre chiesa vengono commesse. Ho sentito il nome di Madre Teresa di Calcutta pendere dalle labbra di Madre Mastella di Calcutta in quel di Santoro, prima che la Madre si ritirasse in preghiera. È bastato il solo sfruttamento mediatico di Madre Teresa da parte di Madre Mastella perché andasse in fumo tutto il bene che a Madre Teresa possa essere attribuito. Viene da sospettare una truffa in grande stile. E del resto il diavolo, che è un grande logico, puà ben pensare che da una parte la Chiesa produce quelle stesse masse di derelitti che Madre Teresa accoglie pietosamente dall’altra ed il tutto si mantiene come in una partito di giro.

Ma a parte ciò è inaccettabile l’argomento percentualistico: i preti pedofili sono soltanto casi limitati che non offuscano la grande realtà della chiesa che è fatta da Madre Teresa di Calcutta, di Padre Pio, che ancora taluni si ostinano a considerare un imbroglione non perché la cosa mi riguardi, e così via. Una realtà identificativa contro un’altra. Non è accettabile questa argomentazione ed è del tutto disonesta, a mio avviso. Se i casi esistono, pochi o molti che siano, non ha senso occultarli. Chi intende fare ciò, a mio avviso, non serve la Verità, ma serve gli interessi politici della chiesa, dal cui voto dipende: un classico esempio di “carità pelosa”, ben individuata già dal Manzoni. Ed infatti gli araldi della censura e della difesa dell’immagine del papa sono i soliti sanfedisti, di cui offro alcuni link, per restare in Forza Italia: l’Occidentale, Ragionpolitica.it, dove non lascio inutilmente i miei commenti, regolarmente oscurati. In particolare l’Occidentale di Quagliarello sta seguendo la vicenda Rai con il gusto di veder defenestrato Cappon proprio sulla faccenda del Video sacrilego. La Verità non si presenta alle elezione e non è calcolabile con le stesse percentuali dei partita. La Verità ha sempre perso le elezioni. Se la trovo, metterò in questo blog il volto umiliato ed offeso della nonna brasiliana, costretta al silenzio, intimidita per aver voluto denunciare le sevizie fatte dal prete pedofilo al suo nipotino. I papisti nostrano devono dirmi se sono false le lacrime di quella donna. Il resto, cioè quale sia stato l’effettivo ruolo del Ratzinger divenuto ora papa, è cosa che mi interessa assai poco e che a mio avviso è del tutto marginale nel significato complessivo del Video. Volendo si possono trovare falsità ed imperfezioni anche nella Divina Commedia, ma ognuno sa che nella Divina Commedia bisogna osservare innanzitutto la Divina Commedia. Accanto al volto della nonna brasiliana, se lo troverò, metterò il volto tanto gettonato ed iconizzato dell’inflazionata Madre Teresa di Calcutta. Ognuno potrà poi liberamente scegliere quale volto esprime la Verità della Chiesa.


Io comunque l’ho e posso testimoniare per ciò che ho sentito e visto. Il video era più che attendibile e le critiche di Introvigne, ammesso che siano esse fondate nella loro astruseria, ammesso che valga la pena di prestarvi attenzione nell’esaminarle, non coglievano nessun aspetto essenziale del video. Commovente l’anziana e povera signora brasiliana costretta a tacere ed emarginata per aver denunciato l’abuso commesso sul nipote. È semplicemente vergognoso e mi vergogno di essere stato battezzato cattolico. Ma ho fatto sana apostasia con formale atto di abiura. Naturalmente ciò non mi impedisce di essere sereno ed equanime verso i cattolici ed il mondo cattolico. È però un mio diritto volerne stare fuori e non essere soggetto ad un£indebita influenza. Il mio rispetto ed affetto verso molti cattolici e parenti miei amici non è per nulla in crisi da ciò che fa la gerarchia cattolica, che come si dice al mio paese è la principale responsabile della perdità di devozione da parte dei fedeli, così come appunto ha dichiarato l’anziana signora brasiliana le cui lacrime non potrò mai dimenticare. Eccolo che suona di là la sigla del dottor Vespa, arciricco signore dell’informazione e dell’istupidimento degli italiani.


Mi astengo da un facile e logorroico commento che affido alla mia consueta Rassegna Stampa Commentata. Qui mi soffermo su un altro scandalo non meno grave e di cui non si è consapevoli. Si parla in questi giorni del grande discredito in cui è caduta la politica. Non è cosa nuova. Il problema è che tutti i partiti sono condizionati dal voto della Chiesa che nel filmato viene equiparata alla Mafia, che già afflige l’Italia come un problema noto e mai risolto. La politica italiana è dunque alla mercé di mafia e chiesa. I cittadini non hanno nessuna influenza su quella formazione della politica nazionale che dovrebbe essere da loro determinata attraverso la partecipazione alla vita ed all’attività dei partiti politici, secondo quanto recita l’art. 49 della costituzione, un articolo nato morto. Mentre si parla di liberalizzazione e concorrenza, basterebbe mettere i partiti in concorrenza con la chiesa nella raccolta dell’otto per mille. Tante cose si potrebbero fare se il comune buon senso degli italiani fosse al governo di questo paese.

A proposito di Family Day sto ascoltanto una diretta della conferenza della Bindi sulla Famiglia, almeno credo, non avendo seguito dall’inizio. Si parla di un’Alleanza della Famiglia. Ho ascoltato alcuni interventi. Fra poco spegnerò la radio, avendo qualcosa da fare. Confermo ciò che ho scritto altrove: sanfedismo e demagogia della peggiore specie. Ovviamente non sono un nemico della famiglia. Tutti facciamo parte di una famiglia e nessuno può essere contro di una famiglia. Tutti si affollano al microfono per dire che sono a favore della famiglia. Ci sarà qualcuno contro? Vi è sempre bisogno di un nemico che possa tener unita la massa. Saperlo distinguere è poi ben altra cosa. Evidentemente si pensa che nemici siano quelli che possono essere bollati come non-famiglia! Che ne facciamo di costoro? E chi sono? Al cimitero del Verano in Roma si legge entrando: «ciò che siete fummo, ciò che siamo sarete!» Esistono tanti modi per essere presi per i fondelli e si può essere presi per i fondelli anche in nome della famiglia: quello che si propone poteva esser già fatto, o è in corso o dovrà fare i conti con le compatibilità economiche. La mia proposta provocatoria io l’ho fatta: un milione di euro a testa per ogni nuovo nato, e magari anche per quelli cresciuti e già invecchiati. Li voglio vedere! Non voglio qui svolgere una critica analitica degli interventi, ma aspetto i demagoghi al varco. Verra fuori che quanti hanno messo moto al tutto, getteranno presto la maschera e si proporranno come deputati alle prossime elezione, risolvendo i problemi per la loro famiglia o la loro vanità, se già non ne hanno abbastanza. Mah! Il dibattito sulla famiglia si sta già sfarinando sul problema della casa, del lavoro, degli asili nido per i quali non bastano le risorse, la maternità, le “gravidanze a rischio” (?), il part time per i padri, delle pensioni, degli ammortizzatori sociali a costo zero non si può, della sanità, dell’autonomia finanziaria dei comuni, dello stato sociale, i giovani, il precariato, un debito pubblico infinito, il lavoro nero, ecc. Il fiume finisce nel mare immenso. Ritorna tutta la politica economica di sempre. Un milione e mezzo di persone a san Giovanni per riproporre di nuovo quello che già si sapeva o per andare contro a ben precisi obiettivi su ordine del Vaticano? Mah!

RASSEGNA STAMPA COMMENTATA

1. E ti pareva!. Massimo Introvigne è lo stesso che ho incontrato nella rassegna stampa sul libro di Odifreddi. La sua presa di posizione sul documentario, di cui si rammarica la comparsa in internet, è in sintonia con la sua posizione sul libro di Odifreddi. Il nostro Massimo è in servizio permanente effettiva verso la Causa Santa. Il filmato sarebbe stato tre volte demolito nella sua falsità non dalle vittime delle cristiane attenzioni di tanti pii e consacrati preti americano e non solo, ma da una schiera di valenti esperti di diritto canonico, cioè di azzeccagarbugli del Vaticano. Da che parte pende l’Occidente non è difficile capirlo. La sua notizia: Cappon in bilico per colpa di santoro, rivela comunque gli interessi politici in gioco e l’ampiezza dello scontro. Avendolo visto e rivisto, non capisco proprio in cosa consista il “falso”. I numerosi casi di pedofilia accertati in America sono un’invenzione della BBC? E che interesse poteva avere ad inventare una cosa simile? Il reporter della BBC non conosce bene il diritto canonico? E chi se ne frega? A chi possono interessare quelle astruserie se i fatti denunciati sono veri?

2. Tutte invenzioni di Santoro che vuol diffamare il papa: così l’Avanti socialista, difensore del Concordato. Non si capisce proprio se questi bambini pedofilizzati da numerosi preti in Americano siano mai esistiti. Come per gli UFO: ne parlano, ma nessuno li ha visti e non se ne può documentare l’esistenza. Le questioni di forma nascondono la sostanza del fatto accertato dai tribunali americani, che condannando le diocesi cattoliche ne hanno addirittura dissestato le finanze.

3. La diabolica e anglicana BBC rivela che la chiesa cattolica è passata in minoranza nel Guatemala. Proprio una congiura. Forse ciò che salva la BBC è il fatto di trovarsi in un paese anglicano da diversi secoli. Non sono possibili quelle stesse pressioni che sono abituali e normali in un paese cattolico come l’Italia, dove la televisione di stato è in pratica un organo del Vaticano. Dopo il servizio choc sulla pedofilia, la BBC ne sta preparando un’altro sul calo dei cattolici in Guatemala e forse in tendenza nel resto dell’America Latina? un male? un bene? Mah! Un caso di pedofilia illustrato nel filmato era avvenuto in Brasile, non negli USA. Probabilmente nei paesi poveri le vittime hanno una minore possibilità di ribellarsi. La chiesa ha sempre particolarmente amato i poveri.

4. I tentacoli della piovra sulla RAI. E ti pareva! Come avrebbero potuto essere sicuri i nostri papisti che le loro richieste di censura sarebbero state accolte se non esistesse una struttura segretissima scoperta proprio in margine al caso scoppiato per la richiesta fatta da Santoro per l’acquisto del filmato della BBC. Riporto testualmente, ma invito alla lettura del testo che ci rivela il nostro scandalo quotidiano: «Si spiegherebbe così il meccanismo denunciato ieri da Pippo Baudo “contro ogni censura preventiva” in Rai in seguito alla polemica sollevata per la richiesta di Michele Santoro di acquistare della Bbc il documentario su alcuni casi di preti pedofili per la sua trasmissione Annozero. Evidentemente la richiesta di Santoro era temporaneamente “sfuggita” al controllo dell’organo esecutivo di sicurezza di viale Mazzini, obbligando le istituzioni preposte ad un tardivo, quanto goffo, intervento, per cercare di bloccarne la messa in onda. Vedremo che impatto avrà questa clamorosa scoperta sulle proposte di legge del governo sulla riforma della Rai e dei servizi segreti. E se la Rai si trasformerà definitivamente da “servizio pubblico” a “servizio segreto”». Se così è, quale verità possiamo aspettarci dalla RAI? Un servizio come quello della BBC è impensabile. Il guaio è che paghiamo il canone! Se almeno, pur pagando il canone, potessimo decidere a quale televisione pagarlo, le cose forse cambierebbero. Ma sarebbe meglio non pagarlo per nulla e smantellare tutto il sistema attuale delle televisioni, liberalizzando al massimo l’informazione.

5. Siamo alle solite: 20 parlamentari e 8o intellettuali che firmano. Firmano perché il filmato non gradito non venga trasmesso. Non per compilare liste di proscrizione, cosa a me del tutto estranea, ma perché le idee hanno nome e cognome, sono curioso di saperne i nomi. Tra i politici spiccano: Quagliarello, Paola Binetti, Storace, Volontè. Ci avrei giurato! Eccoli tutti, o quasi. Il guaio è che ormai il video è stato acquistato con i soldi dei contribuenti ed è stato tolto dalla libera fruibilità in internet forse in conseguenza dell’acquisto della Rai, che probabilmente non lo trasmetterà mai. Date le astuzie gesuitiche a cui sono rotti i nostri parlamentare, c’é da scommettere che fosse tutta una sceneggiata concerta: si acquista, si toglie da internet, non si trasmette almeno da server posti sul territorio nazionale. Le pensano tutte. Quanto agli stupri fra poco sentiremo che non sono mai esistiti, o meglio se sono esistiti il popolo gregge non dovrà mai saperlo.

6. Come avevo supposto, indovinando: il video è stato ritirato da internet in seguito all’acquisto RAI». Mi resto ancora da indovinare il fatto che a Santoro verà impedito di trasmetterlo, cosa che doveva già essere avvenuto nell’ultima trasmissione. Resta da chiedersi se detenendo la RAI i diritti, costati 25.000 euro potrà continuare ad impedirne ad altri la visione su internet. Se invece il video verrà trasmesso, magari non con i sottotitoli ma con il doppiaggio, è da chiedersi se potrà essere visto dagli archivi rai. Viste le resistenze, che hanno già piegato Crozza e scomunicato Rivera, che forse non lavorerà più almeno a piazza san Giovanni, dubito che Santoro possa farcela. Ma sono curioso di vedere se il suo “eroismo”, spesso fazioso, valeva solo contro Berlusconi, o egli saprà fare adesso un gesto sotto il regno di Prodi. Il video è ancora visibile nel blog di Beppe Grillo, da dove si può scaricarlo. Mentre sul sito delle BBC non dovrebbero esservi problemi. Mi riservo di analizzarne il contenuto, magari in opposizione ad Introvigne, ma non adesso. Sono occupato con altre cose. Intanto vediamo come evolve la faccenda.

7. Il poplo italiano è un minorenne sotto tutela. L’articolista giustamente rileva come sulla dubbia pedofilia del comune di Rignano sia la tv di stato sia le tv di Berlusconi ci hanno asfissiato senza che sentissimo il bisogno di essere informati più di tanti. Non solo i dibattiti televisivi si sono sprecati. Sui casi più certi di pedofilia ad opera di preti deve essere fatto il silenzio più assoluto non perché gli stupri non ci siano stati, ma perché astruse questioni di diritto canunico, il più astruso dei diritti, non sono state ben comprese da chi alla bbc ha fatto l’inchiesta. Cosa bisogna studiare nella vita? Il diritto canonico dei preti!

8. Il senso mi sfugge. Certamente non sono sospetto di simpatie per Michele Santoro, ma in questo caso non riesco a capire gli addebiti che gli vengono mossi e mai avrei immaginato di dovermi ergere a suo difensore. L’articolo di Fasani, che per fortuna è fornito di un indirizzo e-mail, al quale inoltrerò questo commento mi riesce proprio incomprensibile. Sarà pur vero che il Giornale si è occupato del caso in altri approfonditi articoli, ma io non li ho letti e non compro le edizione cartacei dei giornali. Se fallissero tutti, sarebbe forse un bene per il sistema dell’informazione. Torneremmo al più sano passaparola o alla Fama. Il punto essenziale mi sembra uno solo: gli stupri, e pure numerosi se non sistematici, ad opera del clero, soprattutto in America, ci sono stati o sono essi un falso? Il falso in cosa consiste? Nell’ignoranza della qualificazione canonistica dei fatti o nei fatti stessi? Si ripete continuamente che si tratta di un falso ma non si dice qual è questo falso. Dove stesse nel 1962 Joseph Ratzinger a me interessa assai poco. Se invece sono vere le lacrime della nonna brasiliana e non una finzione scenica a pagamento, a me invece questo interessa moltissimo ed è l’essenziale della notizia. Sul resto Massimo Introvigne può dilettarsi quanto vuole. Me lo dica lei, Fasani. Se mi onora di una risposta, l’aggiungo a questo mio commento, senza aggiungere verbo o aprire un contradditorio con lei. Il 68 l’ho fatto anche io, ma non capisco cosa qui ci azzecchi con la pedofilia dei preti. Di quel periodo ognuno può dare l’interpretazione che meglio crede a seconda della parte dove stava ed a seconda di cosa ha fatto. Di Marsiglia e della biografia di Santoro assai poco mi interessa. Ma se ha deciso di fare un servizio giornalistico ed anche dissacrante su quell’organizzazione tutta terrena che si regge su una burocrazia celibataria, questa sì contronatura, ben venga Michele Santoro! Ma forse il suo pezzo giornalistico voleva essere un pezzo contro Michele Santoro che ha deciso di fare un servizio sulla pedofilia dei preti. Insomma, se ha tempo per rispondermi mi faccia capire cosa intendeva dire nel suo articolo che io mi son preso la pena di leggere. Quando scrive lei, lei scrive per essere letto e capito o tanto per scrivere in quanto pagato?

9. Chiesa e pedofilia: la disinformazione di don Stefano. Commento analiticamente il testo di don Stefano Colombo (un sacerdote?) che si rivolge a Beppe Grillo, ma il cui testo ognuno può leggere in Rete. Mi scuso per il tono un po’ rude, ma scrivo di getto e ho altro da fare. Mi riprometto di ritornare su queste righe, per smussare le asperità non strettamente attinenti alla logica argomentativa. Dunque: 1°) don Stefano si rivolge a Beppe Grillo. Perché? Il video incriminato è stato ritirato dai siti in cui si trovava fino al momento in cui non è scattato il divieto a causa dell’acquisto Rai dei diritti relativi. Il filmato non sarà probabilmente trasmesso da Annozero, che lo ha acquistato per 25.000 euri di soldi dei contribuenti obbligatoriamente costretti a pagare il canone. Probabilmente sarà una nuova forma di censura. Beppe Grillo resiste eroicamente e fino a ieri sera era ancora possibili scaricare il video dal suo affollatissimo Blog. Ecco che il censore don Stefano si rivolge a Beppe Grillo per fargli un paternale. Ma cosa dice nel paternale? 2°) Viene posto il dato puramente cronologico che il Video viene dopo il Family Day. E allora, caro don Stefano, cosa pensa di aver detto con ciò? Qual è la forza logica dell’argomento. Con i gesuiti la chiesa ha creat una sua armata di ragionieri particolarmente agguerriti. Pensa che il Family Day sia un’operazione solare? Io l’ho definita altrove una manifestazione sanfedista, non perché sia contrario alla Famiglia. Anche io sono nato da un padre ed una madre, suppongo anche lei, e quindi tutti abbiamo una Famiglia. Come possiamo essere contari alla Famiglia? Come possiamo essere contrari al Sole, visto che lei ama i ragionamenti solari. Quanto allo scopo vero del Family Day proprio lei cita Andreotti (“pensar male... appunto!). 3°) Meno male che lei stesso riconosce che il problema della pedofilia è un problema gravissimo. Ma perché allora fare sconti alla Chiesa, fin troppo abituata ai privilegi fiscali. Vuole anche gli sconti morali? Un proverbio di origine curiale dice: predicar bene e razzolar male, come quel prete del filmato che subito dopo aver struprato il chierichetto andava a dir messa e poi ritornava a letto per continuare lo stupro, se ho ben seguito lo squallido filmato. In questa parte lei dice che è un falso nel senso della finzione scenica o delle pura invenzione testimoniale? Lo dica, se può dirlo! 4°) La pedofilia è un’etichetta bugiarda? Ma che intende dire? Tira a negare l’evidenza solare del fatto procedendo per progressiva minimizzazione e cambiando le etichette? Vecchio trucco gesuitico, troppo sfruttato per rendere ancora. Io la invito a fare un ritratto del volto della nonna brasiliana, afflitta per il nipotino stuprata dal prete che ha abusato della povertà del suo gregge. Questo quadro lo deve affiggere nella sua chiesa accanto al ritratto della madonna! Ma chi era in fondo Gesù Cristo? Un pazzo marginale di cui gli storici romani neppure si sono accorti al punto che la sua esistenza appartiene più alla leggenda che non alla storia. Quindi, ci vada piano con le “esigue minoranze”. Le devo ricordare io la parabola della pecorella smarrita? Le devo ricordare gli attrezzi del suo mestiere? Il dato numerico quantitativo vale all’inverso? Basta un cattivo prete per far perdere la devozione a molti. La nonna brasiliana ha detto appunti di averla persa qualla devozione, grazie al suo collega brasiliano! 5°) Quando a Ratzinger le assicura che assai poco mi interessa il suo coinvolgimento in questa storia. Mi pare che basti per concludere che se di disinformazione si tratta, a fare disinformazione per conto della sua ditta, sia proprio lei caro don Stefano. Di papi uno solo ne ricorda a mia memoria che meritasse rispetto anche da parte di chi stava fuori dell’ovile: Giovanni XXIII. Dopo siamo andati di male in peggio. Non si dolga di queste mie parole, ma si deve rassegnare ad accettarle come una conseguenza necessaria per l’essere voluto uscire dallo spazio privato alla conquista dello spazio pubblico, che dovrebbe esser proprio ed esclusvo della politica. Pace e bene!

10. L’informazione obiettiva è per il Vaticano quella che non c’è, o solo quella che è diffusa dal Vaticano stesso. L’intervista si apre con il memento che «Venti parlamentari e ottanta intellettuali cattolici e laici hanno sottoscritto un appello ai dirigenti della televisione di Stato italiana perché tale documentario non vada in onda», per poi lasciare all’intervistato don Fortunato Di Noto, fondatore della solita Associazione, la scoperta dell’acqua calda: se vi sono uno o mille preti pedofili, non vuol dire che sono tutti pedofili. Se vi sono magistrati pedofili non vuol dire che tutta la magistratura in quanto corporazione perda il suo prestigio. Se vi è una mela marcia, non vuol dire che tutte le mele son diventate marce. In quanto poi all’argomento che la chiesa non nasconde l’evidenza del fatto, vi è da aggiungere che non può farlo data l’evidenza delle condanne al risarcimento dovuto alle vittima. L’entità del risarcimento è tale da aver procurato il dissesto finanziario di non poche diocesi americani, se ho ben letto o ben ricordo: non intendo propagare notizie false, che di per sé non mi attraggano. Vi è da dubitare della sincerità di quanto dice don Fortunato. Nel caso specifico, non può più negare l’evidenza perché continuare su questa strada sarebbe un suicidio. Ma per tradizione e cultura la chiesa cattolica ha sempre occultato e nascosto tutto ciò che non le tornava utile. Per tutti valga il caso Galilei. Siamo seri e non prendiamo in giro chi ha sufficiente raziocinio per dare una valutazione razionale di un’ulteriore operazione di copertura che è in atto. Mi astengo dal commento ulteriore dell’intervista. Come quella di don Stefano sono tutte uguali, secondo un’identica regia: non negare l’evidenza che non si può più nascondere, minimizzare i fatti, guardare la pagliuzza di qualche inesattezza canonistica e nascondere la trave dietro la pagliuzza, ecc. La Chiesa ha sempre avuto paura della Verità e vive abitualmente di Menzogna. Con Nietzche possiamo ripetere che la volontà di verità è volontà di morte, cioè tradotto in termini concreti senza la “superstizione” imposta dogmaticamente ai suoi fedeli la chiesa cattolica perdere tutto il suo Potere, che è ciò che esattamente ama al di sopra di ogni cosa. Quanto poi all’accostamento di magistrati, insegnati, macellai, bidelli... e preti che possono essere tutti democraticamente pedofili il problema se mai è di comprendere la specificità del prete pedofilo, che guarda caso da Agostino in poi ha avuto con il sesso un rapporto che oggi uno psichiatria non esiterebbe a definire patologico. Quella dottrina del sesso è diventata nei secoli parte consiste dell’edificio dogmatico della chiesa cattolica, della sua Morale, della sua Dottrina Sociale. La pedofilia di cui si parla è anche l’espressione di una tartuferia morale che è fenomeno largamente presente nel cattolicesimo, di cui ben si può dire che è un sistema istituzionalizzato dell’ipocrisia. Infatti, un prete pedofilo se non ha perso anche l’uso del raziocinio, così ben esercitato da Adriana e da don Fortunato, suppongo sia perfettamente in grado di valutare la specificità delle sue pulsioni e la sua compatibilità con il suo abito: se ha taciuto, è segno evidente che le due cose possono coesistere. Non uno o mille, ma solo la punta di un icesberg, che come ognun sa emerge dall’acqua solo per il dieci per cento della sua massa complessiva.

11. C’è chi intanto trasmette, mentre glli altri discutono>. «Il controverso documentario della Bbc sui preti pedofili è stato trasmesso in versione integrale la scorsa notte su Teleambiente, emittente romana che fa parte di un omonimo consorzio di sette Tv del Centro-Nord. Il filmato, che dura circa trentanove minuti, è andato in onda verso l'una del mattino nella versione già presente su internet, con l'audio originale in inglese ed i sottotitoli in italiano. Nella parte alta dello schermo una scritta a scorrimento continuo giustificava la scelta invocando il diritto di cronaca. “Di fronte al balletto tra Santoro e Mentana sull'acquisto del documentario - ha dichiarato Bruno De Vita, editore di Teleambiente ed esponente del movimento dei consumatori ("di cui la Tv - dice - è diretta espressione") - abbiamo deciso di trasmetterlo integralmente e senza alcun commento. Un popolo adulto sa giudicare”. Il filmato sarebbe stato inviato a Teleambiente via e-mail, ma De Vita preferisce non rivelare il mittente. “Ovviamente - sottolinea un comunicato dell’emittente - non sono stati pagati diritti”.» Se la trasmissione di Santoro si farà il prossimo giovedi, a questo punto sarà interessante il dibattito e chi potrà parlare. Prevedo che sarà prevalente la forza di condizionamento del Vaticano, che chiaramente vuole il silenzio su questo tema, quel silenzio che ha sempre mantenuto sulla faccenda, checcé ne dica Introvigne. Mi chiedo cosa farà Santoro, di cui ricordo le sfuriate contro Berlusconi, sfuriate che non ho mai condiviso. Si era dichiarato paladino della libertò, voglio vedere adesso quale libertà sarà capace di difendere e contro chi.

12. Una bella pretesa. Il burocratese della “Catholic Anti-Defamation League” è difficile da digerire, soprattutto in quest’ora in cui scrive, assalito come sono dal torpore. Ma provo lo stesso a commentare il testo in lettura sequenziale. Ci si rivolge al Direttore di quella RAI di cui tutti per legge siamo obbligati a pagare il canone, anche se i programmi RAI decidessimo di non guardarli mai. Il presidente di una così strana associazione, di cui mai finora avevo sentito parlare, chiede al direttore generale della rai ed al CdA di non trasmettere il filmato non a nome degli abbonati alla Rai ma a nome degli iscritti alla sua associazione e di altre associazioni che dice di rappresentare. Questo già non va bene. Se una simile associazione ritiene che vi siano motivi di diffamazione, può ben promuovere apposita azione. Il filmato non è stato prodotto dalla Rai, ma dalla BBC, contro la quale occorre in primo luogo muovere le rimostranze. Quanto poi a dire aprioristicamente che il Tizio (Santoro o comunque si chiami) non è neutrale, affidabile, ecc., è cosa che il Tizio stesso potrebbe giudicare calunnioso e diffamatorio. Quanto poi alla persona del papa definita “sacra ed inviolabile” a norma di Concordato è cosa da far accaponare la pelle. E che vuol dire? Tutte le altre persone che esistono sono immonde e violabili? E che vuol dire che una persona è “sacra” per legge? Una sola o tutte? Il papa è dio in persona? E poi! Appunto perché i servizi sono pagati dai contribuenti la trasmissione dovrebbe andare in onda. Saranno poi i telespettatori a darne il giudizio che meglio riterranno, ma non si possono cosiderare i telespettatori stessi come dei minorenni o dei mentecatti che debbano dipendere dagli “autorevoli esperti” menzionati da Pietro Siffi. Può darsi che autorevoli lo siano per lui, ma non per tutti. Se la chiesa cattolica non fa bella figura per i numerosi casi di pedofilia accertati fra il clero, è colpa della chiesa e solo della chiesa cattolica. Non si può chiedere di nascondere ciò che è realmente accaduto solo per salvaguardare l’immagine della Chiesa cattolica, che può salvaguardare la sua immagine solo se ciò che è accaduto non fosse mai accaduto e si spera non accadrà mai più. Non è nascondendo che si salvaguarda l’immagine. In Genova, qualcuno ha gridato: “Sepolcri imbiancati!” Volevasi dimostrare. Mah! Basta. Et de hoc satis.

13. Le irrilevanti eccezioni di Massimo Introvigne. Ho studiato diritto, ma non diritto canonico, salvo quelle voci che ho dovuto leggere sull’Enciclopedia del diritto, di cui ero revisore. Non è comunque la mia materia e non mi ha mai attratto come branca giuridica. Ma mi pare che neppure Massimo Introvigne sia un canonista di professione, anche se ha voluto tirar fuori uno scritto tecnico per dire che il filmato è un falso. Ma falso di cosa? Gli stupri sono una invenzione filmica? Non credo che nessun possa ed abbia sostenuto ciò. Ho però i miei sospetti sul latinorum di Introvigne. Confido che con un certo studio ne potrei venire facilmente a capo. Ma non ho voglia di addentrarmi in quei meandri e soprattutto non ne ho bisogno per capire quel che mi basta capire e che ho già capito. Sarebbe una perdita secca di tempo. Alla nonna brasiliana afflitta davvero come una madonna per il nipote sodomizzato dal prete cosa facciamo? Le facciamo un bel corso di diritto canonico? Le mandiamo a consolarla Massimo Introvigne?

14. Infami calunnie e pseudotestimonianze per l’Avvenire. È la prima volta che lo leggo. Fino adesso sembrava che il falso consisterebbe nell’erronea qualificazione giuridico-canonistica dei fatti, oppure sulla precisa responsabilità di Joseph Ratzing. Nell’un caso si potrebbe trattare di ignoranza. Chi non è ignorante in diritto canonico? Chi tra i suoi saperi necessari include il diritto canonico al posto dell’aritmetica o della lingua italiana? Ma che ad esser false fossero le testimonianze questo è veramente assai grave, se è come dice l’Avvenire. Ed i giudici americano che hanno condannato le diocesi americane a pesanti risarcimenti si sono inventati tutto? Siamo stati tutti vittima di una burla giornalistica, avendo letto o sentito queste notizie. Le persone che abbiamo visto nel filmato ed erano esse stesse vittime erano dnque impostori pagati allo scopo di diffamare la chiesa cattolica? La verità non può stare da entrambi le parti. Se la verità dei testimoni, che non conoscevano il diritto canonico quando venivano stuprati, è tale, allora tutta l’infamia dovrebbe cadere sull’Avvenire se il nostro paese non fosse un paese cattolico, che lava ogni cosa e dimentica tutto ciò che conviene dimenticare e tacere. Il segreto è l’essenza della chiesa cattolica. E non sono i misteri eleusini. Sono ben altri misteri.

15. un esempio di ordinaria ipocrisia cattolica. Provate voi a leggere il testo linkato che fa riferimento ad una delle infinite sigle della ragnatela cattolica in Italia: Copercom, di cui fino ad oggi neppure sospettavo l’esistenza. Mi chiedo dove va a finire il mio 8 per mille. Dite voi “cosa c’azzecca”, per dirla come Di Pietro. Si tratta di trasmettere un filmato prodotto dalla BBC, non dalla RAI, che mai avrebbe fatto un’inchiesta simile. Il filmato è già stato trasmesso dalla BBC e circola più o meno liberamente in internet. I giornali annunciano che questa sera sarà presente il famigerato produttore di questo filmato, lui stesso testimonianza vivente dello stupro subito ad opera di preti: nessuno lo ha incriminato per essersi inventato lo stupro. Vi sarà a difendere le ragioni della Chiesa l’Avv. lateranense Fisichella. Che cosa di più? Il fatto sta lì. Che i tizi in questione abbiano contribuito alla legge contro la pedofilia non ha nulla a che fare che con la questione in oggetto. Dunque si sta menando il can per l’aia. Al solito. Dal “chi siamo” del Copercom (mai prima coperto, come si dice a Roma) leggo fra l’altro quali finalità perseguite:
…alla sensibilizzazione e allo sviluppo della capacità e della coscienza critica dei cittadini;…
Ma quando mai. Vale piuttosto il motto dei gesuiti: andate e conquistate il mondo, anche quello virtuale dei media e della comunicazione. Ma ritornerò perché è un interessante oggetto di studio.

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