giovedì, maggio 10, 2007

Non solo Bondi, ma anche Biondi in Forza Italia

creato il 10.5.07
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Per fortuna, non tutti i dirigenti di Forza Italia vanno al Family Day. Se ne dissociano Biondi, liberale da sempre, ed il vicecoordinatore Cicchitto, che proviene dai socialisti, a differenza del coordinatore nazionale Bondi, che è di formazione comunista. Leggo in un articolo on line, che offre una panoramica delle variegate posizioni alla vigilia delle due manifestazioni del prossimo sabato: La famiglia divide i politici. Di Rutelli poco mi importa sia che parli sia che faccia qualcosa: può anche andare al diavolo! Di lui ricordo quando si era messo perfino a citare Hobbes senza sapere che il pensatore inglese, fiero antipapista, può essere citato da lui solo e sempre a sproposito. Glielo avevo anche scritto, ma un uomo come lui può solo parlare dai salotti televisivi a tutti ed a nessuno. Per me decisamente interessante e confortante questa notizia che si trova in fondo all’articolo:
E mentre il forzista Enrico La Loggia annuncia che sara' in piazza, i colleghi Cicchitto e Biondi spiegano il loro no: "Trattandosi di una manifestazione esplicitamente e legittimamente convocata dall'associazionismo cattolico, i sottoscritti, che sono laici senza aggettivi, fanno ad essa i migliori auguri di successo, ma non saranno presenti per rispetto dell'identita' altrui, ma anche della propria".
Mentre mai a me è “fregato nulla” di ciò che possa dire un Roberto Calderoli, la cui presenza sulla piazza politica è per me un’attestazione del degrado del dibattito politico in Italia.
Bella ed indovinata è stata una battuta satirica in tv: il cervello di Calderoli vale di più di quello di un Einstein o un Beethoven perché non è stato mai usato. Quanto a Pezzotta adesso “profeta” non riesco più ad averne rispetto dopo che dismessi i panni sindacali indossa adesso quelli sanfedisti, pretendendo di infinocchiare quanti vedono nelle armate allestite dalle parrocchie ed a spese del contribuente un vero e proprio fenomeno di assalto clericale allo Stato italiano, rappresentato da politici che puntano ai voti delle parrocchie stesse. Quanto a Fini vorrei commentare che siamo ormai giunti ad una fase in cui diventa politicamente squalificante definirsi cattolico. Dopo la scomunica messicana, i cattolici possono solo stare in chiesa. Sulla piazza politica suscitano del tutto legittimamente la categoria dell’anti allo stesso titolo legittimamente e preclusivo dell’antifascista, dell’antinazista, dell’anticomunista. In quest’ultimi casi l’essere anti è una prescrizione costituzionale.

Altri recenti articoli online titolano: È guerra aperta fra laici e cattolici, riferendo dello scontro fra laici e cattolici nel neonato Partito democratico. Sbaglia Maurizio Gasparri a ritenere che un eguale scontro non ci sia all’interno della “Casa delle Libertà”. In una sola cosa mi sento d’accordo con Pezzotta che cita proprio il papa:
Siamo in campo, secondo l’insegnamento di Giovanni Paolo II e con le sue parole: “Non avere paura”.
Appunto! Non si deve aver paura nel dire “no” a Pezzotta e Co. Mi sento ora politicamente legittimato alla critica anticattolica ed anticristiana. Se questi avessero scelto per se la dimensione privata dei loro valori religiosi, nessuno potrebbe loro nulla obiettare, ma avrebbe dovuto sentirsi politicamente e moralmente obbligato a tutelare e garantire i loro valori religiosi.
Ma quando sputano in faccia al loro prossimo i loro opinabilissimi valori, pretendendo di trasformarli in leggi dello stato o perfino in loro nome di bloccare la normale produzione legislativa, allora è virtualmente aperta una nuova guerra di religione, dove appunto non bisogna aver paura ed occorre combattere per la difesa della propria libertà e della libertà di cattolici, buddisti, confuciani, atei, ecc. in quanto cittadini di uno stesso stato dove deve regnare la pace. Per ritornare ad Hobbes, incautamente citato da Rutelli nel corso della battaglia referendaria, vale la pena di ricordare la sua prima legge di natura: deve essere cercata con ogn mezzo la pace, ma se questa non è proprio possibile occorre fare la guerra. Non si può ottenere la pace con l’acquiescenza all’arroganza ed invadenza clericale. Quanto poi alla famiglia, realtà quanto mai variegata ed irta della stessa conflittualità che gli ex-marxisti della lotta di classe dovrebbe ben conoscere, sono del tutto certo che è argomento ambiguo e pretestuoso più di ogni altro. Vadano pure avanti per questa strada: hanno acceso la miccia di una bomba che esploderà nelle loro mani.

1 commento:

Alessandro ha detto...

da www.radicali.it

Massimo Lensi (FI): parteciperò alla festa del Coraggio Laico
A Roma il 12 maggio, in Piazza Navona per ricordare la vittoria dei No nel referendum sul divorzio.

10 maggio 2007

Ho aderito a titolo personale al comitato promotore che organizza la festa del 12 maggio in Piazza Navona per celebrare l'anniversario della vittoria dei No nel referendum sul divorzio. Una testimonianza del coraggio laico e una festa che, è bene ricordarlo, non nasce come contro-manifestazione o in contrapposizione al cosiddetto Family day, ma per offrire a chi ritiene la laicità (senza aggettivi) un bene non disponibile, l'opportunità di ritrovarsi insieme per ricordare quel 12 maggio 1974. Un giorno indimenticabile che dette il via ad un'importante stagione di riforme per l'affermazione dei diritti civili in Italia, prima fra tutte la riforma del diritto di famiglia del 1975. Molti oggi in Italia usano definirsi "laici", a volte con l'aggiunta di aggettivi come "credenti" o di bizzarri ossimori come "atei devoti" e via dicendo. Chiunque ha diritto alla sua identità, ma la festa del Coraggio Laico permette a tutti coloro che si sentono laici-e-basta di rivendicare e difendere le conquiste civili iniziate negli anni '70. Ecco, la scommessa del 12 maggio sta proprio qui, nel non abbassare la guardia di fronte all'offensiva culturale e politica di chi della laicità fa scempio e mero strumento utile a discriminare le diversità e a fomentare uno scontro di civiltà che esiste solo negli incubi del sonno della ragione. C'è una sola laicità, quella che affonda le sue radici nell'indiscutibile diritto dell'individuo alla propria, inalienabile, libertà.

Massimo Lensi

Consigliere provinciale Firenze (Gruppo Forza Italia)