domenica, maggio 13, 2007

Piazza Navona: testimonianza oculare con reportage fotografico e riflessioni libere da vincoli di partito

Non disponendo del dono dell’ubiquità come i più famosi santi della cattolicità ho dovuto scegliere a quale delle due manifestazioni partecipare. A san Giovanni ero stato il 2 dicembre dello scorso anno, quando la “Casa delle Libertà” organizzò una grande protesta contro il governo in carica. Anche allora scattai numerose foto che ho in parte pubblicato e che poi mi sono stancato di selezionare ed ordinare. Oggi invece prima ancora di scrivere questo testo ho selezionato e numerato le foto che inserisco gradualmente. Per pura curiosità avrei potuto fare una capatina a san Giovanni, se non mi rimanesse troppo distante da casa. Sarebbe stato gravoso andare da una parte all’altra ed inoltre assolutamente non avrei voluto che la mia presenza in san Giovanni potesse venire scambiata come una forma di solidarietà ad una manifestazione prettamente clericale ed oscurantista. Non mi importa che si siano stato Berlusconi, Fini e tanti altri. Non io dipendo da loro, ma dovrebbe essere il contrario: non mi sono infeduato a loro per il fatto di averli votato. Nè del resto ho mai avuto in loro altra fiducia che non fosse condizionata e limitata nel tempo. Ho quindi deciso di uscire di casa, all’incirca all’altezza del Ponte Marconi, e di percorrere a piedi il tratto fino a piazza Navona passeggiando lungo la sponda destra del Tevere, lontano dal traffico automobilistico.

Pensando a quanti, ben più numerosi, stavano a piazza san Giovanni mi vengono immediate alcune riflessioni. Berlusconi, uomo dalle battute facili e delle gaffes programmate, si era lasciato andare a degli apprezzamenti sugli elettori di Prodi. Vi fu subito una strumentalizzazione, attribuendo a Berlusconi l’aver dato dei “coglioni” a quell’elettorato. In realtà Berlusconi intendeva dire che quegli elettori votando Prodi sarebbero andati contro i propri interessi e si sarebbero comportati in modo illogici, supponendo evidentemente che la categoria dell’utile e del razionale siano equivalenti. Non voglio dare del “coglione” a quanti stavano in san Giovanni, ma non posso esimermi dal fare quattro conti. Non vi è dubbio alcuno che la manifestazione clericale non fosse a favore della famiglia, ma contro qualsiasi ipotesi di disciplina con legge di innumerevoli e variegate forme di convivenze di fatto. Orbene, non essendo il 12 maggio 2007 il Giorno del Giudizio, cioè la fine del mondo e della storia, è ovvio – direbbe l’uomo delle ovvietà, cioè l’on. Fini – che fra cinque, dieci o venti anni gli stessi partecipanti se non saranno già morti, cioè passati a miglior vita, si troveranno invecchiati di cinque, dieci e venti anni. La loro odierna situazione familiare sarà mutata.

Mi sembra ormai raggiunto l’obiettivo dei furbastri del Family Day, cioè l’aver negato ad una minoranza un riconoscimento di diritti senza ottenerne in più di propri. Se avessero riconosciuto i diritti di una minoranza offesa ed umiliata, quegli stessi diritti avrebbero potuto essere di ognuno in una mutata situazione. Nessuno è obbligato al divorzio, ma chi si trova in una penosa situazione vi può ricorrere senza essere costretto ad una vita d’inferno con rischi di esasperazioni cruente. Ad incominciare da Berlusconi era presenti in piazza san Giovanni uomini dai molteplici matrimoni. Se nel 1974 avessero prevalso i pii parlamentari alla Fanfani o all’Almirante, oggi Berlusconi vivrebbe nella condizione di uomo separato e la sua attuale moglie sarebbe additata come una concubina. Ognuno di noi conosce situazioni simili e non è necessario fare altre esemplificazioni. Avere la facoltà di poter esercitare un diritto non significa avere l’obbligo di esercitarlo. I “coglioni” di san Giovanni hanno negato agli “umiliati ed offesi” di piazza Navona diritti di cui loro stessi possono aver bisogno fra cinque, dieci, venti anni. Ad aver tratto vantaggio da questa truffa di massa sono quei preti che una famiglia non potranno mai averla. Ciò che loro interessa è il potere, la libido dominandi, su quanti hanno un modello di famiglia costruito sul mistero della Trinità: Giuseppe, Maria e il Bambinello! Su oltre un milione di partecipanti al Family Day è prevedibile che una certa parte di essi si renderà conto di essere stata defraudata dei loro diritti, bene che vada per qualche scatola in più di latte in polvere.

Una riflessione sui politici presenti al Family Day: uno spettacolo penoso e vergognoso di servilismo. Benché il generale Pezzotta e la papessa Pezzella abbiano deciso che i leaders dei partiti non dovessero salire sul palco, questi non hanno saputo tenere a freno la lingua. Non salire sul palco avrebbe dovuto significare secondo la regia papalina che si trattava di manifestazione ecumenica, di tutti, cosa assai ardua da far credere: ci mancava soltanto qualche statua della Madonna con il Bambinello ed il popolo in processione. Ma i politici non fatti salire sul palco, si son fatti il palco in platea, facendosi intervistare a più non posso. Io ho visto gongolante Santa Madre Mastella di Calcutta. E come poteva mancare l’Ineffabile Tajani, con il suo scioglilingua privo di contenuti sempre pronto. Nel film tratto dal libro di Tolkien esiste un personaggio che si chiama Vermilingua, in Forza Italia abbiamo tanti Scioglilingua. Si è visto anche Enrichetto La Loggia, a spiegarci quanto siamo scemi e quanto abbiamo bisogno dei suoi lumi. Ma lo stesso Berlusconi, che aveva ben visto a starsene a casa, non ha potuto farsi soffiare la piazza da Casini, che se ne è andato quando Berlusconi è venuto. Mi è poco piaciuta la scusa che ha addotto: ho visto una vignetta su un giornale ed ho deciso che dovevo andare a piazza san Giovanni. E no, caro Silvio, non me la conti giusta. Il primo ricordo televisivo che ho di te è un’intervista subito dopo un servizio dove si vedeva Craxi entrare al Raphael sommerso da una pioggia di monetine. È da l' incominciato un processo storico che conduce all’oggi, fatto di servilismo e di svendita dei diritti civili del popolo italiano.



(segue)


(pagina in costruzione)

Selezione di 70 foto della mia partecipazione alla giornata dell’«Orgoglio laico»: andando a piedi da ponte Marconi a piazza Navona

1.
Il Tevere in secca in prossimità di ponte Marconi


2.
Il Tevere fotografato dalla sponda di destra


3.
Era la “Barca della Libertà”



4.
In cammino verso piazza Navona lungo la sponda destra del Tevere



5.
Una bella passeggiata senza macchine


6.
Il Sovrano Ordine di Malta visto dalla sponda destra del Tevere

7.
Una delle chiese sull’Aventino

8.
L’Isola Tiberina

9.
Su ponte Garibaldi

10.
L’isola Tiberina vista da ponte Garibaldi


11.
Isola Tiberina

12.
Isola Tiberina


13.
Nei pressi di Campo dei Fiori, dove fu arso Giordano Bruno


14.
In prossimità di piazza Navona


15.
Al tavolo per le firme di indizione del referendum


16.
Il tavolo delle firme con piazza Navona in fondo.


17.
Sono io mentre firmo la richiesta di referendum.


18.
Sono io contento e soddisfatto per aver firmato: alla faccia di Mastella.



19.
Ingresso in piazza Navona


20.
I primi capannelli di persone entrando nella piazza.
Berlusconi avrebbe fatto meglio a leggere questo cartello anziché la vignetta del Manifesto. Se poi ha interesse a ciò a cui la vignetta alludeva, occorre che si faccia portare i giornali americani. Lì la censura delle notizie non funziona così bene come da noi e – a sentire Odifreddi – il cardinale Ratzinger, divenuto papa, si è salvato per il rotto della cuffia da una citazione in giudizio da parte di un tribunale americano.



21.
Marco Pannella attorniato

22.
Marco Pannella il digiunatore

23.
Il palco visto da dietro

24.
Cartelli sui muri dell’Ambasciata


25.
Cartelli con messaggi politici.

26.
27.
28.
29.
30.
31.
32.
33.
34.
35.
36.
37.
38.
39.
40.
41.
42.
43.
44.
45.
46.
46.
47.
48.
49.
50.
51.
52.
53.
54.
55.
56.
57.
58.
59.
60.
61.
62.
63.
64.
65.
66.
67.
68.
69.
70.

1 commento:

Marco S. (mabuse) ha detto...

L'isola Tiberina è il posto più bello del mondo: queste immagini me lo ricordano...

L'Italia non è il posto più bello del mondo; neppure per le famiglie, o le chiamiamo d'ora in poi families (neppure "il giorno della famiglia" son capaci di istituire questi reazionari degenerati e insulsi, reazionari solamente sul piano sociale, mai sul piano economico e nazionale, chissà perchè):

Fonte Marco Travaglio (Anno Zero)
http://www.annozero.rai.it/Contents/files/2007/5/pp_05_10_2007.pdf