mercoledì, maggio 02, 2007

Due parole sulla morte di Vanessa

“…e mi vergogno delle persone che stavano lì davanti e non hanno fatto nulla

Il mio Blog non è un giornale quotidiano online sul quale debba dare notizia di tutto ciò che succede nel mondo. È una forma di diario dove rendo pubbliche le mie riflessioni su fatto che di volta in volta attirano la mia attenzione. In questi giorni le cronache nazionali sono piene della tragica notizia di cronaca sulla morte alla metropolitana della giovane Vanessa. La frase in epigrafe è di una cittadina intervistata che ha pronunciato le parole espressamente riportate. Poco prima in un’altra edizione del telegiornale sentivo l’appello, invero idiota, al perdono pronunciata dal prete durante la celebrazione del funerale. La risposta è stata pronta proprio durante la cerimonia: “mai!”. La morale cattolica rivela qui tutta la sua consistenza e la sua pretesa superiorità.

Sulla metropolitana e sui mezzi pubblici posso fornire una testimonianza, avendo abitualmente viaggiato sulla linea. Dispongo solo da qualche anno di un’automobile, che ora uso per i miei spostamenti da casa all’università. Ho notato e segnalato più volte le condizioni di scarsa sicurezza durante il tragitto. L’accattonaggio è abituale e sistematico durante ogni corsa della metropolitana. Non vi è passeggero a cui il fenomeno sia sfuggito. Non voglio infierire su dei disgraziati, ma uno superficiale osservazione della dinamica del viaggio è sufficiente per comprendere che ogni cosa può succedere. Avevo segnalato più volte la possibilità di questi pericoli. Mi sono più o meno guadagnato la nomea di isterico. Una volta noi passeggeri avevamo perfino circondato un borsaiolo e volevo accompagnare una signora al Commissariato per la necessaria denuncia. Un Tizio pretendeva che si lasciasse libero il borsaiolo colto in flagranza di reato, mentre invece si doveva innanzitutto arrestare un altro passeggero che aveva commesso il grave crimine di gridare: ”Hitler!”. Io diedi dell’imbecille al Tizio con la barba ed il poliziotto mi invitò ad andar via, dopo che mi ero offerto di accompagnare la signora che aveva subito il borseggio in Commissariato.

Ho rilevato altro volte nei mezzi pubblici un’eguale mentalità volta a coprire l’azione molesta e perfino delittuosa di quanti circolano sui mezzi pubblici cercando prede per i loro borseggi quotidiani. Non serve intervenire di persona o segnalare a chi di dovere l’accaduto può o meno grave. Non solo solo non si ottiene alcun risultato, ma si viene anche derisi. È vero che dopo i timori di attentati terroristici sono stati incrementati i controlli. Ma non si tratta di strategie volte alla normale sicurezza del viaggio. Le telecamere sono servite ad indivuare gli assassini della povera Vanessa dopo l’omicidio, non prima la sua eventualità facilmente prevedibile e da me astrattamente prevista. La polizia può magari vantarsi di essere stata brava ad aver trovato le due disgraziate, ma sarebbe stato di gran lunga meglio se l’omicidio non si fosse mai verificato e ciò sarebbe stato possibile con una strategia di tipo preventivo.

Pertanto alla signora anonima rispondo: Non ero io presente sulla metropolitana. Certamente avrei fatto qualcosa, ma avrebbe potuto anche finire male per me. Non avrei lo stesso esitato, ma non posso rispondere per gli altri che magari sono più saggi e prudenti di quanto sarei stato. Si può morire banalmente anche per una punta di ombrello brandita da un’esile ragazza che non appare temibile come un omaccione corpulento. Basta poco per uccidere. È anche da comprendere che nel nostro paese il crimine è in gran parte impunito ed i cittadini, tutti i cittadini ogni giorno davanti alle minacce di morte e ad ogni forma di violenza sono lasciati soli da Autorità che si preoccupano solamente dei Bagnasco d’Italia, sguarnendo ogni altro presidio.

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