sabato, maggio 19, 2007

Il concetto del giusto secondo Marco Taradash e la libertà di pensiero e di ricerca nelle università italiane

Creato l’19.5.97
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A fare la rassegna stampa di radio radicale il sabato è Marco Tardash, con il quale ho un conto sempre aperto da quando, deputato da me votato firmò lo "scippo" Dalla Chiesa, cioè l’affossamento di un provvedimento il cui scopo era di poter fare partecipare i Ricercatori ai Consigli di Facoltà e di poter votare per l’elezione del Preside di Facoltà e del Rettore che in tal modo per legge avrebbero rappresentato tutti. Ogni volta che ne capita l’occasione ricordo ciò e rimprovero al Riformatore Liberale questi suoi antiliberali trascorsi. Nulla capiva allora Taradash di università e nulla ne capisce adesso, quando nel riferire sulle violenze ebree in Teramo contro Faurisson e Moffa dice che l’università ha proibito “giustamente” che Faurisson potesse parlare: che ne sai tu, o Marco, di quel che è giusto e ingiusto, vero o falso, e soprattutto con quale diritto credi di poterlo stabilire per gli altri? Ancora una volta dimostri di essere un liberale travestito. In realtà, le cose stanno diversamente: nessuno nelle università ritiene che la libertà di pensiero e di parola sia un valore desueto. Ammetterlo significa chiudere baracca e precludersi ogni possibilità di ricerca e di pensiero. In Teramo ha prevalso la paura e tutta l’università italiana è stata offesa e mortificata. La lobby ebraica ha dimostrato la sua potenza. La chiusura è stata dunque dettata da ragioni di ordine pubblico e da minacce di violenze e ritorsioni ebraiche. Avrei ospitato io stesso Faurisson nel mio corso di Lezioni se non avessero impedito ciò ragioni di mera opportunità, non la verità o falsità di ciò che Faurisson avrebbe potuto dire. Per stabilire che qualcosa è vero o falso, occorre prima ascoltare ed esaminare direttamente, non per sentito dire o per delega ed ordine altrui. Gli Ebrei risolvono il problema impedendo di parlare a quanti contestano la loro religio holocaustica, trovando in pseudoliberali come Taradash i loro alleati. Se però, come ritiene Taradash, Rettore e Preside di Teramo ritengono che sia stato “giusto” il loro divieto, allora è il caso di ricordare che per effetto dello “scippo Dalla Chiesa", di cui Taradash è stato firmatario, essi non rappresentano per legge l’università nella sua componente più autentica e vitale, cioè i Ricercatori, che da anni emigrano all’estero appena maturano condizioni anche di poco più dignitose di quelle offerte in Italia.

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