sabato, luglio 15, 2006

Contro Israele e la politica imperiale di Bush

L'intensificarsi della guerra in Libano esclude la neutralità e l'ignoranza rispetto a quanto sta succedendo sotto i nostri occhi. Prendere posizione è un atto di responsabilità ed ogni cittadino farebbe bene a dire la sua senza lasciare la parola ai rappresentanti politici, che in effetti rappresentano assai poco e costituiscono la più privilegiata di tutte le corporazioni. I nostri rappresentanti ambiziosi, arrivisti e ignoranti ci hanno ridotti al ruolo di scimmie ammaestrate, chiamando questo gioco democrazia a tutto loro vantaggio. Anche all'interno di uno stesso partito è bene che ognuno dica la sua e si dichiari pronto alla discussione e al dibattito e se occorre alla votazione, ma non deve succedere che un Bondi o Cicchitto decidano per tutti gli iscritti e questi debbano seguire ed applaudire.

Sono contrario ad Israele ab origine perché ritengo che non abbia legittimazione storica ad occupare un suolo che non gli appartiene. L'unica legittimazione è quella che deriva dalla forza delle armi e dalla capacità militare di mantenere le terre occupate con il sostegno degli USA che in tal modo intendono costituire una testa di ponte per l'occupazione militare di tutta l'area medioorientale. L'imperialismo americano è una realtà che non può nascondersi dietro la retorica della democrazia ed il fumo della lotta al terrorismo, parola ambigua con la quale si nasconde quella stessa guerra preventiva che era stata imputata come un crimine ai nazisti. Alla violenza dell'occupazione originaria non intendo dare il consenso della mia opinione, più o meno addomesticata dal sistema mediatico di questo dopoguerra. L'ONU non può fornire legittimazione a nessuno ed a malapena riesce a legittamre se stessa come istituzione qualche volta effettivamente libera e credibile. L'ONU è una riedizione di ciò che è stata la Società delle Nazioni, una foglia di fico dietro la quale si nascondeva la politica imperiale di Wilson e delle potenze vincitrice della prima guerra mondiale, i cui trattati di pace sono stati la causa profonda della seconda guerra mondiale.

In positivo dai paesi europei, finalmente uniti e autonomi dalla dipendenza dagli USA, sciolti dal vincolo NATO, deve essere perseguita una politica di pace e cooperazione verso tutto il mondo mediterraneo e mediorientale: non Israele nell'Unione europea, ma tutti i paesi mediterranei e mediorientali che condividano il progetto politico europeo e la ricostituzione dell'unità geopolitica del mondo antico che Roma aveva saputo raggiungere, dando cittadinanza a tutti gli abitanti dell'Impero.

Le relazioni con gli USA devono essere invertite: non gli europei che seguono i dettami della politica imperiale americana, ma gli USA che accettano la politica europea di pace e convivenza pacifica fra popoli che mantengono legittimamente e liberamente le loro identità senza ingerenze di civiltà o sistemi sedicenti superiori.

(Bozza urgente in elaborazione: nulla di scontato e definitivo è qui detto. Chi vuole può controbbattere nei commenti che verranno TUTTI indistintamente pubblicati e senza controbattere. Davanti a buoni argomenti saprò rivedere nel post le mie opinioni che sono umanamente fallibili, non divinamente infallibili alla Ratzinger)

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