martedì, luglio 04, 2006

Storace orgoglioso della Moratti e paladino dei tassisti romani: il richiamo della foresta

Sto ascoltando in diretta Storace che parla al senato a proposito della fiducia sullo spacchettamento. Dice fra le altre cose che la riforma di cui "noi" (lui?) siamo più orgogliosi è la riforma Moratti, che ha interessato sia la scuola sia l'università. All'università è giudicata da tutti una pessima riforma. Dai ricercatori italiani è considerata un atto di morte per quanto riguarda il loro status. Di Storace, a cui una volta ho pure stretto la mano, ricordo il suo entusiasmo per le "radici cristiane" da lui inserite nello Statuto regionale del Lazio e di recente la sua solidarietà con i tassisti. La politica mi sembra governata dal caso e dal tornaconto elettorale... sta parlando di tassisti e farmacisti, evidentemente il suo elettorato! Non capisco quali liberalizzazioni avremmo potuto aspettarci da Storace, che ha perso la Regione ma è stato compensato con un seggio al Senato, dove non sembra che abbia messo giudizio, ma continua in un politica antilberale, conservatrice, reazionaria.

Ben sapendo quanto mi costa un pieno di benzina, posso fare un rapido conto. Se mi si consentisse di fare concorrenza ai tassisti, facendo pagare ai clienti metà del prezzo pagato ad un tassista titolare di licenza, potrei facilmente superare il mio attuale stipendio di docente universitario senza rinunciare a fare il mio attuale mestiere. Basterebbe che raccogliessi a pagamento la gente che incontro per strada nel percorso da casa all'università e viceversa. Ma questo in Italia non lo si può fare: ognuno è prigioniero dentro la sua corporazione ed il mestiero che uno si trova a fare nella vita diventa una connotazione metafisica ed esistenziale. Non si è uomini alle prese con un mestiere che può cambiare, ma si è tassisti, professori, deputati, ecc. ecc., e poi solo in ultimi si è anche uomini. La società italiana è una società di uomini in gabbia ed i politici alla Storace, Alemanno, Gasparri sono i custodi della gabbia. Sento dell'ex-sindaco Albertini, il quale dice che Forza Italia non ha mai potuto fare serie riforme proprio per la resistenza dei suoi alleati, necessari per fare 51 per cento e quindi decisivi e condizionanti. Il tema del partito unico e dell'alternanza in un sistema autenticamente bipolare ritorna a farsi sentire anche in una vicenda squallida come quella dei tassisti, che per la verità ho considerato sempre una sorta di profittatori autorizzati.

Un'altra scoperta deprimente dei livelli qualitativi della nostra rappresentanza politica viene fuori dalla rivolta dei tassisti. Si ritiene che i tassisti votino in un certo modo, anche se si dice che il voto è segreto. Poiché si suppone che votino per il centro destra, per la Casa delle Libertà, e quindi si tratterebbe di autentici "liberali" con famiglia (leggi dichiarazione di Giovanardi, difensore dell'unità della famiglia), allora gli avversari politici dell'Unione avrebbero pensato di colpire un elettorato che non è il loro. Accreditando questa ipotesi, gli Alemmano (mancato sindaco di Roma) e gli Storace si ergono a difesa del loro orto elettorale. Quando vado dicendo che la nostra splendida democrazia, da proporre agli incivili musulmani, si basa su un colossale voto di scambio, colgo il vero, se il fenomeno descritto può essere inquadrato come un accordo elettorale fra Storace ed i tassisti contro tutti gli altri cittadini che il tassi lo devono pagare. Ricordo una volta che stavo in Taxi con un collega professore ordinario, di sicura fede già missina, il quale diede in escandenze dando del ladro al commilitone taxista. In pratica, il taxi lo pagai, che guadagnavo di meno del collega docente Ordinario, ma con carichi di famiglia, mentre io non avevo per fortuna moglie e figli da mantenere. Ed dunque Storace ed Alemanno il voto da chi lo vogliono? dal professore ordinario utente di taxi o dal taxista? Di certo, io modesto ricercatore non pagherò un'altra volta il Taxi per l'amico e collega Professore Ordinario. Forse Storace, per solidarietà di partito, riuscirà ad ottenere uno sconto corporativo da parte del Taxista per il solo l'Illustrissimo Collega Professore Ordinario di Università e così entrambi potranno dargli il voto e lui potrà essere sempre rieletto, lucrando ben altro che il suo iniziale stipendio di giornalista del "Il Secolo". Ne ha fatta di carriera, Storace, grazie ai tassisti di Roma. Per non parlare di Alemanno, di cui ignoro se abbia mai avuto un mestiere.

Rassegna stampa con commento:
Tariffe aumentate del 19 per cento, ma i tassisti protestano e trovano Storace e Moratti solidali: il neoliberalismo della Casa delle Libertà
– – Giovanardi, il tassi e la difesa della famiglia:
« 15:22 Giovanardi: "Potenziare e non distruggere l'intera categoria"
Secondo l'esponente dell'Udc, Carlo Giovanardi, "l'impresa famigliare è una grande risorsa per il nostro paese, un valore da difendere, non da distruggere". Giovanardi spiega che "siamo d'accordo se si tratta di potenziarla, contrari se si vuol mettere in atto un processo di proletarizzazione e di lavoro precario per i lavoratori autonomi".»

– – Consumatori contro tassisti, mentre si annunciano denunce per interruzione di pubblico servizio:
«15:34 Codacons: domani la prima udienza al Tar
Il "primo scontro" tra i tassisti e la Codacons, l'associazione dei consumatori che "difende l'innalzamento del numero di licenze varato dal comune di Roma" è fissato per domani quando si terrà la prima udienza del ricorso presentato dai tassisti di Roma contro il provvedimento del Comune che innalza il numero di licenze di 450 unità. "Il comportamento dei tassisti - sostiene l'associazione - dimostra come essi siano contrari ad ogni minimo allargamento del servizio e di conseguenza quanto sia stato giusto il Decreto del Governo che impone per legge la liberalizzazione delle licenze". L'associazione interverrà quindi al fianco del Comune di Roma, chiedendo al Tribunale di rigettare la richiesta dei tassisti, "per difendere non solo gli interessi dei cittadini, ma anche il principio che vuole nell'aumento della concorrenza effetti positivi sul fronte delle tariffe".»

– – La costituzione scomodata dal tassisti. Banalizzazione del concetto di costituzione. A pochi giorni dalla bocciatura del referendum che dava maggiori poteri alle regioni, ci si appella alla competenza regionale per tacciare di incostituzionalità il decreto Bersani. Tutto fa brodo. La costituzione interpretata come difesa del diritto di tenere alti i prezzi di una corsa in tassi, un lusso che in Italia possono permettersi solo le persone agiate:
«13:37 Unione Radiotaxi: "Decreto incostituzionale"
"Il decreto è incostituzionale e contraddice grossolanamente lo stesso principio di concorrenza". Domani l'Unione Radiotax italiana denuncerà in una conferenza stampa "la palese incostituzionalità del decreto". Ad annuncialro, il presidente dell'Uri, Loreno Bittarelli che prosegue: "i servizi pubblici locali non rientrano fra quelli riservati alla potestà legislativa dello Stato ma, com'è noto, rientrano nelle competenze legislative delle regioni. Pertanto, ad una prima lettura il Dl appare manifestamente anticostituzionale". Il comunicato prosegue contestando che "stabilendo che le nuove licenze taxi possono essere rilasciate senza limiti numerici, consente che si verifichino di fatto, situazioni di monopolio o oligopolio".»

Dagli 840 ai 1010 euro all'anno ammonterebbero i risparmi nelle tasche degli italiani grazie al decreto Bersani: sempre meno di quanto i deputati si sono aumentati per un mese!

Il richiamo della foresta: Storace, Alemanno, Gasparri

Nessun commento: