venerdì, luglio 07, 2006

I taxisti di Todi

Nella parte che ho finora ascoltato della Convention adorniana di Todi non ho trovato elementi forti di carattere propositivo e aggregativo. Si parlano addosso l'un l'altro. Si riconoscono quasi tutti in una difesa ad oltranza delle corporazioni. In effetti sono loro stessi una corporazione in una società strutturata per corporazioni, le une più forti, le altri meno forti, ma tutte unite nella visione di una società dove ognuno vive in una gabbia: famiglia, chiesa, partito, sindacato, squadra di calcio, ordine.... Qua e là è emersa la consapevolenza una una rappresentanza politica fittizia su cui si innesta un formidabile sistema di privilegi. Dico fittizia perché basata per un verso su un momento elettorale incapace di determinare alcunché e per l'altro su un sistema di partiti assolutamente privi di procedure interne democratiche e chiuse alla partecipazione democratica deei cittadini che dovrebbero poter determinare i candidati e dettare le linea della politica nazionale oltre che poter discutere i fondamenti istituzionali e le ragioni del patto sociale. A questo sistema ingessato di potere si affianca organicamente una stampa ed un sistema di comunicazione mediatica che in nuce poco si differenzia da tutti gli altri sistema di formazione e controllo dell'opinione pubblica: Goebbels ha fatto scuola ed i suoi discepoli non vogliono riconoscere il loro debito verso il grande maestro.

Queste le mie impressioni. Dico impressioni, non analisi. Se il meeting continua nel pomeriggio e se Radio Radicale continuerà a trasmetterne gli interventi continuerò ad ascoltare la diretta di Todi. I momenti di verità escono inconsapevolmente dalla bocca degli oratori che devono essere ascoltati non per ciò che dicono, ma per quanto tacciono e per le loro opinabili valutazioni che possono spesso venire ribaltate. In non pochi interventi (Baldassarri) è emersa la consapevolezza della mancanza di rappresentatività ("alla gente di Baldassarri.... non gliene frega niente, se invece a quel nome è legata una proposta": appunto ai nomi non sono legate proposte, ma solo privilegi e vantaggi che offendono la stragrande maggioranza dei cittadini).

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