giovedì, luglio 06, 2006

A Todi i nostri leaders a convegno!

Sto ascoltando in diretta Brunetta, che stimo, il quale rimprovera a Prestigiacomo e Martino di non aver ben letto il decreto Bersani, il quale significherebbe ben altro di quello che appare.... la multilicenza... il dipendente... ecc. "I tassisti saranno tutti dipendenti di qualcuno...". Ecc. Ecc. Insomma, Brunetta così sbotta all'incirca (non è un resoconto stenografico che non potevo fare nella posizione in cui mi trovavo): «da professore dico al professore Martino: sei un "superficiale". Alla Prestigiacomo: sei una gallina!» Il tassinaro romano, dunque, come modello del perfetto liberale!

Mah! Certo, bisogna sempre ragionare e verificare, ma sui tassisti ho pochi dubbi e poche simpatie: da sempre ho ritenuto esose le loro tariffe, un ladrocinio autorizzato. Ecco... il buon Brunetta sta dando la ricetta giusta! Peccato, che in cinque anni di governo Berlusconi non ci abbia pensato nessuno! ...Caspita, quanto è esperto di tassi, il nostro Brunetta! Tre minuti... la chiamata... si minimizza il costo per il cliente.... ecc. ecc. Che marchingegno! «Il mercato dei tassi è un mercato regolato.. complesso... basato sulla concorrenza. Bersani vuole dei dipendenti pubblici! Martino e la Prestigiacomo hanno detto delle "cazzate" (testuale)». Io per la verità non sono per niente sicuro che questa volta non sia proprio Brunetta a dirle! Dove è la verità? E dunque, Brunetta, in conclusione: va tutto bene come sta e nulla era da ritoccare in materia? Per questo la Casa della Libertà non ha mai pensato di mettere mano ad una "liberalizzazione" dei settori toccati da Bersani? Mmmmm

...Che bello Brunetta parla dei blog.... "I nostri militanti e gli elettori dicono come la pensono". Tocqueville: la più grande comunità di dibattito che non esiste nei nostri partiti, ma esiste nel web. Ma come mi piace, Brunetta! E pensare che i miei blog li mando ogni volta alla Direzione nazionale, a Baget Bozzo....Mah! Tornando ai taxi Brunetta non mi convince proprio! Ci ripenserò! Da "filosofo" so che bisogna dubitare innanzitutto di se stessi. E' però vero che al momento dubito maggiormente di Brunetta stesso, di Storace, Alemanno, ecc.

...Quanto sopra fa parte del dibattito che si è svolto a Todi, l'appuntamento annuale della fondazione Liberal di Ferdinando Adornato. Ho ascoltato quasi tutto il seguito del dibattito trasmesso da Radio radicale in diretta mentre ero in macchina. Ho potuto ascoltarlo a partire dalla relazione di Adornato, di cui all'inizio non riconoscevo la voce. Devo dire che ho condiviso tutto del discorso di Adornato ed ho apprezzato il passo su un partito da fondare, costruire votare o simili, ma non "da dirigere", poiché in questo caso la costruzione del partito unitario assumeva ben altri connotati. Tutto bene, eccetto che non posso non ricordare che proprio Adornato in almeno un paio di occasioni, e la seconda organizzata in Roma dalla stessa sua Fondazione, non mi diede neppure il diritto di parola, pur essendomi io qualificato come coordinatore provinciale dei club di Reggio Calabria. In quell'occasione gli rinfacciai il suo pessimo operato come presidente della Commissione Cultura a proposito della riforma universitaria della Moratti, che io non ritengo un buona riforma, anzi la ritengo una pessima riforma. Insomma, il discorso è ben fatto, ma il sospetto di insincerità rimane.

L'incontro di Todi avrebbe dovuto trattare il tema dell'unità, credo. Ma molti interventi sono stati elusivi ed hanno riguardato l'attualita del momento, fra cui innanzitutto il decreto Bersani sulle liberalizzazioni. Anzi, a questo proposito, dopo Brunetta è intervenuto Baldassari, il quale ha detto che il testo integrale ed ufficiale del decreto è stato reso disponibile questa mattina, se ho ben ascoltato. Ed a questo punto cade del tutto il rimprovero di Brunetta a Martino e Prestigiacomo: tutti abbiamo discusso e commentato il decreto sulla base delle anticipazioni della stampa. I cittadini non leggono i decreti. Apprendono dalle anticipazioni di stampa e dalle prese di posizione dei politici che devono essere tempestive: con quel che guadagnano si pensa che siano almeno informati su quanto succede nei palazzi del potere. Baldassari ha fatto anche sapere che in realtà si deve dire decreto Visco-Bersani, perché per i tre quarti il decreto è farina di Visco.

In ogni caso, mi pare si possa fare la seguente similitudine: i nostri politici, ossia i nostri "rappresentanti" ufficiali, titolati e stipendiati sono come i tassisti: decidono loro chi far salire in macchina, come quando ed a quale prezzo. E guai se si toccano i loro privilegi di rappresentanza. Molti di loro con la politica hanno fatto la loro fortuna ed è comprensibile che vogliono difendere con le unghie ed i denti il loro posto al sole. Non hanno interesse nè a destra nè a sinistra alla creazione di grandi partiti dove i comuni cittadini possano partecipare democraticamente e determinare la politica nazionale, secondo quanto recita il testo costituzionale. Lasciando le cose come stanno è possibile un'attività lobbistica ed un mercanteggiamento dell'appoggio che un singolo deputato può dare a questa o quella parte sociale. Come i tassisti hanno i loro propri interessi a scapito dell'intera collettività, lo stesso può dirsi per i nostri deputati e senatori.

Ineffabile è stato l'intervento di Alfredo Mantovano. In un altro post lo avevo indicato metaforicamente come un sanfedista. Era appunto una metafora. Dall'intervento che ha fatto è risalito lui stesso specificamente a quelle matrici culturali: è proprio un sanfedista dichiarato e convinto!. Ha esordito dicendo che certamente lui non è un rivoluzionario. E di questo nessuno può dubitare. Ma si è richiamato espressamente alle rivolte antifrancesi avutesi nelle repubbliche italiane di ispirazione napoleoniche. E fra queste spiccano le rivolte sanfediste del cardinale Ruffo in Calabria! A quale libertà Mantovani si richiama non è facile capire. Cosa ci stia a fare in una "Casa delle Libertà" è tutta cosa da ridere, ovvero la sua presenza è stato un modo efficace per togliere senso alla parola Libertà. Ed in effetti la cosiddetta Casa delle Libertà sta levando le tende.

Rassegna stampa raccolta alle ore 23 del 6/7/06

Sul colloquio Fini-Berlusconi
- Le intenzioni di Berlusconi
- Berlusconi insiste
- Assenza dell’UDC. Commento in margine al ritaglio di stampa: Considerando le attuali posizioni dell’UDC, non posso fare a meno di pensare a quando avevano voluto far fuori i Radicali: era meglio che ci fossimo noi congedati allora dagli UDC anziché subire oggi il calcio dell’asino.
- La nuova traversata di FI: ce la faremo?
- Voci dall’UDC
- Mutazioni genetiche in AN
- Serve il partito unico
- Scetticismo sul partito unico

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