lunedì, luglio 17, 2006

La guerra infinita

Mi sento impotente davanti agli entusiasmi filoisraeliani di Radio radicale. La rassegna stampa è tutta condita di intercalari e commenti di parte. Dovrò trovarmi qualche altra fonte di informazione sull'attualità politica. E' tuttavia merito di Radio radicale di aver trasmesso in diretta una manifestazione dell'estrema sinistra di governo, dove si chiede addirittura la cacciata dell'ambasciatore israeliano e dove con mia sorpresa ho potuto in parte riconoscermi. A mia volta, vorrei però cercare di non essere fazioso nella mia posizione antisraeliana. Credo di essere obiettivo se constato che la guerra arabo-israeliana è iniziata prima che io nascessi e durerà probabilmente anche dopo la mia morte. Non credo sia mai esistita una guerra così lunga in tempi a noi vicini, fatta eccezione per la guerra dei Cent'anni fra Francia ed Inghilterra. Ai Cent'anni ci siamo quasi vicini se facciamo iniziare la guerra arabo-israeliana prima del 1948...

Ricorre l'espressione "diritto all'esistenza dello Stato di israele". Ma chi dovrebbe riconoscerlo questo diritto? Noi? Gli italiani e gli Europei? E cosa c'entriamo? I veri interlocutori sono gli arabi che si sono trovati gli israeliani in terre arabe. Evidentemente gli arabi non intendono riconoscere questo diritto. Possiamo noi costringere gli arabi? Ci conviene? E' giusto? Leggo una notizia di questa mattina: petrolio rovente, con ricadute economiche per noi da tempi di guerra: ci aspetta un peggioramento della nostra vita quotidiana che incomincia dai redditi più bassi, quelli vicini alla sopravvivenza. Essere "minoritari" o "maggioritari" nello schierarsi a parole pro o contro il diritto all'esistenza di Israele ha poco senso politico. Attraverso la droga calcistica e i talk-show televisivi il "popolo" italiano ha perso ogni istinto politico. Mi chiedo a nome di chi parli il mite Boselli quando dice in televisione che i nostri soldati (tra i quali qualche disoccupato, finito per disperazione in Afghanistan) sono in Afghanistan su mandato ONU, non per volontà del popolo italiano. E mi chiedo quanto ci costi ciò in danari e cosa si sarebbe potuto fare con gli stessi danari… Mah! Rinuncio a scrivere quant'altro mi passa per la mente. Due sono le cose: o questo paese in cui vivo mi è sconosciuto ed estraneo o sono io del tutto estraneo a questo paese oppure terza possibilità questo paese non ha nulla a che fare con quello che i nostri politici intendono rappresentare.

Nessun commento: