venerdì, luglio 14, 2006

Disarmare gli altri e restare armati

Leggo adesso un articolo online (clicca sul titolo) dove Israele detta le sue condizioni, fra le quali la pretesa del disarmo dei guerriglieri, fatta passare come una risoluzione del consiglio di sicurezza dell'ONU, di quello stesso ONU che si invoca quando fa comodo e si ignora quando non conviene. In pratica una resa. Le maggiori informazioni alle quali cerco di attingere non fanno venire meno una mia prevenzione. Israele è in sostanza un avamposto militare degli USA che perseguono un loro disegno imperiale di largo raggio. Gli USA da sempre sostengono Israele con mezzi militari e diplomatici. All'interno dell'ONU gli USA pongono il loro diritto di veto quando una risoluzione può danneggiare Israele ed invece la promuovo quando può esserle di vantaggio: non vedo come si possa prendere sul serio una istituzione simile. Si è parlato di difesa legittima per Israele, ma a me pare che a difendersi in quanto scientificamente aggrediti siano gli arabi. Nella guerra ideologica che si accompagna a quella materiale il significato del linguaggio comune è andato sovvertito: gli aggressori si difendono e dicono di essere stati aggrediti. Con questa logica gli americani hanno sterminato i pellerossa, attuando un genocidio per il quale non è stato costituito nessun tribunale di Norimberga. Suona piuttosto ipocrita la recente preoccupazione di Bush che raccomanda agli israeliani nel loro attacco di fare meno morti possibili fra i civili, cosa che evidentemente non fa buona stampa. La guerra però deve continuare inesorabile fino al raggiungimento degli obiettivi chissa da quanto tempo fissati. Dispiace apprendere che nell'ultimo mese dei suoi poteri il governo di centro-destra abbia stipulato accordi militari con Israele: come cittadino non mi ci vedo proprio nei panni di un alleato di Israele contro le popolazioni arabe.

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