martedì, luglio 11, 2006

Il ministro Mussi all'università di Roma La Sapienza

Mi dispiace di non aver portato con me la macchina fotografica, come di solito faccio. Avrei potuto fotografare Fabio Mussi in maniche di camicia mentre ascoltava con attenzione e pazienza i problemi di studenti e docenti questa sera alle 21 dell'11 luglio 2006. Esattamente quello che la Moratti non ha mai saputo e voluto fare. La sua riforma dell'università, contestatissima, è stata confezionata sentendo pochi intimi. Non è cosa che neppure riguardasse Forza Italia, dove la Moratti si è presa in appalto l'università. Non so quanto Berlusconi e gli altri ministri comprendessero di questioni universitarie. Credo poco o nulla. Infatti, mai vi è stato un dibattito di partito, con partecipazione di iscritti, dove si dibattessero i problemi dell'università. Io in qualità di docente universitario mi sono subito affannato ad informare i vertici di partito, ad incominciare dal viceministro Possa, che l'università era irrimediabilmente persa per Forza Italia. Che la riforma Moratti sia una grande riforma penso sia soltanto Letizia a crederlo. Non mi aspetto che come sindaco di Milano saprà fare meglio di quanto abbia saputo fare come ministro. La sua uscita sui taxi è un indizio.

Quanto ho potuto sentire da Fabio Mussi è stato condivisibile. Non ho preso appunti per stendere qui un resoconto: mi è bastato raccogliere le prime impressioni. A parte le complicate questioni tecnico-universitarie Mussi è sicuramente vincente rispetto alla Moratti per il metodo che sta seguendo: ascoltare e saper ascoltare. Si è perfino dichiarato disponibile a passare tutta alla notte, fino alle 8.15 del mattino, per ascoltare ed annotarsi tutte le domande e contestazioni che docenti e studenti intendevano fargli. Si è impegnato a farlo anche per il futuro. Dopo la cocente delusione avuta dalla Moratti ho smesso di interessarmi di questioni universtarie. Riprenderò a farlo, lentamente, e solo dopo potrò dare una valutazione critica dell'operato del nuovo ministro. Per adesso posso soltanto dire che non ho nessun rimpianto della Moratti e mi auguro che nelle alterne vicende della politica non abbia mai più a ricoprire la carica di ministro della ricerca e dell'università. Capita che nei dibattiti televisivi i leaders del centrodestra annoverino a loro merito la riforma Moratti dell'università come una cosa fatta, ma non credo che sappiano di quel che dicono più della stessa Moratti, appaltatrice azzura per le faccende universitarie.

1 commento:

Carlo Gambescia ha detto...

Caro Antonio,
Come vedi, non ho perduto tempo: sono subito venuto a trovarti.
Quel che dici a proposito di Mussi, ti fa onore.
Un amichevolissimo abbraccio,
Carlo Gambescia