giovedì, ottobre 30, 2025

Non ci sarò alla loro manifestazione!

Intendo la Manifestazione che da parte ebraico sionista è stata indetta in Roma per questa sera. Ero tentato di andarci per soli fini di documentazione, ma prudenza consiglia di non andare: a) a tutela della mia incolumità; b) per non dare neppure lontanamente con la semplice mia presenza la parvenza di una approvazione e solidarietà di quanti stanno tentando di coprire e mascherare un genocidio che più manifesta e documentato non poteva essere.

La Fetida Rassegna apprime con dei video (di Capezzone, di Molinari, di un propagandista abituale la cui abituale volgarità di toni me impedisce l'ascolto ulteriore)  di invito non già ad ebrei e sionisti, ma all'intera cittadinanza italiana, che si vuol coinvolgere nel sostegno al genocidio, contro il quale la popolazione italiana è maggioritaria.

• Detto con tutto il rispetto possibile, ma devo dirlo: io con gli ebrei in piazza non ci vado! Per ragioni che ho spesso spiegato. Respingo con fermezza l'invito del loro manifesto:

– "Nostra" di chi? Degli ebrei di continuare a fare quello che fanno, il "lavoro sporco" uccidendo a Gaza donne e bambini, in pratico genocidio e pulizia etnica, come risulta da documentazione ineccepibile? E chi di fronte a un simile abominio potrebbe andare in giro "a testa alta"? Forse i soli ebrei, tutti o parte di essi, maggioritaria o minoritaria che sia, ma di certo non noi, o quanti ebrei non sono ed hanno manifestato e manifestano a milioni contro il genocidio in Gaza. Io direi che ci vuole una bella faccia tosta, una faccioa come il c***, ad indire una simile manifestazione, pretendendo che ci si vada tutti, ebrei e non ebrei!

Non si dimentichi che i "cittadini italiani di religione ebraica" (come correttamente si deve dire!) sono in Italia intorno ai trentamila, a fronte di altri "citaadini italiani di religione islamica" che sono un milione e mezzo, ma che come importanza e visibilità sembrano inesistente.

Sempre più scoperta diventa la natura sionista e propagandista di un Molinari. Si incaponisce sulla equiparazione a suo tempo messa in bocca al presidente defunto Giorgio Napolitano sulla equiparazione fra antisionismo e antisemitismo: on sanno di cosa parlano, e credono di poter infinocchiare la gente. Questa volta il Molinari piuttosto a vanvera tira fuori l'art. 3 della costituzione sul. principio di eguaglianza e non discriminazione, come se non discriminare dovesse significare essere dalla parte di Israele. Se lo solo loro, nessuno lo impedisce loro. Ma nessuno può impedire a noi di stare dall'altra parte, dalla parte delle vittime palestinesi. E logica impedisce che si stia contemporaneamente dalla parte della vittima e del carnefice.

Il riferimento all'art. 3 della costituzione non poteva essere più infelice. Alla redazione di questo articolo, se non andiamo errati, diede un contribuito fondamentale Lelio Basso, padre costituente, che però era lo stesso che negli passato chiedeva la rottura delle relazioni diplomatiche con lo Stato di Israele, per i cui di cui questo stato fin dalla sua fondazione si è macchiato. Probabilmente Lelio Basso a vedersi citato da Maurizio Molinari si sarà rivoltato nella tomba.

Alla ricerca Lelio Basso / Israele la IA di Google non mi dà risultati, e mo toccherà fare una ricerca alla Fondazione Basso, cosa che rinvio da tempo. Trovo perù qui abbastanza esplicito un Comunicato della Fondazione Basso, che trascrivo.e riporto integralmente

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FERMATE ISRAELE

Al Presidente della Repubblica
Al Presidente della Commissione Europea
Al Governo Italiano
Al Parlamento Italiano ed europeo

FERMATE ISRAELE

Se ancora ha un senso essere una democrazia.
Se ancora pensiamo che i diritti umani esistono e debbano essere garantiti ad ogni donna ed ogni uomo.
Se ancora crediamo che il diritto alla vita e alla propria terra valga per tutti i popoli, nessuno escluso.

Allora, non ci sono dubbi: va fermata l’azione criminale, di pulizia etnica, di punizione collettiva del governo israeliano nei confronti della la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania!
Va impedito il piano di annessione della Striscia di Gaza ad Israele e va impedita l’espulsione dei palestinesi dalla loro terra.

Dal 2 marzo l’esercito israeliano sta impedendo l’accesso di cibo, acqua, elettricità, cure sanitarie ad una popolazione stremata, senza più un rifugio sicuro, costretta a spostarsi in una Striscia di Gaza ridotta in macerie e concentrata sempre di più in un fazzoletto di terra. Analogamente il governo israeliano con il sostegno dei coloni e dell’esercito di occupazione, sta confiscando terre, uccidendo civili, cancellando coltivazioni, distruggendo strade ed abitazioni.

Chiediamo alle istituzioni nazionali ed europee di rompere il silenzio e ogni complicità assumendo finalmente una forte iniziativa per il cessate il fuoco, per l’apertura immediata di tutti i valichi per fare arrivare aiuti alla popolazione civile attraverso le agenzie umanitarie internazionali, per la liberazione di ostaggi e prigionieri e per la convocazione di una conferenza di pace con mandato ONU.

Chiediamo che siano prese immediate iniziative concrete di carattere politico, diplomatico ed economico, come:

  • il riconoscimento da parte dell’Italia dello Stato di Palestina
  • la convocazione dell’ambasciatore Israeliano alla Farnesina al quale comunicare la richiesta d’immediata cessazione dei bombardamenti e del blocco degli aiuti a Gaza e per porre fine alle uccisioni e alle violenze in Cisgiordania
  • la sospensione della cooperazione militare, l’acquisto e la vendita di armamenti con e da Israele
  • la sospensione dell’accordo di partenariato Ue/Israele
  • il rispetto e l’applicazione delle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia per violazione della Convenzione contro il genocidio e quelle della Corte Penale Internazionale rispetto ai responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità
  • restituire piena agibilità all’agenzie ONU a Gaza e in tutti i territori palestinesi occupati, ritirando la legge israeliana che mette al bando l’UNRWA (l’Agenzia per i rifugiati Palestinesi) e ripristinando i fondi per la cooperazione e per gli aiuti umanitari per Gaza e per la Cisgiordania
  • opporsi ad ogni piano di deportazione della popolazione palestinese fuori dalla loro terra e chiedere il ritiro dell’esercito israeliano dai territori palestinesi

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Quanto al 7 Ottobre il nome per dare vita ad un Movimento non poteva essere più stonato. Niente ci può impedire di pensare a questa data come a quella di una false flag: chi intende accettare questa frottole, fuori dai perimetri ebraici, lo fa a suo rischio e pericolo, cioè di trovarsi avviluppata in una manovra propagandistica della peggiore specie.

Non andremo dunque alla manifestazione pubblica alla quale tutti sono invitati, non ci andremo per i motivi indicati, anche se per l'ubicazione della piazza mi sarebbe stato molto facile e comodo, ma se vi sarà una registrazione dei discorsi che si faranno ne farò il consueto commento critico. Effettivaeìmente, pare che gran parte dell'ebraismo odierno si sia fuso con il sionismo, ma è quanto di peggio poteva succedergli. Alan Hart ha titolato di la sua storia rilevando che il sionismo è il peggior nemico dell'ebraismo! E ne segna probabilmente la fine.

• Dell'odio altrui questi Eletti Signori hanno tremendamente bisogno, è il loro collante, è ciò che li tiene uniti. Il fenomeno era già stato rilevato da Spinoza nel suo Trattato Teologico-Politico. In realtà, nessuno in condizioni normali si lascia prendere dall'odio verso chicchessia, perché si tratta di un sentimento autodistruttivo che fa più male a chi lo prova che non a chi ne è oggetto. Ma ormai hanno esaurito tutti i loro stratagemmi verbali, non sanno più cosa inventarsi. Già da parte del "giudaismo riformato" si incomincia a riconoscere un dato evidente: oggi, a nessuno importa nulla degli ebrei in quanto ebrei; ciò che si guarda è ciò che stanno facendo in Palestina. Le solite frottole fiammesche di cui siamo stufi e stanchi di analizzarle. Se si inventa qualcosa di nuovo, non possiamo starle sempre appresso! Vogliono uno stato questurino a loro servizio, che vada nelle case a prendere quelli che non si genuflettono a loro!

• Da imputato l'Ambasciatore di Giorgia all'Onu pensa di poter rivestire lui i panni della pubblica accusa. Lo capisco. Gli hanno affidato il compito di rappresentare Giorgia e lui fa quel che può: si arrampica sugli specchi! La Relatrice Francesca Albanese ha consegnato la sua Relazione al suo Committente, l'ONU. Sarà poi questo nella sua collegialità a decidere consa vuol farne del Rapporto! Il giornalaio di Libero riporta la cosa che se le parti fossero, l'ambasciatore di Giorgia lui nella veste di Relatore e la dott.ssa Albanese di indagata. Quanto poi ad Israele il passo ulteriore che l'Onu dovrebbe fare è la sua espulsione dall'organizzazione stessa: la presenza di israele all'ONU non ha senso!

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