Sono ancora poche e frammentarie le notizie che mi giungono, ma già posso farmi un'idea di dove sia arrivato il punto dello scontro. Rode al governo in carica la crescente popolarità di una Francesca Albanese, che spiega nel paese e financo nelle scuole ciò che succede in Gaza, supplendo ad una informazione che i media di regime non solo non fanno, ma travisano ed occultano, quando sono costretti a parlarne. Abbiamo visto tutti la faccia sorridente e mielosa di Giorgia della Garbatella mentre stringe le mani di Netanayu, sporche di sangue innocente. Cosa possiamo e dobbiamo pensare? Pare ovvio! Adesso entra in scena il ministro dal Grande Merito Giuseppe Valditara, il quale non sa cosa sia successo nelle scuole a seguito di un webinar organizzato dai docenti ed al quale hanno invitato Francesca Albanese, non "una qualunque" che si trovava a passare per la strada, ma la Relatrice speciale dell'Onu su ciò che è successo e succede a Gaza. Cosa potrà dire mai? Quello che ha detto e dice all'Onu, e che per l'occasione è spiegato a studenti, abitualmente sottoposti a testimonianze (senza contraddittorio) di Sopravvissuti e condotto in gita ad Auschwitz (senza contraddittorio). Adesso, per Francesca Albanese, ovunque vada e qualunque cosa dica, che sia accompagnata da un contraddittore come fosse la sua ombra. Siamo all'assurdo ed al comico! Intanto, le scuole non sono un aula di tribunale, dove sempre vi sono due parti che si scontrano, necessariamente! Le scuole dovrebbero essere qualcosa di più sereno dove le conoscenze vengono trasmesse con serenità. Se vogliono contrastare le Relazioni di Francesca Albanese i docenti che ne abbiano titolo possono in un secondo tempo chiamare altre voci, che siano in grado di dare una versione dei fatti diversa ma equiparabile per credibilità. Di certo non è educativo vedere due disputanti che si prendono per i capelli e si coprono di insulti. Il ministro "non sa" cosa è successo nelle scuole, ma senza saperlo formula già una ipotesi di reato! Questo al mio paese si chiama intimidazione mafiosa, fatta non da un mafioso in senso proprio, che forse ha più senno e criterio, ma da un ministro in carica, di un governo che di certo non ha fermato la mano genocida di Netanayu, ma l'ha invece stretta, davanti agli occhi di tutti i cittadini italiani e mettendosi in bella posa! Qui abbiamo un regime che avanza, e di questo passo fra poco dovremo metterci in clandestinità!
• Ho poco visto in tivvù la collera di Crosetto verso quanti imputano al governo imputano una “complicità” in genocidio. È davvero ben strana la sua reazione e dice di aver sporto querela. Contro chi? Contro il popolo italiano che dovrebbe rappresentare e con innumerovoli manifestazioni in tutta Italia ha definito genocidio ciò che ancora si compie in Gaza. Il governo italiano, non solo questo governo in carica, ma anche tutti i precedenti, hanno fornito sostegno e complicità alla stato di Israele fin dalla sua nascita, secondo quanto risulta dalla letteratura. La progressione del sionismo verso il genocidio è aumentata di anno in anno ed ha raggiunto il suo culmine proprio oggi mentre scriviamo, ed oggi è questo il governo che si trova in carica e porta la maggiore responsabilità nella progressione. Il giudizio è di natura storica e politica ed anche la condanna che vi è associata. Non si tratta di materia giudiziari. Grande e grosso come è, stupisce che Crosetto non lo capisca e non voglia capirla e tenti di dirottare la questione su un piano giudiziaro, ancora più grottesco. Un governo che non ha il senso dello Stato ed è infinitamente lontano dai cittadini che dovrebbe rappresentare. L'Italia non poteva cadere più in basso.
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