Ormai appare sempre più chiara che la violenza fattuale, verbale e simbolica è tutta da parte israeliana ed ebraica, che tuttavia amano assumere atteggiamenti vittimistici, mentre sulla loro responsabilità eta e mora cadono crimini incommensurabi di pulizia etnica e di genocidio. Di fronte a questi addebiti qual è la risposta degli israeliani, non tanto del governo quanto dei comuni cittadini, con obbligo di leva militare, e che all'80 % approvano ed eseguono?
– Un dito medio alzato. L'immagine sembra protetta da copyright e non si riesca a scaricarlo, ma lo si può vedere qui. Noi faremo una rassegna Stampa Tematica distinguendo due categoria di Notizie:
• sotto A quelle che eludono o tacciono del tutto quello che chiamiamo il «Dito di Brindisi», ossia il dito di un presunto soldato israeliani che dopo aver ucciso donne e bambini in Gaza, viene in Italia per far passare il suo stress da impegno militare, cioè genocidario, con l'avallo del Governo di Giorgia e della Polizia ai suoi ordini;
• sotto B le testate che invece riportano e commentano la notizia del Dito di Brindisi, sia che l'approvino, la condannino, si defilino.
Naturalmente, bisognerà vedere quanti e quali italiani saranno disposti ad accettare quel Dito!
La ricerca potrà essere estesa in più giorno a partire dalla data dell'evento, cioè: 5 dicembre 2025.
RICOSTRUZIONE E DINAMICA DEL FATTO
Arriva nel porto di Brindisi una nave da crociera che trasporta molti turisti israeliani che evidentemente si sentono abbastanza sicuri e protetti per potersene venire a fare vacanza in Italia, incuranti delle numerose manifestazioni di protesta contro Israele per il genocidio in Gaza, Cisgiordana e per le violenza su sette fronti, dove dicono e si gloriano per aver "vinto". Allo sbarco erano manifestanti pronti ad accoglierli, ma anche la polizia italiana, la Digos, per proteggerli dai manifestanti ed assucrare le loro vacanze. La cosa che io mi chiedo è con quale faccia vengono in Italia. Io ho sempre escluso qualsiasi idea di andare "a far vacanza, turismo” in Israele. Diverso il caso di quanti, attivisti, ci vanno per documentare quel che accade, cioè giornalisti veri che appunto perché veri, vengono uccisi. Questa frase, papre perfino che sia stata pronunciato dai croceristi israeliani contro i manifestanti: "vi uccidiamo", allo stesso modo con cui uccidiamo i palestinesi, e poco importa che siamo in Italia, e non a Gaza, in Cisgiordania, in Libano... Per noi è lo stesso: nessuno ci può fermare e contrastare. In Italia, da sempre, abbiamo una buona base: possiamo farla da padrone! Questo per adesso, mi pare di capire dalle notizie che leggo e che ricostruisco a modo, modificando il testo già scritto a seconda di quel che andrò ancora a leggere o a sentire. Dopotutto, giornalismo non è solo il dare la notizia, quanto soprattutto il modo di darla, di intenderla e farla intendere.
A.
B.
1. Repubblica, redazione di Bari,
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