mercoledì, dicembre 31, 2025

Riflessioni sull'anno nuovo che sta per venire

Mentre auguro ogni bene possibile a chi per avventura leggerà queste non posso fare a meno di svolgere qualche riflessione sul comune destino di noi viventi, in questa parte del mondo che si chiama Italia, nell'anno nuovo che sta per venire: è il mio 75° Capodanno!

Mai ho sopportato la retorica presidenziale che ogni anno a reti unificate ci viene impartita, e mai vi ho trovato del senso, delle indicazioni di vita, per l'azione, come stimolo al pensiero, al lavoro, all'impegno. Il mio divorzio assoluto con l'istituto presidenziale risale a quando con una telefonata di Obama a Napolitano si decise il tradimento della Libia e del popolo libico contro i nostri interessi e contro il nostro, che adesso un'altro presidente pretende di farci cercare in Ucraina.

Ho provato disgusto per una figura di propagandista, a canale 4, che si faceva forte offendendo un assente che non era in grado di replicargli, il prof. Angelo D'Orsi, ed offendeva pure tutti i milioni di cittadini che in questi mesi sono scesi a milioni nelle piazze unite nel nome di Gaza, il cui genocidio vede complice una classe politica ed un ceto giornalistico che pretende di rappresentarci e di parlare a nome nostro.

Sconforto, disperazione la mia?

No!

Disinganno si!

Confido, sono certo che la salvezza è nelle nostre mani, anzi nei nostri piedi, quanto più saremo capaci nell'anno che viene di aumentare la nostra mobilitazione, di mantenerla costante, di individuare obiettivi specifici intorno ai quali saperci riunire, in forme più solide di quelle del recente passato, in cui sembrava raggiunto un. obiettivo che è poi svanito.

È con questo spirito che saluto quanti qui leggono, adesso nei giorni seguente, e mi dichiaro con essi uniti in una volontà per la salvezza del nostro paese, della unica patria.

Che la Vittoria ci arrida nel prossino anno 2026 dalla nascita di Cristo!

Osservatorio sul caso Hannoun e altri: D. Tesi e controtesi.

 C. <Sommario> E. 

Intuendo che questo è un caso che incide profondamente sui fondamenti della libertà politica in Italia, ci attrezziamo per studiarlo nel suo divenire, giorno per giorno, isolandone i soggetti e gli eventi. Non è una lista di proscrizione quella che stiamo redigendo, o un invito allo scontro, ma un piano di studio e di analisi. Solo mettendo insieme i diversi elementi, si riuscirà ad avere una visione approfondita du una fase storica che non si vuole dimenticare. Le fonti a cui attingiamo sono esclusivamente quelle pubbliche attinte dalla rete.

D. Tesi e controtesi.

La maggior parte delle notizie che si trovano sul web, in buona parte riproduzione della versione online dei giornali della carta stampata, sono ripetitive l'una dall'altra, quasi sempre prive di spirito critico. È la catena della diffamazione che funziona sempre allo stesso modo. È inutile e fuorviante riprodurre qui sistematicamente tutto che che si trova. Cercheremo invece di isolare i titoli che meglio esprimono le tesi o le controtesi su cui si va impostando la Narrazione. Anche qui la successione dei numeri è del tutto casuale. Ma ciò che non appare interessante o significativo viene omesso.

1. La Luce, "L'arresto di Hannoun, gli aiuti umanitari criminalizzati e perché la resistenza palestinese è legittima e non un reato".


Osservatorio sul caso Hannoun e altri: Sommario

A. Gli Accusatori.

B. I difensori.

C. Ricostruzioni organiche.

D. Tesi e controtesi.

Osservatorio sul caso Hannoun e altri: C. Le ricostruzioni organiche.

B. <Sommario> D

Intuendo che questo è un caso che incide profondamente sui fondamenti della libertà politica in Italia, ci attrezziamo per studiarlo nel suo divenire, giorno per giorno, isolandone i soggetti e gli eventi. Non è una lista di proscrizione quella che stiamo redigendo, o un invito allo scontro, ma un piano di studio e di analisi. Solo mettendo insieme i diversi elementi, si riuscirà ad avere una visione approfondita du una fase storica che non si vuole dimenticare. Le fonti a cui attingiamo sono esclusivamente quelle pubbliche attinte dalla rete.

C. 

Ogni tanto, per cercare di fare il punto e dare un'esposizione organica dell'accaduto, si trovano ampie trattazioni, che possono esprimere anche posizioni contrapposte ed avere opposte ispirazioni politiche, anche molto aspre. Noi raccogliamo in ordine sempre casuale, le une e le altre, e se possibile cerchiamo di ottenere una alternanza paritaria, in una sorta di confronto e contraddittorio, ma non è cosa astrattamente possibile e prevedibile. Il primo link che qui segue mi appare essere una ricostruzione molto accurata.

1. In Kritika: Caso Moahammad Hannoun, se anche la giustizia si trasforma in propaganda. L’ordinanza di custodia cautelare di Mohammad Hanooun è un caso da manuale di tesi precostituita a partire da un assioma: musulmano = terrorista. Del 30 dicembre 2025. L'autore si chiama Tahar Lamri.

Osservatorio sul caso Hannoun e altri: B. I difensori.

A. <Sommario> C

Intuendo che questo è un caso che incide profondamente sui fondamenti della libertà politica in Italia, ci attrezziamo per studiarlo nel suo divenire, giorno per giorno, isolandone i soggetti e gli eventi. Non è una lista di proscrizione quella che stiamo redigendo, o qualcosa che punti ad esacerbare animi già abbastanza accesi, ma un piano di studio e di analisi. Solo mettendo insieme i diversi elementi, si riuscirà ad avere una visione approfondita du una fase storica che non si vuole dimenticare. Le fonti a cui attingiamo sono esclusivamente quelle pubbliche attinte dalla rete.

B. I difensori.

Anche qui si procede con lo stesso metodo della sezione precedente, cercando a caso, il primo documento che troviamo e senza stabilire graduazioni fra l'un elemento e l'altro. Nella sezione precedente abbiamo iniziato con un parlamentare di Fratelli d'Italia che aveva dato per colpevoli e spacciati tutti gli arrestati, senza minimamente argomentare. Qui invece iniziamo con un video, diviso in tre parti, di un giovane, che dice di aver letto e studiato le carte di accusa, e ne in analisi.

1a. Parte Prima di un video di Lorenzo D'Agostino

1b. Video, parte seconda. Lorenzo D'Agostino, giornalista che era con la Flotilla.

1c. Video facebook, parte terza. La persona che parla è Lorenzo D'Agostino.

Osservatorio sul caso Hannoun e altri: A. Gli accusatori.

Raccolta generale delle Serie di post tematici collegati <Sommario> B.

Intuendo che questo è un caso che incide profondamente sui fondamenti della libertà politica in Italia, ci attrezziamo per studiarlo nel suo divenire, giorno per giorno, isolandone i soggetti e gli eventi. Non è una lista di proscrizione quella che stiamo redigendo, ma un piano di studio e di analisi. Solo mettendo insieme i diversi elementi, si riuscirà ad avere una visione approfondita du una fase storica che non si vuole dimenticare. Le fonti a cui attingiamo sono esclusivamente quelle pubbliche attinte dalla rete.

A. Gli accusatori.

Sembra che vi sia stata una lunga preparazione finalizzata al contrasto ed alla smobilitazione delle imponenti manifestazioni che in tutta Italia si sono avute in solidarietà con la Palestina, per tentare di porre termini ad un genocidio in atto, riconosciuto come tale. A tentare questa operazione di contrasto sono stato visibilmente tutti i parlamentari dell'area di governo, con testate giornalistiche e studi televisvi associate al governo e collegati con Israele. Le posizioni possono essere sfumate, ma tutte racchiudibile in due sigle, di cui la prima in uso ha una caratterizzazione prevalentemente spregiativa: Propal, che ne ispira quella opposta che ci auguriamo venga assunta a neologismo come la prima, e dunque: Progen, per indicare i sostenitori del Genocidio del popolo palestinese, sia che lo riconoscono apertamente, cosa che sarebbe illecita e non viene normalmente dichiarata, mentre implicitamente rivelata da fatti e dichiarazioni conseguenti. L'elenco progressivo che segue è in ordine casuale, via via che si rinvengono links nella rete. Non verrà risistemato e resterà definitivo, per non appesantire il lavoro di ricerca di di cernita, potrè riguardare indistintamente testi di articolo, o registrazioni sia audio che video. Il tutto sarà unito da un sistema di rinvii ai diversi post che si andranno sviluppando a seconda della tipologia del materiale archiviato. Se ci pare il caso, su ogni link raccolto aggiungeremo un nostro commento.

1. Fratelli d'Italia. La Procura di Genova non può "confermare che Fratelli d'Italia” potesse avere "ragione" prima che si giunga a sentenza definitiva. Quello che invece il video "comferma" è che Fratelli d'Italia ha agito da "delatore" nella denuncia di persone che potrebbero risutare innocente a conclusione dell'iter processuale. E se risulteranno innocenti - come riteniamo - Fratelli d'Italia farà ammenda?

Video facebook del 28 dicembre 2025 ore 14,  di tal Salvo Sallemi che apprendiamo essere un parlamentare (personaggio pubblico) e scrive: «L’inchiesta della procura di Genova conferma che Fratelli d’Italia aveva ragione a denunciare i legami di Hannoun con il terrorismo islamico. Dopo il suo arresto pretendiamo chiarezza da Pd e Cinquestelle che lo hanno addirittura ospitato in Parlamento». Ci limitiamo a visitarne la pagina, ma non entriamo in polemica e non tentiamo il minimo approccio: certamente NON rappresenta noi, anche noi, ex art 67 cost., e sa solo lui chi rappresenta e serve! («Rappresentanza nazionale: Il parlamentare rappresenta tutti i cittadini, non solo quelli del suo collegio elettorale, né un partito specifico.»)

2. Capezzone. Fra i più accaniti detrattori. Ne parliamo in una Fetida Rassegna del 2.1.26. Mi chiedo se presenteranno scuse nel caso di acclarata innocenza e rigetto di ogni addebito. Il livore e il fanatismo di quest'uomo suscita reazioni, forse volute ad arte, che a loro spingono all'illegalità. Ragion per cui evitare l'uomo il più possibile, in pensieri parole e scritti. Anche nell'ipotesi del dissenso e del contraddittorio con il Signor "Accuccia” non si ricava nulla di cognitivamente utile.

3. Giulia Carpanini, ossia il magistrato ha ha formalmente istruito in processo in corso. Mettendo in suo nome nel motore di ricerca troviamo questo documento, degli avvocati di Genova, del 2019, attestante solidarietà per non sappiamo quali eventi allora successi. Quanto all'attestazione di "grande professionalità” è cosa di ci permettiamo di dubitare, se possiamo ricavarne un giudizio da quanto via via veniamo apprendendo. Anzi, riteniamo che se "professionalità” ci fosse stata, non sarebbe mai stato imbastita una simile montatura, il cui carattere politica e repressiva puzza da Tel Aviv da dove l'operazione è partita fino a tutta l'Italia. Comunque l'operazione di concluda, noi ci siamo ormai formata la nostra convinzione, e cioè che si vuole fermare e criminalizzare una protesta di popolo, del popolo italiano, che ha visto e vede scendere in piazza milioni di cittadini italiani, e fra quest ve ne sono un milione e mezzo di religione islamica, che si vogliono criminalizzare. O meglio una "professionalità” la si potrebbe riconoscere, ma non dal punto di vista della terzietà, bensì dai committenti ubicati in Israele: se riuscirà a tradurre in condanna penale i desideri e gli interessi dello Stato Genocidario di Israele, probabilmente potrà ricevere una onorificenza dal presidente Herzog. È però importante indagare il "curriculum professionale” di questo magistrato, per capire se possono esservi ragioni per una sua ricusazione. Per quanto possibile, cercheremo di farci un'idea del personaggio.

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A.

B.

C.

Cristiana Verazza:

- 1° gennaio 2026: L'eroismo del popolo palestinese e la reale situazione dei "vincitori" israeliani. > Link

D.

E.

F.

G.

Gilad Atzmon:

- 28 dicembre 2025Politica (razzismo) o teologia (deviata)?

H.

I.

Invicta Palestina:

 - 30 dicembre 2025Ancora sulle indagini delle Procura di Genova: per il nostro archivio.

J.

K.

L.

M.

Margherita Furlan:

- 27 dicembre 2025Chiavi di lettura della strategia della repressione in corso

N.

O.

Angelo d'Orsi:

- 3 gennaio 2026: Il rapimento di Maduro, presidente del Venezuela!

P.

Q.

R.

S.

T.

U.

V.

W.

X.

Y.

Z.

Post Condivisi: Ancora sulle indagini delle Procura di Genova: per il nostro archivio.

Non possiamo "condividere" testi da facebook a facebook, dove in ppratica non siamo più di casa, anche se presenti con un artificio. Nei post di facebook vi sono tuttavia, spesso testi interessanti che desideriamo conservare ed archiviare meglio. Per questo diamo vita ad un nuova serie di testi, interni al nostro blog. Per correttezza, cerchiamo ogni volta di avvisare l'Autore dei testi, se ci riesce, o quanto meno mandiamo un messaggio, di norma, che lo si legga o no. Qui troviamo interessante un passa del testo: l'autrice ha potuto leggere i fascicoli processuali e ne conviente che trattasi di vistosa montatura. Questo non significa necessariamente che tutte le accuse cadranno e gli arrestati saranno messi in libertà. È chiaro che si tratta di un'operazione politica repressiva, di regime, un "colpo di stato” contro i diritti costituzionali dei cittadini, ed a sostegno di un genocidio di cui ogni giorno di più il governo di Giorgia si dimostra complice ed a maggior ragione ognuno di noi intende dissociarsi, non mettendosi in clandestinità ma dichiarandoli in ogni occasione e forma possibile, accettandone i rischi, che a fronte della enormità del genocidio in corso sono del tutto minimi: non si può peccare di prudenza, mentre uomini donne e bambini muoiono!

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Post di Invictapalestina

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INDAGINI (DA PROVE FORNITE DA UNO STATO GENOCIDA)
CHE CI FANNO DIMENTICARE LA VERA QUESTIONE: 
LA SOFFERENZA DEL POPOLO PALESTINESE.

di Lavinia Marchetti, 30 dicembre 2025

Mentre noi in Italia discutiamo se in più di 20 anni qualche soldo della beneficenza sia finito nelle tasche di Hamas, che comunque, a parte il suo braccio armato nasce proprio nell'amministrazione della beneficenza sul territorio, (ovviamente non per Israele che lo finanziava per tunnel e armi dal Qatar), a Gaza l'acqua potabile sembra rimanere un miraggio.

Lo slittamento retorico è facile. Un conto è una contestazione giudiziaria concreta, sto leggendo l'istruttoria e si evince da subito la caccia alle streghe e le prove trovate ad arte da Israele, ma tant'è, vedremo, altro conto è fidarsi. Fidarsi della magistratura? Non mi sono mai fidata. Non faccio parte di quella "sinistra" che crede ciecamente nella magistratura. Ne ho viste troppa di malagiustizia per fidarmi, quante sentenze politiche negli anni? Quanti processi e condanne a compagni innocenti? Quante vite rovinate? E senza possibilità di replica. Comunque, un conto è trasformare quella vicenda nell’unico racconto possibile della parola “beneficenza”, altro conto è mantenere i distinguo, anche perché i soldi sarebbero spalmati in decenni. Anche su questo terreno, nel 2025, Washington ha varato sanzioni contro soggetti descritti come “charities” usate per sostenere Hamas o altre formazioni armate, proprio per l’ambiguità strutturale fra assistenza e circuito politico. Fidarsi di Washington che riceve i terroristi veri nello studio ovale? Fate voi... Io tendo a fidarmi della coerenza e della Storia.

Detto ciò, a Gaza, l’acqua potabile resta questione primaria, materiale, quasi oscena per banalità: bere, cucinare, lavare un neonato, sciacquare una ferita, evitare un’infezione intestinale. Secondo reportistica ONU e grandi agenzie, l’accesso quotidiano è crollato per la combinazione di infrastrutture danneggiate, restrizioni su carburante ed elettricità, impianti di desalinizzazione e pompaggio fuori uso o ridotti, reti fognarie compromesse. Reuters e AP hanno riportato, nel 2025, stime ripetute sul consumo pro capite ridotto a pochi litri al giorno per molte famiglie, numeri che stanno sotto i livelli minimi di emergenza usati nelle risposte umanitarie. Quando arrivano piogge e freddo, come nell'ultimo mese, il quadro peggiora. A dicembre 2025 diversi reportage hanno descritto allagamenti e vulnerabilità dei campi di fortuna, con un effetto diretto su acque reflue e contaminazioni, dunque su malattie gastrointestinali e cutanee. (Leggete bene il reportage di The Guardian è veramente ben costruito con tanto di numeri e prove

Ricordiamo, per concludere, che Hamas, nella sua genealogia, nasce dentro la storia dell’islamismo palestinese legato ai Fratelli Musulmani e a una rete di opere sociali, scuole, cliniche, assistenza: un impianto di welfare parallelo che, nel tempo, si è intrecciato a un apparato politico e a un braccio armato. Questa ricostruzione sta in sedi enciclopediche e analitiche autorevoli. Non scomodo fonti accademiche, andiamo nell'enciclopedia britannica così non scontentiamo nessuno ( https://www.britannica.com/topic/Hamas ).

E mentre noi parliamo di terrorismo, non terrorismo, prove fabbricate o meno, sentenze, ci dimentichiamo ad esempio, guardate bene le foto, che l’acqua pulita, a Gaza, resta scarsa. Lo dicono i dati raccolti dalle agenzie umanitarie, lo mostrano i reportage, lo ripetono le fotografie di gente con taniche in fila accanto alle autobotti. Le foto sono di stamani 30 dicembre 2025, al campo di Khan Yunis

Ormai è chiaro, anche ai ciechi: l'Italia con questo governo dipende interamente da Israele

La Fetida Rassegna è tutto sommato un buon termometro per capire l'anima nera e profonda del sionismo, in Israele ossia nella Palestina occupata e fuori di Israele. Giusto ieri, dal blog di Maurizio Blondet, abbiamo appreso dell'esistenza di un “Memorandum" fra Italia ed Israele che prevede anche una «“documentazione trasmessa ufficialmente dallo Stato d’Israele nel contesto della cooperazione giudiziaria”»: cooperazione giudiziaria! Alla lucedi ciò sicapisce anche l'intemeerata di Giorgia contro i giovani Palestinesi e l'invettiva contro Hamas, movimento "terrorista", anzichè legittima resistenza di un popolo, solo perché lo dice Israele, lo dice e lo impone a stati asserviti, come l'Italia, più che mai, sotto Giorgia della Garbatella. Come che andrà a finire, il caso Hannoun porta alla luce questi retroscena: tutto parte da Israele e qualsiasi cittadino italiano, residente e vissuto in Italia, senza mai aver messo piedo in Israele, da oggi potrà essere arrestato in Italia su un semplice ordine partito da Israele.

Questo lo scenario venuto alla luce, ed i cui svolgimenti stiamo qui a seguire, sine ira et cum studio, a parte l'indignazione giusta e doverosa, che non è "odio": ci odiano, ci perseguitano, ci tolgono i diritti, ma ci accusano di "odio" e "antisemitismo” se appena appena osiamo reagire. Naturalmente, Loro suonano sempre la loro campana per rintranarci le orecchie ed il cervello, e non si curano minimamente di sentire altre campane che non la loro: è lecito, per loro, giusto e doveroso, mentire ai goy, ai non-ebrei!

Non possono però negare che il fascicolo processuale che ha portato all'arresto di nove persone sia stato confezione in Israele: lo ha riconosciuto ieri, ad uno dei Fetidi Talkshow, pure l'Ollio americano che spesso compare sui nostri schermi: bene! Grazie ad Israele! Questa la sensibilità giuridica e politica di uno straniero abituato a spadroneggiare in Italia e ad offendere gli italiani dagli schermi televisivi! Povera Italia! Quanto sei caduta in basso! In altri tempi, un simile cialtrone non avrebbe avuto diritto di circolazione sul territorio italiano!

Noi non facciamo gli avvocati, e non ci spacciamo per avvocato, e nemmeno da semplici cittadini siamo a conoscenza delle carte processuali. Sappiamo che gli arrestati hanno una valida difesa legale e sono questi legali che hanno da fare il lavoro che è necessario: quel che fanno sapere con Comunicati, che noi pubblichiamo, è la nostra base di conoscenza: sono i nostri avvocati! Non certo prendiamo minimamente in considerazioni le esternazioni "giuridiche" che troviamo nella Fetida Rassegna, che aveva già fatto la sua "inchiesta giornalistica" ed emessa condanna che il giudice "dovrà” solo vidimare! Questo è il Regime in cui viviamo, sotto il Regno di Giorgia!

A noi basta ed avanza il giudizio politico, che è possibile dare.

Su cosa tutto regge?

Su una premessa fondamentale: il "terrorismo" di Hamas, vi siano o non vi siano connessione con questo Movimento di Resistenza da parte degli imputati arrestati.

Ma perchè Hamas sarebbe terrorista?

Perché lo dice, lo dichiara Israele, e su sua richiesta la fa dichiara a Usa e UE!

Israele come a dire uno Stato genocidario, inconfutabilmente tale!

E qui si può chiudere il discorso: sarebbe ozioso svilupparlo oltre. Quello che si può rilevare dalla Fetida Rassegna è che si sentono toccati nel punto debole: l'aver scoperto che tutto è partito da Israele, che mal tollera manifestazioni continue con milioni di cittadini che condannano il genocidio in Gaza e chi lo sta ancora compiendo. L'illusione dei Pupari israeliani è che facendo arrestare pochi capi le manifestazioni abbiano termine. Io spero di no, mi auguro di no: ci andrò con maggiore determinazione ed anziché dare un obolo di 10 euro, ne darà 20 come donazione senza condizioni: chi le riceve ha piena discrezionalità sull'uso da farne!

Sarà però importante seguire tutte le vicende processuali, come fosse una fiction televisiva. Sarà un modo per scoprire come la Lobby opera e quali sono i suoi collegamenti, i suoi uomini, i suoi organi di propaganda, i suoi agenti. Sarà una conoscenza quanto mai utile da acquisire, qualunque sarà la conclusione della vicenda giudiziaria che ha portato all'arresto di nove persone che per sono innocenti non per presunzione processuale, ma per presunzione fattuale e sostanziale: se saranno condannati, avremo la prova della mancanza di sovranità dell'Italia e della sua dipendenza da Israele; se saranno assolti, potremo sapere che in Italia la magistratura ancora resiste al "colpo di stato” messo in atto da Piantedosi, su richiesta di Giorgia, a sua volta comandata da Israele! Non abbiamo dubbi in questa nostra analisi.

Beceri, maledettamente beceri! Hanno posto l'equazione Islam = terrorismo, e terrorismo è quello che Israele dice esser tale. Islam ossia due miliardi di persone nel mondo! Il fatto che in Italia ci siano ormai un milione e mezzo di cittadini italiani di religione islamica a fronte di 26.000 cittadini italiani di religione ebraica può essere un problema a se stante, ma del tutto staccato da un presunto "terrorismo". Ad esempio, ponendosi in una logica di integrazione della cittadinanza italiana, come formatasi, ci si può chiedere: i cittadini di religione islamica sono o possono essere migliori cittadini di quelli di religione ebraica? Quale può essere un parametro oggettivo per dare un giudizio?

– Davanti al genocidio della popolazione di Gaza qual è la posizione degli ebrei e degli islamici in Italia? La risposta mi pare sia largamente documentata e gli arresti effettuati possono ben leggersi come una manovra tutta ebraica per impedire qualsiasi sostegno e solidarietà con le vittime di un genocidio in corso che suscita l'empatia della stragrande maggioranza degli italiani, che in maggioranza non vanno a votare un ceto parlamentare sempre più delegittimato e scarsamente rappresentativo; certamente l'empatia di tutta la cittadinanza italiana di religione islamica; certamente per nulla della cittadinanza di religione ebraica che è tutta solidale con Israele e la sua politica genocidaria, malamente coperta dalla foglia di fico di un genocdio che non si vuol riconoscere con il suo nome, ma che si pretende sia guerra e difesa leggittima contro donne e bambini!

– Gli arresti svelano questo scenario politico ed io confido che la sporca, assai sporca operazione messa in atto possa contribuire alla presa di coscienza di un numero ancora maggiore di italiani, istupiditi e manipolati da decenni di comunicazione mediatica, di stampa e televisione, di talk show, con pifferai che si illudono di catturare il consenso di spettatori che sempre meno guardano i canali televisivi e cercano canali alternativi.

– Quel che ben si capisce in questi scellerati che siedono in parlamento e compaiono nei talk show è che vorrebbero che TUTTI i parlamentari, nessuno escluso, si unissero come un ceto corporativo nella condanna unanime dei cittadini che sfilano nelle piazze e non fanno parte del loro elettorato, della loro clientela! Percepiscono come un pericolo mortale che se il popolo maggioritario dei Non Votanti decidessero di andare a votare quelli che non hanno fatto pollice in giù nel genocidio palestinese loro potrebbero perdere la guida del governo e relative prebende, incluse le comparsate televisive. Hanno bisogno della UNANIMITA' PARLAMENTARE contro i cittadini che manifestano per fermare il genocidio! Si può essere più infami di così? È questo il ceto politico che siamo chiamati a votare? Possiamo ancora sopportare questo regime che trama contro le nostre vite, i nostri diritti, le nostre libertà, che ci ha venduti allo straniero?

Barbetta, behee, beeehheem si guadargna l'erebetta quotidiana: vediamo cosa spara oggi, rapidamente! E questo sarebbe un "giornalista", come lui stesso si è autodefinito, in un talk show! Lo è certamente! Non vogliamo negargli il titolo professionale, di un Ordine che fu istituito dal fascismo! Lo è! Regolarmente iscritto all'albo. Ma appunto, cosa è un giornalista? Lui è un giornalista! Altro problema riguarda quelli che i giornali si suppone li leggano, cioè i Lettori, dunque i "clienti" dei giornalisti, i clienti di Barbetta! Devono avere pure loro la barbetta? Deve essere pure loro delle caprette? Nessun dubbio che si tratta di un agente ideologico dell'hasbara su cui non vale la pena perdere altro tempo. Ci basta una sola occhiata per capire che non vi sono elementi di analisi nuovi rispetto a quelli che abbiamo dato poco sopra: cantano tutti la stessa canzone!

Iran: sono almeno trent'anni che caldeggiano un attacco israeliano all'Iran, magari con l'impiego dell'atomica che Israele ha e l'Iran non ha! Tutti gli analisti dicono che è altamente probabile il secondo round della guerra dei Dodici Giorni. Naturalmente, io sto dalla parte dell'Iran, e mi auguro che ci stia pure la Divina Provvidenza! Per il resto, io non faccio previsioni, ma cerco di fare solo analisi fattuali, post-fattuali: che accada quel che deve accadere e poi vedremo quel che sarà. Al massimo noi possiamo fare la nostra parte se ci è concessa una sfera minima di azione!

Che Hamas disarmi o no, cambia poco e probabilmente in peggio

La volontà genocidaria di Israele è cosa ben nota e chiara, a chi si è documentato ed ha interessa alla verità, non a nasconderla, e non approva in cuor suo, più o meno apertamente il genocidio e la pulizia etnica, che è cosa assai antica, non risalente al 1948, e neppure al 1917, ma al 1882, quando sbarcarono in Palestina i primi sionisti finanziati dai Rotschild. Questo è quanto si può ricostruire e documentare agevolmente, avendo il tempo, la pazienza e la costanza per scrivere uno o più libri mettendo insieme documenti, un libro che poi però qualcuno dovrebbe prendersi la briga di leggere, avendone il tempo, la costanza, la pazienza. E ritorniamo al punto dipartenza: la comunicazione è immediata. Per chi vuole attingere la verità, bssta un istante. Per chi non ha interesse alla verità, o è in malafede, o ha un interesse diretto al genocidio ed alla pulizia etnica, è come lavare la testa all'asino, come parlare al lupo stando nella condizione dell'agnello, è come essere servo di questo governo, e dei suoi sporchi interessi.

Tornando ad Hamas:

a) Se non disarma, dà  pretesto ad Israele per contunare ad uccidere donne e bambini, dicendo che sono scudi umani, e che è tutta colpa di Hamas, che è terrorista perchè a dirlo è lo stesso Israele;

b) se disarma, il genocidio continua e sono già pronti gli aerei per deporrtare i superstiti, i sopravvissuti in Somaliland, che Israele ha appena riconosciuto per poi utilizzare quel territorio a questo scopo.

c) Io cosa farei? Non ho il benchè minimo titolo per parlare, ma io NON disarmerei: se un barlume di speranza può esserci e nella Resistenza "armata" in Gaza e Cisgordiania ed in tutto il Vicino Oriente, e nella Resistenza "organizzata", non violenta, che possiamo fare noi in Italia, e mi auguro anche fuori d'Italia dove non ho contatti e collegamenti e nulla posso dire.

d) Manifestare in Italia per la Palestina significa manifestare per noi stessi: non è un mero atto di generosità di anime belle, insieme con i Palestinesi a Gaza moriamo pure noi, quelle donne e quei bambini i cui corpi sono vaporizzati dalle bombe e dalle armi, che giungono pure da chi governa l'Italia, la opprime per conto terzi, quei corpi sono i nostri corpi, e quel genocidio è il nostro genocidio.

Non avremo compreso la Verità fino in fondo, tutta la Verità, se non riusciamo ad immedesimarci con le Vittime, se non capiamo che le Vittime siamo Noi, anche Noi!

martedì, dicembre 30, 2025

Gli arresti di Genova sono stati decisi e ordinati in Israele! La sovranità italiana è stata svenduta!

Pare siano stati stipulati appositi accordi, e questo dà un senso a quel che è successo e sta succedendo

«...Ma ora abbiamo qualche ulteriore elemento in più: da oggi si può essere arrestati sul territorio italiano in base alla “documentazione trasmessa ufficialmente dallo Stato d’Israele nel contesto della cooperazione giudiziaria”.

In pratica chiunque può essere sbattuto in galera, pur vivendo legalmente sul territorio italiano, in base ai voleri dell’entità sionista. Questo significa che il diritto talmudico è ormai parte integrante del bagaglio inquisitoriale con cui opera la magistratura italiana, e che ovviamente coinvolge a tutti gli effetti anche la politica, le forze armate e l’informazione di regime.»

(Da Maurizio Blondet: Il “Memorandum d'intesa” fra Italia e Israele)

E noi perché dovremmo prostrarci ad Israele?

Riporto un brano di Repubblica, giornale da me detestato, dove si dice che pressochè la documentazione si cui si èbasata la giudice genovese viene da Israele, e che non hanno potuto arrestare un'altra persona della Lista perchp fortunatamente per lui si trova in Turchia:

«il 35 enne Saleh Mohammed Ismail Abdu, che vive in Turchia, paese che non riconosce Hamas come gruppo terrorista.» 

Quello che mi uscire maledettamente fuori dei gangheri è questo assunzione di Hamas come "terrorista" solo perché ce lo chiede Israele!

È un vulnus alla nostra sovranità e dignità nazionale che mi brucia fortissimamente!

Basterebbe che NON ci fosse questo ammissione di Hamas come "terrorista" è l'inchiesta non avrebbe la benchè minima base!

Facessi io il giudice avrei rimandato ad Israele tutta la porcheria che ha mandato!

Si ricordo che a Londra non consentirono il rapimento di Mordecai Vanunu, il tecnico israeliania che aveva rivelato l'esistenza dell'atomica...

Lo dirottarono in Italia dove il Mossad può fare tutte le procherie ed i giudici a quanto pare vi prestano!

È una sayan?

Post Condivisi: Politica (razzismo) o teologia (deviata)?

Applico una diversa forma di condivisione da quella interna a facebook, sempre a rischio censura. Al tempo stesso riscontriamo che questo nuova forma di condivisione ci consente una migliore grafica e possibilità espressiva, lasciando intatta e sempre raggiungibile la Fonte. Gilad Atzmon è il nostro principale autore in materia di sionismo, e diremmo anche sul difficile rapporto fra ebraismo e sionismo, che nel nostro contesto è sempre e soltanto razzismo. Il tema difficile da indagare è se questo razzismo è già implicito nella stessa teologia del giudaismo e nell'antropologia dell'ebraismo: i due termini, giudaismo ed ebraismo, nel nostro contesto, non sono intercambiabili. Il primo termine rinvia ad un complesso dottrinale teologico, il secondo ad una antropologia di appartenenza tribale o nazionale. Il terzo fattore è il sionismo, storico o attuale, e come esso si coniuga con l'uno o con l'altro. 

POST CONDIVISI: Archivio./G

Post di Gilad Atzmon

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Gilad Atzmon

Il crimine di Gaza contro l'umanità è un crimine di Stato, un crimine nazionale (Finkelstein) o è un disastro teologico?
Un recente sondaggio israeliano (Haaretz 22.5.2925) suggerisce che l'82% degli israeliani sostiene l'espulsione dei palestinesi. Il sondaggio rivela che ogni 2 israeliani su 3 (circa il 66%) credono che una versione moderna di Amalek, un nemico biblico del popolo ebraico, esista oggi, e di questi, il 93% crede che il comando biblico di annientare Amalek sia ancora valido.
Mentre molti studiosi ebrei interpretano Amalek come un simbolo del male anti ebraico - leader religiosi ebraici di estrema destra come Rabbi Yitzchak Ginsburgh sostengono che Amalek esiste oggi sotto forma di palestinesi. Questa convinzione alimenta la giustificazione religiosa della violenza, definendo "cancellando Amalek" come un sacro dovere religioso.
In quanto tale il termine “Amalek” è diventato un’arma teologica, un appello alla vendetta e allo sterminio non solo come scopi simbolici, politici o militari, ma come comandi divini.
Alla luce di quanto sopra sorge la domanda necessaria: il genocidio è un progetto statale, un progetto nazionale o è teologicamente guidato?


Continua l'offensiva mediatica sionista

La Fetida Rassegna si sente ringalluzzita per gli arresti di Genova. Non ho letto le 300 pagine del fascicolo processuale che ha portato agli arresti. Qualcuno però è riuscito a farlo e ne ha detto qualcosa sul contenuto: è una volgarissima montatura basata sul nulla! Esiste per fortuna uno staff di Avvocati che darà battaglia su questo fronte e mettera in mutande in regime. Non ho dubbi su questo, anche se la porcata riuscisse nel suo intento repressivo, che andrebbe a colpire sul piano personale le 9 persone arrestate, che certamente non dovranno mai essere abbandonate ed avere sempre il nostro sostegno e la nostra solidarietà. Ma io credo che se quello è l'impianto accusario, non reggerà davanti a giudice onesti. Il fascicolo processuale è permeato di ideologia, non di fatti penalmente valutabili. Ciò che importa è che le piazze non smobilitino. Hanno ragionato all'israeliana: ammazziamo i capi e la protesta si spegne! Fino ad un paio di giorni fa io non sapevo neppure chi fosse Hannoun e non vengo convocato da lui ogni volta che ppartecipo ad un evento in sostegno della Palestina. Non ricevo ordini né da lui né da nessun altro. Credono di poter influenzare l'opinione pubblica dai talk show! Ieri sera per poco non sfasciavo il televiso lanciando una scarpa verso quei tizi che parlavano di scuse da parte di milioni di manifestanti, i quale possono dare non scuse, ma milioni di calci sul sedere a ciascuno degli ospiti dei salotti televisivi che credo di potersi sopraelevare rispetto a chi, giusto qualche minuto, casualmente, li osserva ed ascolta dall'altra parte del televisore. Fortunatamente, volge al termine questo genere di comunicazione, che può essere utile a chi la segue per far capire come il regime pensa, quale può essere la sua prossima mossa. Lo abbiamo capito... Vedremo.

A monte di tutte queste schifezze hasbarotiche vi è un vizio mentale:

– che per assioma divino Hamas abbia torto, che sia il male assoluto, che sia il demonio, ed il Nemico eterno dell'Umanità intera dalla Creazione ad oggi, e che dall'altra parte ci sia Bibi, il suo suo governo infame e criminale, e tutta la rete italiana dell'Hasbara, le quale non solo hanno Assoluta Ragione, ma tutti quanti i 49 milioni di italiani stiano dalla parte dei Settobristi, e che non possa essere diversamente: una Presunzione Assoluta di Colpevolezza e Condanna per tutti quelli che abbiano avuto anche una remotissima e derivata relazione con... Hamas, Hamas, Hamas!

Somaliland: una trovata israeliana per mandarci i palestinesi cacciata da Gaza e dalla Cisgiordania. È presto per dirlo, ma possiamo aspettarcelo. Si apre nella Fetida Rassegna un nuovo campo di osservazione. La perfidia di questa gente non ha limiti e non cessa mai di stupirci.

– Quel che io trovo incredibile è tanta Assoluta Idiozia!

• Vogliono essere liberi di poter scannare, sodomizzare, stuprare, espiantare, schiavizzare, espellere, ripulire qualsiasi palestinese uomo, donna, bambino senza che le vittime tentino di difendersi o abbia chi validamente possa difenderle. Questo il senso di quest'articolo e di molti altri simile e sempre di questo tenore: non ci perdiamo altro tempo.

– «il dono di 4 miliardi l’anno che gli USA danno a Israele»: a fronte di 7 milioni di euro in venti anni, proveniente dalle tasche (pochi euro cadauno) dei cittadini italiani, che non reclamano rendiconto per il loro obolo! Quatto miliardi dati per "scannare, sodomizzare, stuprare, espiantare, schiavizzare...” ogni palestinese che si voglia! Il Giudice di Genova ne terrà conto? Farà un bilanciamento dei valori monetari e delle loro finalità? Quattro miliardi annuali a fronte di 7 milioni in venti anni, e con diverse finalità?

– Non sto appresso alle discettazioni dell’«Avvocato», tipicamente saccente, lui sì avvocato (!), mica Francesca Albanse alla quale si contesta un "millantato credito" che non è mai esistito! Ho amici avvocati, rispettabilissimi, che esercitano con decoro e sobrietà la loro professione, e non intendo certo offendere la professione in sé, ma una certa ostentazione a fronte degli attacchi ingiusti e strumentale che su questo piano sono stati mossi a Francesca Albanese spinge a considerazioni elementari su come vi sia etica professionale in qualsiasi mestiere: in sé, se onesto, nessun mestiere è sovrapponibile ad un altro e tutti i mestieri hanno eguale dignità!

Giulietta che parla di "ipocrisia", come a dire il bue che dice cornuto all'asino, per usare una metafora abbastanza comune. Capezzone ha ormai dato alla sua dipendente precise indicazioni di lavoro. Ed ormai da quando ha iniziato la sua sua carriera con progettato "scoop" contro Francesca Albanese, Giulietta si è guadagnata la nostra costante attenzione. Vediamo cosa ci ha preparato oggi per pranzo. Anche qui troviamo lo stesso vizio mentale che abbiamo descritto sopra: se fare beneficienza alla popolazione di Gaza è cosa che no sta bene, invece per la stessa Giulietta sta bene che si accompagni, come vediamo nella foto, ad un soldato israeliano, che in Gaza, di certo non faceva beneficenza e neppure prestava servizio militare. 70 mila palestinesi uccisi, in gran parte donne e bambini, non sono morti per causa di suicidio collettivo di massa, ma perchè qualcuno li ha ammazzati. Chi mai? Giulietta ne sa qualcosa? Ne hanno parlato con il soldato israeliano che si vede nella foto? Non è un soldato israeliano? Ce lo rettifichi! La foto non l'abbiamo scattata noi e non sappiamo chi l'abbia messa in rete... Non vorremmo incorrere in errori. A. lei l'onere della rettifica. Ma se le notizie corrispondono, allora chieda al soldato israeliano se ha potuto verificare di persona la destinazione degli aiuti partiti dall'Italia e dalla rete italiana di solidarietà a Gaza, fra cui ci sono i miei 10 miseri euro, della cui destinazione tanto si preoccupa la procura di Genova. Giulia, che dici? Attacchi il Movimento "ProPal", all'interno del quale mi onoro di includermi? Non mi sono mai definito propal che considero insultante e spregiativo, ma a chi per offendermi mi dice Propal io rispondo Progen, ossia pro genocidio! Cupola come la Mafia? E questo lo chiami giornalismo? Siamo mafiosi noi che manifestiamo per la Palestina? Chi ti ha insegnato a scrivere articoli di giornale? Capezzone o Cierno? Ma dove cavolo vanno a finire i miei dieci euro a te cosa importa? Non dovrei essere io il primo e unico ad aver titolo di saperne, se volessi saperne? Io non mi considero tradito per la mia partecipazione a cortei: queste sono tue indebite e non autorizzate illazioni. Mi considero invece provocato ed offeso da quello che scrivi. La mia donazione di dieci euro, per la quale ho avuto in cambio una bandiera palestinesi, non era vincolata a nessuna condizione! E se mai fosse stato, solo io avrei avuto titolo ad entrare nel merito, non tu, o chi per te! Io non sono né un deluso né un ingannato, come mi vieni a presentare. Cosa poi tu sia non me lo chiedo e non mi interessa, anche se non sono sprovvisto di immaginazione. Sembra che si tratta di traffico di droga, di stupefacente, invece si tratta di aiuti umanitari che il governo israeliano puntualmente blocca nella sua strategia di genocidio per fame. L'Antimafia è stata messa al lavoro? Forse ha confuso Gaza con la Sicilia. Per quello che riguarda i miei. miserabili ed insufficiente 10 euro chi li ha presi aveva pieno mandato fiduciario. E quale era la "reale finalità delle operazioni”? Te ne ha parlato il soldato israeliano delle foto, sempre che sia un soldato israeliani, come si dice nella rete? E le finalità di questo soldato israeliano quali erano invece? A Roma che ci faceva? Cosa è venuto a fare? Possibile che tu non gli abbia fatta un'intervista? Questo sì che sarebbe stato uno scoop: soldato israeliano operante in Gaza! Insomma, il processo lo hai già concluso tu. Non bisogna aspettare le lungaggini del giudizio di primo, secondo e terzo grado! Sei benefica!

E siamo sempre lì: Ma Hamas è "terrorista" perchè? Perché lo dice e lo impone Israele? Ma Israele non deve rispondere di genocidio e di una infinità di altri crimini? Che senso un'indagine e un processo proveniente da un simile accusatore? Sarebbe come se il carnefice querelasse la sua vittima! Basta cambiare i parametri. Senza entrare nel merito di carte che non conosciamo e su cui non abbiamo titolo a discettare (e di certo non lo hanno giornalisti al servizio di Israele, o dalla sua parte), basta smonare l'assunto principale, ossia che Hamas NON sia un movimento "terrorista", ma un legittimo movimento di resistenza, e tutto decade. Tutta la baraonda, tutta la montatura crolla miseramente addosso ai suoi ideatori. A noi tutta l'operazione sembra ovvia. Perché lo fanno? Per colpire nove persone, che non sono certo i Mafiosi di cui l'Antimafia (?) dovrebbe occuparsi se il suo nome ha un senso? O pensano in questo modo di arrestare milioni di persone che in tutta Italia e in tutta Europa continuano ogni giorno a manifestare contro il genocidio e contro Israele che lo sta compiendo? La Procura di Genova quale giustizia sta amministrando? In nome di chi? Per conto di chi? Per quale reato? Per i miei 10 euro? Con 10 euro soltanto ho messo in moto tutta questa baraonda? Povera Italia! «Tesi deboli» sono quelle di tal Massimo Costa, che non si sa chi sia, quali titoli abbia, ma che scrive su... Libero, qualificato organo dell'Hasbara, sempre prono a qualsiasi velina le giunga Israele! Finalmente però viene fuori la fonte del "terrorismo" di Hamas: è "terrorismo" perché lo dice in primis Israele, e poi questo lo chiede affinché lo dicano a Usa (Aipac) e la UE, il cui parlamento non ha sovranità alcuna, e che è notoriamente manovrabile da ogni Lobby che abbia solda da spendere. Hamas è un partito politico, dal quale si può certamente dissentire, ma che risulta al governo di Gaza da regolarissime elezioni, che per ragioni emrgenziali non sono state più ripetute, e che proprio per questo il governo opera in regime di prorogatio. È da augurarsi che l'evidente operazione, una montatura, una caccia alle streghe, sviluppi il dibattito sul presunto "terrorismo” di Hamas! Se ci è lecito avere un'opinione, per noi una simile qualifica di "terrorismo" non è mai esistita. Una simile qualifica è invece certamente fodanta e valida per Israele, che non solo esce alla ribalta con l'attentato "terroristico" al King David Hotel, ma anche con un coevo attenato in Roma contro l'ambasciata inglese: è storia ed i fatti sono narrati, ad es., da Eric Salerno: Mossad base Italia! Possiamo dire che è "terroristica" e "colpo di stato" l'azione imbastita dal ministro Piantedosi, che compare ripetutamente in manifestazioni "sioniste" in Italia, collegato con il governo "terroristico" di Netanayu, criminale contro cui è stato spiccato mandato di arresto che Piantedosi non ha eseguito: pare che per il suo viaggio il criminale Netanayu abbia sorvolato i cieli d'Italia, che qui si rende anche in questa forma complice del genocdio in Gaza: non arresta i criminali che compiono il genocidio, ma arresta quanti in Italia raccolgono aiuti (7 milioni donati per somme di 10 euro, a fronte dei 4 miliandi annui erogati in dono dagli Usa allo stato genocida di Israele). Pezzo di idiota: poco conta che Israele sia o non sia una "democrazia". Quel che conta è che un giudice italiano emette sentenza in nome del popolo italiano, non su delega di uno stato estero, che sia Israele (stato genocida) o altro stato, per "reati" che sarebbero stati commessi in Italia! Che poi in Israele si facciano "manifestazioni" - non certo contro il genocdio fatto per conto e in nome dei "democratici" cittadini israeliani - conta ancora meno! Anzi! Depone male tutto in contario, se ad ogni cittadino "israeliano" può essere impoutato il "genocidio" e la "pulizia etnica" della Palestina: i "democratici" cittadini israeliano hanno occupato le terre e ele case dei palestinesi, e li uccidono pure, e pagano giornali e giornalisti in Italia perchè ne facciano Hasbarà!

– Sul 7 Ottobre abbiamo appreso dal nostro Corrispondente Americano di un documento recente (venerdi scorso) di Hamas di ben 42 pagine! Finora ne abbiamo sentito sempre e soltanto la propaganda che ne fa Israele, volta a creare una Nuova Narrazione il cui fine è di legittimare il genocidio in corso e per il quale non si parla di un apposito NUOVO TRIBUNALE DI NORIMBERGA. Fatta la pace, tutto finisce a vino e tarallucci: questo il disegno! Per che ne abbiamo potuto giudicare e sempre sostenuto, i due fatti restano distinti e non collegato, non sovrapponibile come rapporto di causa ed effetto, azione e reazione! Al riguardo noi siamo tassativi. Detto questo, si può ben chiedere una inchiesta "imparziale" ed "indipendente" per sapere quel che è effettivamente successo e come sono andate le cose. Hamas, il "terrorista" Hamas, ha sempre negato gli addebiti ed ha chieto non da oggi una inchiesta indipendente dell'ONU: ad opporsi ed a negarla è stato sempre Israele, che adesso avrebbe istituita alla Knesset un'apposita Commissione, tutta casareccia, e semplicemnete da ridere! Ho chiesto al Corrispondente Americano se è in grado di fornirci il testo di 42 pagine. Se esiste, e se giunge a noi, ne faremmo doppia pubblicazione, o tripla, anche il lingue che non conosciamo (arabo), ed in traduzione automatica italiana.

Post Condivisi: Chiavi di lettura della strategia della repressione in corso

 


Il nostro sistema di comunicazione è quella della condivisione, della catena di Sant'Antonio, per opporci alle reti televisive ed ai giornali della carta stampata che ogni ricevono dal governo 50 milioni come contributi all'editoria, milioni ai quali se ne aggiungono altri, noti ed ignoti, leciti ed illeciti. A fronte di questo fiume di danaro vengono criminalizzati 7 miserabili milioni di euro, raccolti in 20 anni direttamente dai cittadini, non certo erogati dallo Stato, destinati alla popolazione di Gaza. Che si tratti di una manovra spudoratamente repressiva ed intimidatorio non possono esserci dubbi di sorta. Non dobbiamo scoraggiarci, ma sapere che abbiamo davanti a noi questi nemici ed armarci contro di essi di tutta la notra creatività: la catena di Sant'Antonio!
L'articolo di Margherita Furlan che abbiamo trovato navigando per la rete offre una lucida analisi, alla quale vogliamo dare ulteriore diffusione, ripubblicandone il testo nel nostro blog. Non ho collegamentii con Margherita Furlan, ma credo di non farle cosa sgradita nel ripubblicare un suo testo senza essere riuscito a rintracciarla per averne il consenso.

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Post di Margherita Furlan
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La capitolazione al regime sionista
di Margherita Furlan
In una mossa che solleva gravi interrogativi sulla libertà di espressione e sul diritto all’azione politica, stamani le autorità italiane hanno arrestato Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, insieme ad altre otto persone. L’accusa? Aver “presumibilmente” finanziato Hamas con oltre sette milioni di euro attraverso associazioni benefiche. Dietro questa operazione, coordinata dalla Procura di Genova e dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, si nasconde un pattern preoccupante: la criminalizzazione sistematica di chi osa criticare - osteggiare non già è possibile - le azioni del regime sionista e sostenere la causa palestinese.
Mohammad Hannoun, architetto sessantatreenne giordano di origine palestinese residente a Genova da decenni, è una figura di spicco nel movimento pro-Palestina in Italia. Fondatore dell’Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese (ABSPP), ha organizzato raccolte fondi per aiuti umanitari a Gaza, denunciando pubblicamente il genocidio perpetrato da Israele. Oggi viene etichettato come “capo della cellula italiana di Hamas” e “membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica”.  Questa narrazione non solo ignora il contesto umanitario delle sue attività, ma sembra progettata per silenziare ogni forma di solidarietà con il popolo palestinese. E, in futuro, con qualsiasi altro popolo che oserà chiedere di sopravvivere in mezzo alla follia.
Il movimento pro-Palestina, che in Italia e in Europa ha guadagnato slancio negli ultimi anni grazie a proteste di massa e campagne di sensibilizzazione, è stato inizialmente tollerato – se non addirittura propagandato – come espressione di valori democratici e diritti umani. Manifestazioni oceaniche a Roma, Milano e altre città hanno visto centinaia di migliaia di persone scendere in piazza per chiedere la fine del genocidio a Gaza.
Le pressioni del regime israeliano sui governi alleati si sono così sempre più evidenziate, tanto da portare a una vera e propria criminalizzazione delle idee a favore della vita e del sostentamento del popolo di Palestina. Israele, attraverso la sua potente macchina economica, propagandista e di intelligence, ha da tempo etichettato qualsiasi critica alle sue politiche e la solidarietà verso un popolo che subisce un genocidio come “antisemitismo” o “sostegno al terrorismo”, spingendo Paesi come l’Italia, un tempo cuore del dialogo con il vicino Oriente, a reprimere attivisti e associazioni. 
L’arresto di Hannoun non è un caso isolato. Negli ultimi mesi, abbiamo assistito a una escalation globale di repressione: sanzioni a Francesca Albanese, Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, divieti di manifestazioni in Germania, arresti di studenti negli Stati Uniti, limitazioni e blocchi dei cortei con conseguenti scontri con le forze dell’ordine in Italia. Il regime israeliano, messo in discussione dalla comunità internazionale, sta cercando di soffocare ogni voce critica. Prima, il movimento pro-Palestina veniva usato come valvola di sfogo per le tensioni sociali; ora, viene demonizzato per giustificare una stretta autoritaria.
Insieme ad Hannoun, anche Anan Yaeesh, Ali Irar, Mansour Doghmosh e Ahmed Salem sono finiti in manette, con le loro case perquisite da forze antiterrorismo e milioni di fondi sequestrati. Secondo Hannoun andrebbero usati per progetti civili e aiuti a famiglie di martiri e prigionieri sotto assedio – non per armi, ma per la sopravvivenza nell’inferno creato da Israele. Gli inquirenti affermano invece che il 71% dei fondi è già andato a entità legate a Hamas, inclusi familiari di attentatori. Questa etichettatura terroristica ignora però deliberatamente il contesto: Gaza è governata anche da Hamas e ogni aiuto umanitario finisce inevitabilmente in strutture collegate. È un pretesto per criminalizzare la resistenza palestinese e isolare la diaspora.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha lodato l’operazione come un “velo squarciato” su attività terroristiche, ma chi difende i diritti palestinesi vede solo un altro capitolo di repressione, una maschera che esporta il modello israeliano di silenzio forzato in Europa. Chi è il vero terrorista? E chi decide quando e con chi sia legittimo utilizzare il termine “terrorista”?
Non è ironico che, mentre Israele continua a ricevere miliardi in aiuti militari dall’Occidente, chi raccoglie fondi per aiuti umanitari a Gaza venga accusato di terrorismo. L’Italia, terzo esportatore di armi a Israele, collabora con l’imperialismo USA e sionista; nel frattempo, l’Autorità Palestinese traditrice taglia aiuti alle famiglie dei martiri per compiacere gli occupanti. L’ipocrisia è nauseante: le indagini spiegheranno - forse - se trattasi di corruzione, frode o altro reato finanziario nel caso specifico di Hannoun. Resta il fatto che da oggi chi raccoglie spiccioli per medicine e cibo potrà essere marchiato come terrorista; Tel Aviv trasforma così l’Occidente in un’estensione del suo apparato repressivo.