sabato, dicembre 13, 2025

Cronaca della Manifestazione alla quale ho partecipato

È stata ordinatissima e questa volta non hanno avuto appigli i denigratori sempre alla ricerca del minimo tafferuglio per poi infamare l'intero popolo italiano che si arrogare il diritto di manifestare e scioperare. Non si vuol credere, non si ammettere che i manifestanti sono il popolo sovrano, quello menzionato nell'articolo 1 della costituzione, sempre ritenuto un artificio retorico senza contenuto e senza soggetto. Un qualsiasi scalzacano di parlamentare pensa di essere lui il popolo, di essere lui al di sopra del popolo. Di democrazia tutti parlano ma è un concetto su cui nessuno pensa, ed in pratica il popolo non esiste. In suo luogo si vede, la gente, gli elettori, i clienti iscritti ai partiti, i facitori di liste ed i maneggioni dei voti, le stesse testate giornalistiche, i partecipanti ai talk show, il pubblico che si vede applaudire a ritmi cadenzati, come se aspettassero un segnale.  Forse l'unica "illegalità” è stata la rapida affissione di manifesti per strada, in luoghi peraltro già coperti da manifesti e non tali da rovinare le facciate di palazzi privati. Ma questo si dovrebbe considerare un diritto connesso alla manifestazione, se esercitato con criterio. I negozianti lungo la strada del corteo non hanno avuto di che lamentarsi ed anzi hanno incrementati i loro affari, i loro guadagni. Se qualche volta hanno qualche vetrina rotta, sono certamente coperti da assicurazione ed è per loro la volta buona per rinnovare qualcosa.

Da Piazza Vittorio il percorso aveva per destinazione piazzale Aldo Moro, all'ingresso dell'Università di Roma "La Sapienza". Per me non è solo il nome di una piazza, ma è il nome del mio professore di diritto penale, a scienze politiche, nell'a.a. 1971-72, e l'andarci fino alla fine è stato come un pellegrinaggio dovuto. Non eravamo numerosi, come è stato riconosciuto dagli stessi organizzatori, che però avevano il metro di altre manifestazioni, anche nazionali, con decine e centinaia di persone. Sempre più numerosi dei Settobristi che hanno segnato il loro massimo il 30 ottobre scorso a Piazza SS. Apostoli, appena qualche centinaio di persone. Tanto pochi non direi. Ho percorso il corteo dalla coda alla testa più volta per rendermi conto della consistenza e soprattutto per poter leggere meglio i cartelli e sentire meglio gli slogan gridati. Li ho trovati tutti molto riflessivi e determinati. Su qualcuno avrei voluto tenere una sorta di lezione per rettificare e spiegare meglio i concetti toccati. Ma non mi è parso il caso ed una simile pedanteria sarebbe stata imperdonabile.

Un punto però va ribadito. Il concetto di genocidio è ormai un punto fermo di ogni manifestazione: in Gaza gli ebrei - si deve poterlo dire - compiono un vero e proprio genocidio, in nulla inferiore al loro Olocausto! E di questo genocidio è indicato come "complice" tutto il governo in carica. Non capisco chi voglia denunciare Crosetto. L'intero popolo italiano? Ma poi lui insieme a tutto il governo non riconosce, non ammette che quello di Gaza sia un genocidio: in una seduta parlamento si è solo riconosciuta l'esistenza in Gaza di una... "crisi"! Niente di più! Ma le minacce di Crosetto sono contraddittorie: se non riconosci che quello di Gaza è un "genocidio" in cosa consiste la tua denuncia alla magistratura? Se si va dal magistrato, non è dirimente decidere se si tratta di genocidio oppure no? E come può un giudice ordinario sconfessare una Corte internazione che si è pronunciata per l'esistenza di un "genocidio", o almeno questa parola è stata fatta, e mandati di cattura sono stati emessi. Si metterà pi a sconfessare la Relatrice speciale dell'Inu che questo genocidio ha documentato insieme con la "complicità" degli stati che vi hanno concorso?

Il proposito della Manifestazione è stato quello di non far cadere l'attenzione si Gaza, come i media ed il governo stanno tentando di fare con ogni mezzo. Non ultimo l'imprigionamento e l'espulsione di soggetti particolamente rappresentativi nella gestione delle manifestazioni, che sono sempre un fatto organizzativo, che richiede un lavoro organizzativo con persone che a vario titolo si impegnano.

E qui mi fermo, anche se le riflessioni e gli aneddoti potrebbero continuare. Non voglio andare troppo sul personale della mia partecipazione, delle persone che ho incontrato e con cui ho parlato, quello che ci siamo detti. Sono momenti normali in ogni manifestazione... ah, una cosa però voglio dirla, perchè non trovo riscontro sul web. Negli interventi che sono stati fatti verso la fine, a conclusione, si è parlato anche del disegno Delrio e di lui si è detto che è andato a presentare il suo disegno di legge alla Comunità ebraica. Ho detto e spiegato tante volte che non esiste nessun antisemitismo, ma questo uso forsennato e terroristico che si fa del termine antisemitismo al fine di ulteriori giri di vite repressiva mi spinge a reclamare una legge contro il lobbismo, ed in particolare il lobbismo ebraico, che sta minando alle sue radici la nostra democrazia: il pericolo viene da questo lobbismo! Non dall'antisemitismo, che non esiste, ed ancor meno dai cittadini italiani di religione islamica che sono ormai oltre un milione e mezzo in rapporto ai 26 mila cittadini italiani di religione ebraica che hanno una influenza spropositata su tutte le nostri istituzioni politiche, culturali, educative, sociali!

Il video di Local Team.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Delrio va a farsi approvare la legge dagli ebrei, noi non obbediamo a leggi approvate da loro, semplice