Può "intimidire" chi dispone di un potere ed una forza maggiore di quella che abbia l'intimidito. Non mi sia il caso quello occorso in Torino. Chi intende intimidire non scappa, non si nasconde. Abbiamo detto che il gesto oltre che condannabile è inammissibile e controproducente che chi lo ha messo in atto. Saranno certamente scoperti e subiranno le condanne che la legge prevede. Ne valeva la pena? Non credo! Ed allora quale può essere lettura plausibile? Per quello che posso immaginarmi si è trattato di una forma disperat di protesta non tanto specificamente contro il giornale "La Stampa" diretta da Andrea Malaguti, quanto l'informazione in generale che è menzogna, manipolazione, essa stessa parte integrante della situazione politica esistente che per un verso copre, e non da oggi, un genocidio vero e proprio, mai più documentato, e per l'altro spinge al riarmo ed alla guerra, all'impoverimento collettivo ed alla guerra in senso proprio, alla uccisione fisica di una intera generazione come è stato in Ucraina. Questa è oggettivamente l'informazione "professionale" che riceviamo ogni giorno: meno leggiamo i giornali, meno diamo ad essi credito, più siamo immuni dai loro veleni, dalle loro "menzogne". Sbagliando e rischiando, e sempre che non sia un'azione dei servizi, o una false flag, gli autori dell'atto condannato e condannabili hanno inteso dare la loro valutazione dell giornalismo "professionale", pagandolo con sechi di letame, una forma di espressione che può clamorosa non poteva essere. Ma di "intimidazione" proprio ne vedo, e credo che sia questo invece una forma di vittimismo, e dunque ritorniamo nuovamente alla menzogna e manipolazione, che è ciò che sempre la stampa, in generale, ha fatto e continua a fare. Non ha mai cercato la Verità, ma segue e asseconda il vento del potere. Diceva un grande giornalista, sentito con le mie orecchie: "l'informazione è una emanazione del potere", una emanazione, possiamo aggiungere, che odora di letame. Forse questo, sbagliando, hanno inteso esprimere i Vandali in Torino.
Questo Blog continua i testi fino ad oggi 26 settembre 2025 pubblicati in facebook e censurati. L'informazione cartacea, televisiva e tipo fb è parte integrante e propulsiva della guerra in corso in Medio Oriente, in Ucraina, nel mondo. Noi esercitiamo una riflessione sulle notizie che ci arrivano e ne decostruiamo i testi. La censura si fa ogni giorno più pervasiva; ad essa si accompagna la manipolazione mediatica.
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