
Riprendendo l'esame della
Fetida Rassegna la prima attenzione è sulla nuova titolazione denigratoria di quanto legittimamente e meritoriamente si oppongono al genocidio del popolo palestinese, ancora in corso e per nulla cessata, malgrado il mainstream sia passato alla strategia del silenziamento. Se si va a vedere in Radio Radicale la video registrazione del XXXVI congresso delle Associazioni Italia-Israele si nel secondo ed ultima Panel una allegra conversazione fra vari soggetti, fra cui l'articolista, Torchiaro, Giubilei e
Liguori, il quale suggerisce di non dire più "pro-pal", perché probabilmente potrebbe essere controproducente, essendo ormai tutti (eccetto loro quattro) dei "propal", bensì "pro-Hamas”, contando sulla criminalizzazione di Hamas, che è "terrorista" perché così hanno deciso loro ed hanno trovato qualche assemblea parlamentare lobbizzata che ha fatto passare la definizione. Ma chissà che questa definizione non finisca per essere accettata da tutti, non riuscendo nessuno a capire perché Hamas sarebbe "terrorista" e non invece Israele che "terrorista" lo è da quando esiste, come sipuò facilmente dimostrare leggendo un qualsiasi libro di storia sul tema. A loro invece il "progen" (pro genecidio) il neologismo da me proposto calza a pennello.

Su quanto successo alla Stampa non possiamo basarci su quanto al momento ne riporta la Fetida Rassegna, un Torchiaro, le cui vedute abbiamo potuto esaminare dalle video registrazione di Radio Radicale. Quel che possiamo dire in generale è che non da oggi, ma da anni, anzi decenni, la stampa, i media cartacei e televisivi, sono essi stessi strumento, parte integrante di una guerra in corso: non esiste più se mai sia esistita una informazio sui fatti separati dalle opinioni, ma esistono e vediamo solo le opinioni dei giornalisti che piegano i fatti agli interessi dei loro padroni o dei loro referenti ideologici. Partendo da questo fatto generale, è comprensibile un rifiuto generale del sistema di informazione di regime, che ad esempio, ubbidendo ad una direttiva, sta cercando di cancellare l'attenzione su un genocidio che resta attualissimo: non vi è nessun piano di pace, nessun cessate il fuoco! Tutta la stampa di regime, grande e piccola, segue delle direttive! Si condannano i metodi violenti per stare nella sfera del diritto e della legalità, ma questa condanna in nessun modo assolve i mezzi di informazione in generale dalle loro gravissime colpe, sostanzialmente dalla loro complicità nel genocidio in atto.

Quanto poi alle forme e agli obiettivi della protesta, tenuto conto dei fatti gravi previsti dal codice penale, non si può pretendere che non si esprima in forme visibili, che producano a loro volta una sorta di comunicazione oggettiva, possibilmente non violenta: mi metto sul marciapiedi, davanti alla sede della tua redazione, e con cartello scrivo: «AL SERVIZIO DELLA MENZOGNA» con sotto la ta faccia ed il tuo nome! Ma neppure questo sta bene a Lor Signori. Solo loro possono emettere notizie ed informazione, dando ai fatti la loro versione ed interpretazione come la sola lecita, possibile, consentita, ammessa.
– Il volantino di accanto a sinistra è uno tanti che venivano distribuiti nella Manifestazione che ha preso avvio da Piazza di Porta San Paolo, dove io sono stato ad aspettare che si raccogliesse e poi ad aspettare fino alla sua partenza. Non l'ho seguita per tutto il suo percorso perché non ho più l'età per questi sforzi e perché ho un ulteriore impegno per le 20. Trovo particolarmente interessante il volantino per la sua titolazione: «28 e 29 novembre dalle fabbriche alla Palestina la stessa lotta!» Spero tanto che si comprenda che la solidarietà con la Palestina non è un'attitudine di anime belle che sentono pietà per le vittime e sentono i valori della giustizia, della pace, dell'Umanità. Spero si capisca che soffriamo tutti sotto una stessa oppressione che ha tanto nomi, ma al quale possiamo aggiugerne uno: sionismo! Un termine che ci vogliono spacciare come socialismo, addirittura come l'equivalente del Risorgimento che abbiamo studiato a scuola!

Fatti i necessari distinguo e le necessarie dissociazioni, per fatti criminosi che potrebbero essere opera di agenti infiltrati, è da dire addio a forme di comunicazione (verticale, senza possibilità de replica ed interattività) che ormai sono in contrasto con i tempi e che sono di per sé antidemocratiche, tiranniche, bugiarde, e perfino idiote, stupide, indecenti! La Fetida Rassegna nel modo stesso in cui riporta la notizia riguardante il quotidiano di proprietà del sionista Elkann dimostra quel che abbiamo appena detto! Pretende addirittura che un quotidian come La Stampa di Malaguti diventa una copia del Riformista di Velardi! Mai indecenza fu più vistosa!
Interrompo l'analisi della Fetida Rassegna per recarmi alla Manifestaziona Nazionale sulla Palestina che in Roma avrà inizio fra poco, alle ore 14, con partenza di Piazza di Porta San Paolo. Si già di qualetenore saranno gli articoli che leggerò sulla Fetida rassegna di domani! Non siamoi quattro gatti di Piazza Snati Apostoli del 30 ottobre scorso!
Momenti della Manifestazione da Local Team:
a) Meloni, Tajani, Salvini complice del genocidio; Cristo è morto a Gaza!
b) Bandiera Usa bruciata davanti al Colosseo;
c) Il corteo nazionale per Gaza passa davanti al Colosseo. Tra i manifestanti anche Francesca Albanese e Greta Thunberg.
d) Partito il corteo per Gaza;
e) Due ebrei ultraortodossi (Neturei Karta) si dirigono verso Porta San Paolo indossando cartelli-sandwich contro il sionismo;
f) Greta Thunberg e Francesca Albanese sono presenti alla manifestazione
per Gaza in programma a Roma sabato pomeriggio. Albanese ha criticato
l'irruzione a La Stampa portata avanti il giorno prima da un gruppo di
antagonisti torinesi. Presente anche Moni Ovadia.
g) Assalto a La Stampa, rovesciato secchio letame oltre i cancelli: «Manifestanti pro Pal rovesciano un secchio di letame oltre i cancelli
della sede de La Stampa di Via Lugaro. Un gruppo ha fatto irruzione
nell'edificio esponendo poi uno striscione per la liberazione dell'imam
Mohamed Shahin. Il religioso, a capo della moschea di San Salvario è
stato raggiunto da un controverso decreto di espulsione dopo alcune
frasi pronunciate a sostegno del massacro del 7 Ottobre.»
– Fermo restando la condanna di ufficio, non si può non pensare come - se hanno fatto questo alla Stampa, proprietà Elkan, che è il terzo quotidiano d'Italia, e che tutto sommato con il suo attuale direttore ha una dignità giornalistica, – viene da pensare cosa farebbero mai alle Fetide Testate della Nostra Fetida Rassegna, se mai gli “Antagonisti” dovessero accorgersi della loro esistenza;
h) Assalto a La Stampa, manifestanti pro Pal entrano e imbrattano muri: Torino 28 Novembre «Manifestanti pro Pal irrompono nella sede de La Stampa in protesta
contro quelle che ritengono posizioni filo-israeliane del quotidiano.
Imbrattati i muri esterni.»
i) Assalto a La Stampa, la polizia arriva dopo irruzione manifestanti: Torino, 28 Novembre «La polizia raggiunge la sede de La Stampa, dove manifestanti pro Pal
hanno fatto irruzione durante un corteo in occasione dello sciopero
generale proclamato dai sindacati di base. Gli attivisti a quel punto
scavalcano i cancelli per uscire e lasciano il posto.»
j) Assalto a La Stampa: aggrediti video operatori: Torino, 28 Novembre «Uno spezzone del corteo per lo sciopero generale ha assaltato la sede de
La Stampa. Minacce di morte ed aggressioni verso gli operatori che
stavano documentando l'accaduto»
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